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Il Comune di Vicenza - Lo stato deve rilasciare il permesso di soggiorno per motivi umanitari

Oggi l’incontro con gli amministratori dei comuni vicentini. Non perdiamo un patrimonio che si sta costruendo con fatica

23 novembre 2011

Dead line per il prossimo 29 febbraio quando scadranno le convenzioni per la gestione dell’accoglienza dei richiedenti asilo prevenienti dalla Libia ed ospitati in diverse struttere in tutta la provincia.
Oggi una riunione con tutte le amministrazioni provinciali che ospitano i profughi nel vicentino.

L’Assessore Giovanni Giulari lancia un monito al nuovo esecutivo in maniera chiara e perentoria, così come chiede la petizione promossa dal Progetto Melting Pot Europa: "lo Stato deve essere in grado di rilasciare un permesso soggiorno per motivi umanitari a tutte queste persone, in modo che non si perda un patrimonio che si sta costruendo con fatica. Parlare con gli altri amministratori servirà per capire come la pensano e, soprattutto, per inviare un lettera comune al nuovo Governo, nella speranza che si possa provvedere, con urgenza alla risoluzione di un problema che altrimenti rischia solo di trascinarsi. Senza avere la possibilità di segnare una strada diversa per migranti che si sono lasciati alle spalle, guerre, carestie e alla fine anche le carceri di libiche nelle quali sono stati rinchiusi durante la caduta della dittatura".

I comuni dell’alto vicentino impegnati nell’accoglienza dei richiedenti asilo, intanto, si sono attrezzati per portare ufficialmente la richiesta di un titolo di soggiorno al Governo con una delibera della Giunta del Comune di Santorso, capofila della rete territoriale istituita per far fronte all’emergenza di cui fanno parte i comuni di Schio, Malo, Monte di Malo, San Vito di Leguzzano, Torrebelvicino, Valli del Pasubio, Calvene, Chiuppano, Carrè, Lugo di Vicenza, Caltrano, con cui sollecitano "un provvedimento istituzionale da parte delle autorità nazionali idoneo a prendere atto della reale situazione e a garantire a coloro che hanno ricevuto il diniego (sia a quelli che abbiano interposto ricorso sia a quelli che non l’abbiano interposto) un Permesso di soggiorno per protezione umanitaria ad hoc, nel rispetto della dignità umana e della legge.

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