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Libri - Incontrarsi. Racconti di donne migranti e native

recensione a cura di Alessandra Sciurba

31 ottobre 2012

Incontrarsi. Racconti di donne migranti e native
Collana Sessismoerazzismo, Ediesse, Roma 2012
A cura di Cristina Ali Farah, Maria Rosa Cutrufelli, Isabella Peretti, Igiaba Scego, Stefania Vulterini , con la prefazione di Cecilia D’Elia.

Sarà banale a dirsi, ma il mondo è un’altra cosa se raccontato dalle donne. I conflitti e i dolori, le passioni e l’ironia, la leggerezza e la mancanza, acquistano tutti una consistenza differente, mutano quasi di sostanza.

Le storie, tutte le storie, quelle vissute e quelle immaginate, hanno un’altra potenza e un’altra delicatezza, nella versione delle donne. E sono spesso storie di incontri, perché l’aprirsi e l’accogliere nascono al femminile, ed è per questo che gli incontri che le donne fanno lasciano un segno diverso che rimane nelle parole quando li fanno rivivere. È la capacità di registrare solo il dettaglio delle sfumature, e non quello spigoloso della precisione di un ricordo perfetto. È la fantasia di sapere vedere quello che può venire da uno scambio di sguardi, molto prima che accada. È il silenzio dell’ascolto da frapporre di fronte alla sofferenza tirata fuori per ripartire. È la curiosità di un viaggio che è avventura anche quando è obbligato, e il fragore di una risata anche se il fiato è spezzato e le gambe sono troppo stanche per incedere ancora adesso.

“Incontrarsi” è un libro corale scritto da donne che raccontano storie. Le 34 voci che si incontrano in questo volume sono estremamente diverse l’una dall’altra. Alcune hanno sempre usato le parole per aprirsi al mondo, altre lo hanno fatto qui per la prima volta, anche adottando una lingua che non è materna e che allora forse aiuta a riscrivere se stesse, una volta liberate dalle aspettative che tutte le madri non possono fare a meno di avere. Donne poco più che ventenni, o che hanno invece vissuto il susseguirsi delle generazioni, donne innamorate di altre donne o madri e figlie di uomini inadeguati. Donne che vengono da ogni angolo di mondo e si incontrano nell’Italia dei campi rom dati alle fiamme e della legge Bossi Fini. Ma anche delle scuole di italiano libere e gratuite e dei movimenti antirazzisti più generosi d’Europa. Donne d’Italia che ritrovano se stesse nel riflesso di una vita lontana, arrivata fino a loro per rivelarsi d’improvviso. Donne che si riscoprono donne incontrando altre donne. E a partire da questo si ribellano a condizioni e confinamenti, a gerarchie e ad abbandoni, a intolleranze e reificazioni.

Dai loro racconti, presentati al concorso letterario indetto dalla Casa Internazionale delle Donne di Roma nasce questa antologia di frammenti. Chi l’ha pensata ha forse intuito un’urgenza, chi ha risposto ha restituito una parte della propria vita, anche solo sognata, a partire dal tratto più specifico della nostra condizione umana contemporanea: il movimento, il viaggio, il migrare che produce l’incontro. Un incontro che è allora opportunità e desiderio, o salvezza e consolazione, ma anche effetto collaterale e ingiunzione del destino, conflitto e violenza da cui evadere.

Anche nei racconti più amari, resta però lo sfavillio degli occhi di bambine che ancora vedono futuro, la tensione a comprendere quel che serve per sopravvivere senza per questo trovare giustificazioni, la disposizione a riaffidarsi pur senza dimenticare.

Il quadro di insieme è l’immagine di un mondo in cui è bello perdersi, come se possa essere quello reale, sentendo che è anche quello reale. Uno spazio e un tempo in cui esistono le seconde possibilità e la consolazione, in cui le azioni hanno conseguenze che non si perdono, i pensieri si custodiscono fino a diventare parte di un cambiamento, il coraggio è lo scarto rispetto a ciò che appare scandito e irrimediabile, la “cura” è una questione politica da sottrarre all’ingiustizia e allo sfruttamento.

“Incontrarsi” è un libro da attraversare per compiere un viaggio nella realtà delle migrazioni al femminile e delle donne nuove, migranti e native, che abitano, a volte subiscono, ma più spesso scardinano questo tempo ancora maschile di solitudini, false uguaglianze e ripiegamenti identitari. E scoprire come si cambia riconoscendosi nella differenza, come tutte le storie ne compongono una e rimangono uniche. Ripensando da un’altra prospettiva la cartina di vie possibili ancora da percorrere di fronte alle sfide del presente.