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Progetto Melting Pot Europa
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Primo Marzo 2010 - Un giorno senza di noi

Cosa fare il primo marzo? Cosa può essere uno sciopero oggi? Spazio alla creatività. Invia i tuoi contributi al Progetto Melting Pot Europa (primomarzo2010@meltingpot.org)

13 gennaio 2010

- Bologna - Seminario sulle migrazioni. Vai al programma
managed by Uninomade&Melting Pot
- L’appello di Melting Pot Europa
- Leggi il manifesto dell’iniziativa
- Vai al blog Primomarzo2010.blogspot.com
- Ascolta le trasmisioni speciali di Sherwood Network in streaming sul sito www.globalproject.info

- Sostieni Il Comitato Primo Marzo 2010 versando il tuo contributo sul Conto Corrente intestato a Primo Marzo 2010 IBAN IT98V0501801600000000130877 presso banca Etica

Il Primo Marzo 2010 sarà una giornata speciale.
Una giornata di sciopero delle fabbriche e delle cooperative, dei cantieri e dei braccianti, uno sciopero delle badanti e degli ambulanti, un giorno in cui chiudere i nostri negozi e non andare a scuola, una giornata di sciopero contro il razzismo e la precarietà.
Ma non uno sciopero convenzionale, tanto meno uno sciopero etnico.
Un giorno senza di noi, senza precari o disoccupati, senza lavoratori dipendenti e autonomi, un giorno senza autoctoni e migranti, uno giorno senza noi tutti, per far vedere quanto siamo importanti.

Melting Pot Europa vuole contribuire a questa giornata promuovendo le iniziative che si stanno articolando intorno alla data del Primo Marzo 2010 e cercando di collaborare alla costruzione collettiva di questo percorso inedito, a questa sfida che assomiglia ad un sogno a cui noi tutti vogliamo credere intensamente.

Il dibattito è acceso e assolutamente stimolante.
Ma cosa significa costruire uno sciopero contemporaneo? E’ pensabile che l’astensione dal lavoro sia sufficiente ed incisiva per trasformare questa società? Cosa significa scioperare oggi che la produzione non è più limitata alle mura della fabbrica ma coinvolge pienamente la società nel suo complesso e ingloba affetti e comunicazione, stili di vita e creatività senza per questo perdere il vizio dello sfruttamento e della discriminazione?
Eiste uno sciopero senza sindacati? Esiste uno sciopero senza copyright?

E ancora, cosa significa un giorno senza di noi quando è la crisi ad espellere i lavoratori dal mercato del lavoro?

E’ immaginabile uno "sciopero" dei soli migranti o forse l’orizzonte a cui guardare è quello che coinvolge noi tutti, così come il razzismo, la precarietà, le politiche discriminatorie sull’immigrazione, coinvolgono a pieno le nostre vite, interrogando la società nel suo complesso e non solo i migranti stessi?

Il dibattito è aperto ed invitiamo chiunque voglia proporre riflessioni e contribuire alla costruzione di questo pensiero collettivo sul Primo Marzo 2010 a scrivere all’indirizzo di posta elettronica primomarzo2010@meltingpot.org.

ECCO I CONTRIBUTI ALLA DISCUSSIONE
Foto di Angelo Aprile


Padova, Primo Marzo 2010 – Perchè noi ci saremo?

Sabato 20 febbraio ci siamo riuniti insieme ad oltre 200 cittadini stranieri ed italiani provenienti da tutta la Provincia, per dare vita all’ultima assemblea cittadina del Comitato Primo Marzo 2010 di Padova.
La parola d’ordine è stata sciopero, ma non solo quello classico, non solo quello che prevede l’astensione dal lavoro. Perchè in questo paese diamo molto di più del nostro semplice apporto lavorativo, molto di più di ciò che è stabilito dal contratto, molto di più delle ore che ci vengono pagate.
Per questo, di fronte a questa crisi, di fronte a queste leggi ingiuste e discriminatorie come il pacchetto sicurezza ed alla legge Bossi Fini, davanti alle continue divisioni che vengono prodotte in questa società, abbiamo scelto di mobilitarci. Ma non da soli, non solo noi stranieri, perchè sappiamo che insieme, migranti e italiani, precari e disoccupati, di ogni nazionalità e provenienza, siamo il motore di questa società. E’ per questo che abbiamo scelto di NON organizzare uno sciopero dei soli immigrati, ma invece una mobilitazione contro la crisi e la precarietà, per i diritti di tutti e contro il razzismo. Perchè il nostro futuro dipende dalla capacità e dalla possibilità di costruire una società nuova... insieme e per tutti. continua »


Lettera dei/delle docenti universitari/e contro il razzismo a sostegno del primo marzo, “una giornata senza di noi”

Noi docenti precari/e e docenti non precari/e delle università italiane abbiamo deciso di aderire alla giornata del primo marzo, “una giornata senza di noi”, presentando ai nostri studenti e alle nostre studentesse, dove possibile anche durante le ore di attività didattica nei giorni che precedono il primo marzo, dapprima la lettera dei lavoratori africani di Rosarno, riunitisi in assemblea a Roma alla fine di gennaio, e poi il testo che leggeremo alla fine della loro lettera e invitandoli/e a partecipare alle iniziative della giornata. continua »


Venezia - Perché il primo Marzo. Cosa vogliamo

Se vi guarderete intorno, in questi giorni di fine febbraio e nel primo giorno di marzo, vedrete qualcosa di nuovo muoversi tra le vostre strade, nelle vostre piazze, nei mercati, dentro le scuole, nelle università. In tutto il paese, da Palermo a Venezia, da Treviso a Bari, da Trieste a Roma, una moltitudine di persone e di gruppi si sta organizzando per Esserci.

Questa idea nasce da lontano: il primo maggio del 2006 i Latinos negli Stati Uniti decisero di scioperare tutti insieme per protestare contro le condizioni di clandestinità cui erano costretti. Fu così che l’economia del paese più potente del mondo si fermò per 24 ore e i migranti si riversarono nelle piazze affermando la propria fondamentale presenza.A distanza di cinque anni anche anche l’Europa vivrà “un giorno senza di noi”. In Francia e in Spagna, in Grecia e qui in Italia, il primo marzo del 2010 sarà una giornata particolare.

Non si tratta soltanto di una protesta: non siamo semplicemente “contro”.continua »


Roma, 1 marzo 2010 - Lezioni di clandestinità
Davanti al Parlamento il 1 marzo andranno in onda le lezioni di clandestinità con studenti medi, universitari e migranti
Piazza Montecitorio dalle ore 10.30 uno spazio comune contro il razzismo

Siamo tutti clandestini. Siamo tutti antirazzisti, oltre la retorica della solidarietà. La crisi e i suoi effetti sempre più concreti non fanno altro che scoperchiare il vaso di Pandora. Dai migranti espulsi a fucilate perché schiavizzarli non serve più, ai maestri lasciati a casa perché sono troppi, ai precari che vedono sfumare ogni possibilità di reddito, agli studenti che vedono svanire ogni possibilità di futuro degno. Troppi, siamo troppi, nelle scuole e nei posti di lavoro e qualcuno va messo fuori dal gioco. Cosi diventiamo clandestini, ricattabili, pericolosi, così ci vogliono divisi, in competizione, diffidenti. Noi la crisi non la paghiamo.
Perché la crisi diventa la norma per gridare alle politiche dei sacrifici a scapito dei giovani studenti, dei precari, dei migranti e delle nuove figure di un martellante scenario di povertà. Perché la crisi è il mezzo per disegnare la nuova geografia dell’esclusione e per imporre espulsione, deportazione e controllo della forza lavoro, per fare della perdita del lavoro un reato: il reato di clandestinità. continua »


Primo Marzo a Venezia, Mestre, Marghera
Secondo incontro del Comitato

Ci siamo ritrovati in cento martedì 9 febbraio alla Municipalià di Marghera, per organizzarci in vista del Primo Marzo - Un giorno senza di noi qui a Venezia. Tanta la voglia di partecipare e di concretizzare le idee per avere visibilità, consapevoli dell’unicità del territorio in cui viviamo: abbiamo provato a mettere insieme diverse proposte per comunicare a tutti, a Mestre, a Marghera e in centro storico, l’importanza della giornata del Primo Marzo e abbiamo individuato 3 momenti continua »


Primo Marzo 2010 - Solo il razzismo ci è straniero

Come insegnanti, genitori e studenti vogliamo lanciare un appello alla partecipazione al fianco delle nostre sorelle e dei nostri fratelli migranti e dei loro figli e figlie alla giornata nazionale del primo marzo contro il razzismo e le discriminazioni.
La scuola pubblica è il luogo fondante dell’accoglienza, è il luogo di incontro tra persone, tutte diverse tra loro, e tra culture, è il luogo dell’apprendimento e dello scambio di esperienze. È il luogo in cui la crescita serena di ognuno è la condizione della crescita degli altri. È il luogo fondante del nostro futuro dove si devono costruire le condizioni per superare le disuguaglianze e gli svantaggi che sono ostacolo alla libertà di tutte e tutti, che siano nati in Italia o in altre terre. continua »


Padova - Migranti, migliaia in corteo «Sciopero per un giorno»
Il 1° marzo anche a Padova la manifestazione nazionale antirazzista
da Il Padova del 6 febbraio 2010

Ventiquattr’ore di passione per cooperative della logistica, imprese di pulizie, istituti scolastici ma anche esercizi commerciali in genere. Il prossimo 1 marzo anche Padova parteciperà allo sciopero nazionale dei lavoratori stranieri ma non solo. In migliaia, italiani e immigrati, si daranno appuntamento davanti alla Prefettura in piazza Antenore. Obbiettivo «Far vedere con un’azione concreta il peso nostro e in generale quello di tutti i precari nella società italiana, che senza l’apporto di tutti è destinata a bloccarsi» spiega Barack, lavoratore della logistica e sindacalista Adl Cobas. Proprio la condizione di precarietà porterà molti stranieri a non poter scioperare, per timore di ritorsioni da parte del datore di lavoro. «Ma tutti troveranno il modo di far sentire la propria voce» spiega Nicola Grigion di Adl Cobas, tra i promotori della manifestazione. Così le madri di studenti stranieri non manderanno i propri figli a scuola, lo sciopero dei consumi sarà generalizzato, i negozi di alimentari, i phone center e gli etnici in genere terranno aperto ad oltranza per invitare il maggior numero di cittadini italiani a entrarvi e conoscerli, i venditori ambulanti senegalesi usciranno “allo scoperto” davanti alla Prefettura, «finalmente senza timore di essere seguiti e identificati dalla polizia» spiega Luca Bertolino di Razzismo Stop. «La protesta non vuole essere uno “sciopero etnico” perchè a fare le spese della crisi economica siamo tutti noi precari e non solo gli stranieri, che spesso ci ostiniamo a chiamare stranieri dal colore della pelle ma che il più delle volte vivono in Italia da 10, 20 anni o addirittura ci sono nati» continua »


Cgil, Cisl e Uil, no allo sciopero Immigrati: «Si farà lo stesso»
da Il Giornale di Vicenza del 6 febbraio 2010

Ieri sera una riunione con i rappresentanti dei confederali nella sala dei padri Saveriani. 27 febbraio niente acquisti e i bimbi a casa da scuola. Il 1 marzo astensione dal lavoro con fiaccolate e manifestazioni in città. I sindacati: «Attenti, pericoloso non lavorare».
Vicenza. Immigrati: sciopero o non sciopero? Li hanno lasciati discutere per oltre un mese. Poi, ieri sera, Cgil,Cisl e Uil nel sala dei padri Saveriani di viale Trento li hanno chiamati a raccolta. Sul tavolo una questione importante: la protesta che gli immigrati intendono organizzare il prossimo 1 marzo. Se ne parla da tempo, ora i tempi stringono e dalle parole si deve passare ai fatti.
Dietro l’angolo, però, si cela una spaccatura. Da una parte gli immigrati con le varie associazioni- che rappresentano più anime all’interno degli oltre 80 mila migranti che vivono nel Vicentino-, dall’altra i sindacati confederali che, se sono riusciti a gestire il ricorso contro il sindaco di Montecchio Maggiore e la delibera relativa agli spazi abitativi, ora corrono il rischio di vedersi superare da chi non intende perdere l’occasione rappresentata dal 1 marzo per parlare di leggi, integrazione e razzismo. continua »


Rosarno, Italia, Mondo
Un appello dalla Francia per il Primo Marzo 2010

Siamo dei cittadini italiani residenti in Francia e dei cittadini francesi che si occupano, professionalmente, dell’Italia. Per questo, di fronte ai fatti accaduti a Rosarno esprimiamo la nostra indignazione.
Gli immigrati di Rosarno, come tutti i migranti nel mondo, costituiscono un vero e proprio esperimento biopolitico per i poteri. Prima sono ammassati in condizioni disperate, poi sono sfruttati implacabilmente sul posto di lavoro, infine sono espulsi vergognosamente verso destinazioni misteriose. A queste tre fasi, ordinarie, nella vita di un immigrato, se ne aggiunge spesso, soprattutto negli ultimi tempi, un’altra. Gli immigrati sono vittime di una vera e propria caccia all’uomo: seguiti, pedinati, braccati, bastonati, finalmente uccisi o espulsi.
E’ successo altrove, in Spagna o alla frontiera messicana, si è ripetuto a Rosarno. continua »


Una colonna sonora per il 1Marzo "24h senza di noi"
L’appello degli artisti per il primo marzo 2010

Questo è un appello agli "artisti" lanciato da Militant A attraverso le pagine di Globalproject.info, a mettersi in rete e costruire insieme una colonna sonora che sia dentro e per il primo marzo, la giornata di “24h senza di noi” lo sciopero dei migranti in Italia.

Aderire come singoli, gruppi, collettivi, autori e interpreti per difendere il diritti di libertà di tutti, ma anche regalare un brano, una composizione, una canzone che costruiscano la colonna sonora di tutte le iniziative verso e del 1 marzo.

Una colonna sonora che sia anche filmata e accompagnata da immagini che video maker, registi, fotografi e artisti visuali vogliano utilizzare e inviarci come contributo e adesione alla giornata del 1 marzo “24h senza di noi”. continua »


Padova - Verso il 1° marzo "Un giorno senza di noi"
Per costruire una giornata di sciopero sociale. Contributo del Comitato Primo Marzo 2010 - Gruppo di Padova

Sabato 23 gennaio 2010 si è svolta presso la sede dell’Associazione Razzismo Stop in Via Gradenigo a Padova la prima assemblea del Comitato 1 marzo Padova.
L’assemblea ha visto la partecipazione di molti cittadini migranti, di studenti, precari ed è stata un primo momento di confronto per affrontare insieme la preparazione della giornta del 1 marzo. continua »


La FNSI appoggia Primo marzo 2010
Intervista al segretario della Federazione nazionale della stampa Franco Siddi
da peacereporter.net

La federazione nazionale della Stampa considera l’iniziativa come un’opportunità in più per qualificare l’informazione in direzione di una rappresentazione corretta dei bisogni della società contemporanea, di una società che ha necessità di integrazione, di promuovere e far crescere la cultura dell’accoglienza unitamente alla cultura della reciproca comprensione e conoscenza. Giornali e giornalisti devono essere testimoni dei fatti e degli eventi, ma anche protagonisti della vita sociale del Paese in cui abitano, e quindi aiutare con una informazione corretta gli stranieri e i lavoratori immigrati a capire e conoscere meglio la realtà in cui arrivano, che è fatta di usi, costumi e leggi. Questo vale anche per i nostri migranti, che vanno per le vie del mondo a cercare un lavoro e un futuro, ma vale anche per il migrante che arriva nel nostro Paese e che spesso noi trattiamo come trattarono noi all’inizio del secolo scorso, e questo è intollerabile. continua »


Vicenza - 1° marzo in sciopero, «Fuori da fabbriche e scuole»
da Il Giornale di Vicenza del 25 gennaio 2010

Gruppi e associazioni si stanno ancora organizzando. E intanto l’Unione ha deciso. Il 27 febbraio sciopero della spesa. Una manifestazione partirà da Montecchio e arriverà in città. Giallo il colore dell’evento

Non ci sono solo gli schiavi di Rosarno. Il pianeta immigrati ha tanti e tali problemi che nemmeno "gli abitanti" riescono a mettersi d’accordo tra loro.
Comitati, gruppi, alleanze. La sensazione rimane sempre la stessa: ognuno va per strade diverse perché le idee e le iniziative sono ancora in alto mare. Ad organizzare l’incontro nella Casa per la Pac, ieri, era il Coordinamento stranieri guidato da Nyrou Morteza, iraniano, storico protagonista delle battaglie sull’integrazione. continua »


Rimini - Verso il 1° marzo "Un giorno senza di noi"
Per costruire una giornata di sciopero sociale. Contributo del Comitato Primo Marzo 2010 - Gruppo di Rimini

Con la riunione di domenica 17 gennaio è nato ufficialmente il comitato provinciale del primo marzo 2010. Si occuperà dell’organizzazione e della preparazione della giornata dello sciopero generale degli immigrati, indetto in Italia e in Francia.
“24 ore senza noi” è il titolo dell’iniziativa. I componenti del comitato, formato da rappresentanti della comunità straniere e da volontari italiani che condividono l’iniziativa, hanno programmato diversi eventi per la prossima settimana....continua


Assemblea delle realtà migranti e antirazziste: cosa è stato deciso
Comunicato conclusivo dell’Assemblea nazionale delle realtà migranti ed antirazziste che si è tenuta a Roma lo scorso 24 gennaio

«Le drammatiche vicende di Rosarno sono un’espressione dell’offensiva razzista e contro i diritti dei lavoratori in corso nel nostro paese.

L’assemblea solidarizza con le ragioni che hanno spinto gli immigrati di Rosarno a ribellarsi reagendo allo sfruttamento, alla criminialità organizzata e agli attacchi razzisti.

La politica repressiva del Governo colpisce gli immigrati e alimenta xenofobia e razzismo nella nostra società. Queste vicende rafforzano l’esigenza di costruire una rete permanente di collegamento tra le diverse realtà di migranti e antirazziste sulla base della piattaforma del 17 Ottobre per rendere più stabile e efficace l’iniziativa. continua »


Perchè i sindacati appoggiano il primo marzo ma non lanciano lo sciopero?
Alcune riflessioni

Gentile redazione,
colgo l’occasione per complimentarvi con il lavoro che svolgete e con le preziose informazioni che diffondete.
Approfitto del vostro invito a discutere sul primo marzo per proporre alcune riflessioni sul ruolo del sindacato, di base o confederale, a proposito dello sciopero.
A parole sembrano tutti d’accordo con la necessità dell’iniziativa, con il dovere di contrastare le politiche del governo ed il razzismo che si diffonde su larghi strati della società. Ma nella pratica? continua »


Il primo marzo 2010 può diventare una giornata straordinaria
Da Treviso per un Primo Marzo 2010 CON TUTTI noi

Dopo i fatti di Rosarno, tutti hanno visto la violenza con cui la mafia e lo stato hanno regolato il bisogno di forza lavoro bracciantile nei campi della Calabria. Vediamo tanta sofferenza e tanta violenza in tutti i nostri territori, quando migliaia di persone sono precarie nel lavoro, nel reddito, nel diritto alla casa od all’istruzione: i migranti sono la punta estrema della precarietà in quanto la loro stessa esistenza può essere dichiarata “illegale”, perché diventano immediatamente da disoccupati a criminali.
Lo sciopero dei migranti, una giornata senza di noi, è un’idea che viene da lontano, dalla Francia, prima ancora dagli Stati Uniti, e prima ancora da moltissime altre battaglie sociali perché, attraverso lo sciopero, chi vive la precarietà, lo sfruttamento, la discriminazione, ha sempre voluto affermare la propria umanità.continua »


Lo sciopero che fa tremare i sindacati
«Sbagliato incrociare le braccia solo sul tema dei migranti»
da Il Giornale del 22 gennaio 2010

Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, ha appena scritto una lettera ai sindacati dei paesi europei ed africani. La stessa, in queste ore, sta circolando nelle e-mail delle principali camere del lavoro sparse sul territorio, come per tirare su il morale alla «truppa» in un momento piuttosto difficile.
Sono due pagine di sincera preoccupazione, quasi una richiesta di aiuto ai colleghi stranieri, «voglio informarvi della grave situazione che stanno vivendo in Italia i lavoratori immigrati a causa della politica del Governo Berlusconi...». Epifani mette a fuoco la situazione disperante, usa toni molto duri, «questa politica cieca e crudele», chiama le cose con il loro nome e quindi i Cie sono «centri di internamento», e scrive che la Cgil si è «immediatamente schierata a tutela dei lavoratori immigrati impegnati a Rosarno». Dello sciopero del Primo Marzo - Una giornata senza di noi - nemmeno una parola. continua »


Primo Marzo, un pò di idee

Gentili,
ritengo che il PRIMO MARZO debba essere una data fondamentale non solo per le persone migranti, ma per noi tutti cittadini "italiani" che non si riconoscono più nell’attuale stato di cose.

Io sono Rossi Giulia, residente a Padova, amministratrice del sito Segnaliamo il razzismo insieme ad altri giovani che come me "non ci stanno" a vedere e sentire più la mancanza di dignità con cui le persone provenienti da altri paesi sono trattate. continua »


Da Verona verso il Primo Marzo 2010
Il Comunicato e le riflessioni di Cittadinanza Globale

La tragica, recente vicenda di Rosarno allude a due cose, evidentemente.
La prima: all’esistenza di un razzismo di stato diffuso nel nostro paese. Diffuso dalla retorica politica della sicurezza, dagli apprendisti stregoni della paura, quelli che hanno voluto a tutti i costi le ronde spiegandoci che esse sarebbero state volute dalla cittadinanza e organizzate in forme perfettamente legali.
Che la cittadinanza le volesse ben poco, lo dimostra il fatto di come il reclutamento sia andato deserto. Di come i soldi stanziati per esse, a dispetto dei tagli nel frattempo prodotti al sociale, alla scuola e alla cultura, fossero del tutto inutili. continua »


Immigrati: il sindacato vieta lo sciopero ai negri
da Il Giornale del 21 gennaio 2010

Gli stranieri che lavorano in Italia vorrebbero incrociare le braccia il primo marzo per far vedere quanto contano.
Ma Cgil, Cisl e Uil dicono no: temono di perdere il loro potere. L’80% degli stranieri sogna una rappresentanza tutta sua e questo per i confederali è un terremoto Invisibili. Li vedono solo da clandestini, quando stanno nelle piantagioni dei nuovi signori del latifondo, sotto la schiavitù della ’ndrangheta, della camorra, della mafia. Quando finiscono nel fuoco di certe piazze da far west, sui marciapiedi del sesso, da delinquenti, da rapinatori, da razziatori di ville. Quando lavorano no, non li vede nessuno. La normalità non paga. Invisibili. Invisibili soprattutto per il sindacato, che li ha lasciati alla deriva, che li vede come carne da macello, come questione politica, come un affare. Questo sindacato di pensionati ed ex tute blu, di funzionari in giacca e cravatta e aspettative non li riconosce. Questo sindacato che assomiglia sempre più a una società di servizi, con fini di lucro, specializzato in dichiarazione dei redditi, in corsi di formazione lavoro con i soldi Ue, in tutto quello che è affari e parcelle non riesce neppure a intercettarli. Stanno giù, troppo giù. Invisibili. E se per caso pensano di scioperare, per un solo maledetto giorno, la risposta di Cgil, Cisl e Uil è un no in piena faccia. Gli invisibili non scioperano. continua »


Treviso - La Lega con Khezraji: no allo sciopero degli stranieri
Il senatore Franco sta con il «leader» marocchino che ha annunciato la non adesione alla protesta del primo marzo
da La Tribuna di treviso del 20 gennaio 2010

«I nostri immigrati prendano esempio da Abdallah Khezraji».
Il senatore vicentino della Lega Paolo Franco plaude al leader marocchino delle associazioni immigrati di Treviso, che ha annunciato la non adesione allo «sciopero degli stranieri» lanciato dal comitato Primo Marzo, che da alcuni giorni sta diffondendo l’iniziativa attraverso Facebook e altre reti di internet. «A Treviso - ha spiegato Khezraji - abbiamo sempre concordato ogni forma di protesta con le parti sociali e le organizzazioni sindacali. Noi ormai facciamo parte di questo tessuto sociale: se dobbiamo aderire a uno sciopero lo facciamo in difesa di tutti i lavoratori e a fronte di precise emergenze occupazionali o comunque di disagio, quindi il primo marzo saremo regolarmente ai nostri posti di lavoro». continua »


Sciopero degli stranieri - Treviso: campagna nazionale ma qui non fa proseliti
da La Tribuna di treviso del 19 gennaio 2010

Una giornata senza stranieri? Nella Marca è impossibile solo pensarvi: si bloccherebbero ospedali, ristoranti, distributori, cantieri edili, laboratori artigianali, fabbriche e famiglie. Devono aver pensato così le organizzazioni del coordinamento immigrati che hanno deciso di non aderire alla proposta di «sciopero degli stranieri» lanciata in tutta Italia dal Comitato primo marzo.
Lo conferma Abdallah Kezraji, mediatore culturale, presidente del coordinamento delle associazioni marocchine e uno fra i leader storici delle comunità di stranieri Trevigiane, precisando che questa posizione è condivisa praticamente all’unanimità fra le varie etnie che compongono il coordinamento «Cittadinanza attiva».
Lo sciopero degli stranieri, che si ispira ad un modello di protesta sperimentato in Francia attraverso il blocco contemporaneo di tutti i lavoratori di altra nazionalità per 24 ore, è fissato dai promotori per il prossimo 1 marzo. continua »


Se lo sciopero dei migranti spiazza i sindacati di base
Cobas, Cub e SdL non sono ancora pronti ad incrociare le braccia
da Il Manifesto del 19 gennaio 2010

Starci, oppure no. Starci, «ma con modalità da definire». Starci, ma solo per un’adesione di facciata. Insomma, ma come si fa ad aderire a uno sciopero senza scioperare? Questo dilemma - perché tutti sono d’accordo nel dire che a Rosarno è accaduto l’indicibile, e ci mancherebbe altro... - sta mettendo in imbarazzo tutte le organizzazioni sindacali. Sono loro ad essere a stretto contatto con il mondo del lavoro, eppure sono proprio loro che forse non riescono a cogliere quanto questo mondo sia più composito rispetto alle realtà pur importanti dove il sindacato ha ancora spazi di agibilità. O, se non altro, a non cogliere la portata storica del primo sciopero degli immigrati in Europa. continua »


Primo marzo, un giorno senza migranti
da Il Manifesto del 12 gennaio 2010

«Cosa succederebbe se i quattro milioni e mezzo di immigrati che vivono in Italia decidessero di incrociare le braccia per un giorno? E se a sostenere la loro azione ci fossero anche i milioni di italiani stanchi del razzismo?». La giornata senza immigrati arriva anche in Italia, buttata lì da Emma Bonino, concretamente lanciata da quattro donne (di cui tre immigrate) e portata alla ribalta, «nostro malgrado» dicono loro, dai fatti di Rosarno. Astensione dal lavoro per chi potrà permetterselo, sciopero dei consumi come alternativa, «20 mila contatti su facebook non sono una stima realistica, lo sappiamo», dicono le organizzatrici, «ma accanto allo sciopero ci sono molte forme di partecipazione, e quindi il primo marzo potrà anche non fermarsi il paese, l’importante sarà che arrivi un segnale». Soprattutto dopo Rosarno. continua »