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Il Sindaco di Napoli - Un appello al Governo per un permesso di soggiorno per ragioni umanitarie ai profughi

Il Comune di Napoli fa proprio l’appello di Melting Pot. Luigi De Magistris: "un permesso per accedere a diritti e servizi come meritano tutti gli esseri umani"

30 dicembre 2011

Rischiano di diventare tutti clandestini gli oltre 900 profughi, provenienti dalla Libia, fuggiti al momento dello scoppio della guerra. A lanciare l’allarme, ’senza essere allarmisti’ e’ il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che lancia un doppio appello: il primo al Governo ’per un permesso di soggiorno per ragioni umanitarie ai profughi cosi da poter accedere a diritti e servizi come meritano tutti gli esseri umani’; il secondo alla Regione Campania ’per un tavolo congiunto perche’ e’ importante da un lato garantire l’assistenza ai minori come facciamo noi, dall’altro garantire anche percorsi di alfabetizzazione come sta facendo l’Assessorato comunale all’Istruzione’. ’E’importante che questi profughi non vengano ospitati negli alberghi come dormitori - ha sottolineato - C’e’ bisogno di un monitoraggio sanitario per garantire loro la salute’.
Sergio D’Angelo, assessore alla Politiche sociali del Comune, ha ricordato che i migranti, al loro arrivo a Napoli, sono stati ospitati in strutture alberghiere nei dintorni della stazione ferroviaria.
L’assessore alla Cultura, Annamaria Palmieri, ha annunciato per 209 migranti corsi di alfabetizzazione nelle scuole che tengono corsi serali cosi da ’garantire una migliore inclusione’.

La cooperazione in questi anni è fallita
E’ fallita la cooperazione internazionale in questi anni’. Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, a margine di un conferenza per l’emergenza profughi in citta’.
’Le politiche di guerra hanno prodotto questi fallimenti - ha affermato - i Governi occidentali non si sono preoccupati di ridurre le distanze tra Nord e Sud del mondo’. ’I migranti non vanno affrontati come questione di ordine pubblico - ha sottolineato - Dal 1950 ad oggi ci siamo occupati della libera circolazione delle merci, ma spesso trattiamo le persone come fossero schiavi’. ’Questo - ha concluso - e’ un delitto contro le leggi internazionali e la Costituzione repubblicana’.

E’ Sergio D’Angelo a rilanciare poi la questione dei permessi di soggiorno umanitari ricordando ll’appuntamento del prossimo 28 gennaio quando proprio Napoli ospiterà l’incontro della rete dei Comuni per i Beni Comuni chediscuterà anche della questione emergenza nordafrica ed immigrazione

da Il Corriere del Mezzogiorno
La storia di fine d’anno viene da lontano. Anzi sono novecento le storie che si possono leggere tra le righe di una singolare lettera. Quella scritta dai profughi africani per chiedere ai napoletani non solo la solidarietà per le loro condizioni, ma soprattutto un aiuto concreto nella battaglia per il permesso di soggiorno, necessario per non cadere nella morsa della clandestinità.

Novecento vite - Sono per lo più somali e nigeriani i 900 profughi ospitati a Napoli, scappati, anni fa, da guerre, povertà e siccità, che nella Libia del dittatore Gheddafi avevano trovato un lavoro, una «vita normale». «Con la recente guerra – raccontano – è cambiato tutto, in molti sono stati costretti a emigrare»: una seconda fuga, via mare, per approdare a Napoli a luglio scorso, ospiti in alcuni alberghi della zona orientale della città in base ad un provvedimento della protezione civile a cui il governo ha affidato il compito di gestire l’emergenza immigrazione successiva alla caduta dei regimi del nordafrica.

Il racconto - «Abbiamo perso la nostra libertà – dicono nella lettera indirizzata ai napoletani – ma anche la nostra dignità se siamo costretti a chiedere l’elemosina per le strade o a vendere i fazzoletti ai semafori o a lavare i vetri delle vostre macchine». I profughi hanno fatto tutti richiesta di asilo politico, «ma adesso rischiano di diventare clandestini se lo Stato dovesse respingere l’istanza presentata per ottenere lo status di rifugiato politico», spiega l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli Sergio D’Angelo.

Il rischio clandestinità - «Chi sta esaminando le richieste di questi profughi – afferma D’Angelo – tiene conto della nazionalità di queste persone e non del fatto che lavorassero in Libia e che quindi il loro paese d’origine fosse la Libia. In questo modo molti rischiano di vedere negata la richiesta di status di rifugiato politico e di diventare così dei clandestini».

L’appello del Comune di Napoli al Governo - «Per questo motivo - ha spiegato l’assessore D’Angelo – il Comune di Napoli ha chiesto che il governo Monti conceda ai 900 profughi provenienti dalla Libia ospitati a Napoli e ai 25.000 rifugiati in tutta Italia un permesso di soggiorno per ragioni umanitarie. In questo modo avremmo la possibilità di dare assistenza a queste persone, diversamente non potremmo farlo». L’appello al governo Monti è stato ribadito anche dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris, che ha sottolineato la necessità di concedere il permesso di soggiorno per motivi umanitari a queste migliaia di profughi, in modo da evitare che queste persone diventino d’un tratto clandestini. Secondo l’assessore D’Angelo delle novecento persone ospitate a Napoli in molte corrono il rischio di vedere rigettata l’istanza di asilo politico.

- Il video della Conferenza stampa

- La video lettera dei rifugiati