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Padova - 50 profughi abbandonati. Parte la mobilitazione

Presidio sotto la Prefettura e incontro in Comune. Consegnato l’appello. I consiglieri: Sindaco ed Assessore accettino. Ora risposte entro fine mese

23 marzo 2013

In tanti oltre alla firma hanno c’hanno messo la faccia, per portare alla luce ciò che molti non vorrebbero si sapesse.
Decine di profughi, dal 28 febbraio, sono stati abbandonati con la chiusura del Piano di accoglienza dell’emergenza Nordafrica ma si trovano ancora in città, senza un luogo dove stare, nonostante istituzioni ed enti gestori si siano ostinati per molto tempo a raccontarci di viaggi all’estero, futuri certi altrove, famiglie da raggiungere.

L’Associazione Razzismo Stop ha aperto da 10 giorni la sua sede ed i rifugiati hanno potuto trovarvi riparo, ma tocca alle istituzioni cittadine trovare una soluzione che rischia di trasformarsi in una vera e propria emergenza..

Nel pomeriggio di venerdì i profughi si sono dati appuntamento sotto la Prefettura, questa volta però, con loro, tantissimi volti hanno gremito Piazza Antenore, gli stessi che hanno sottoscritto l’appello per la riapertura dell’ex-scuola Gabelli, l’emergenza non è finita. Non lasciamoli soli".

Il centro infatti è chiuso, mentre c’è chi non ha un posto dove dormire.
Così ieri una delegazione dei firmatari ha ottenuto un incontro con la presidente della Commissione stranieri ed altri suoi membri accompagnati dalla Presidente del Consiglio Comunale Daniela Ruffini e dalla consigliere Marina Mancin, che hanno sottoscritto l’appello e si sono impegnate, condividendone i contenuti, ad incontrare il Sindaco e l’Assessore (che già ha fatto sapere la sua contrarietà alla proposta) perché la richiesta dei firmatari venga accolta.

L’ìappuntamento era cominciato sotto il peggiore degli auspici. Nonostante l’invito fosse partito proprimo dai rappresentanti istituzionali, ai rappresentanti dei firmatari è stato impedito l’accesso nella "casa dei cittadini", Palazzo Moroni, per ben 35 minuti. Un nutrito cordone di Poliza ha costretto all’esterno inspiegabilmente la delegazione e solo dopo insistenti interventi dei consiglieri si è risolta la paradossale vicenda.

Intanto i tempi stringono e la situazione rischia di trasformarsi in una vera e propria emergenza che per il momento non è tale solo perché la sede di via gradenigo ha aperto i battenti.

La richiesta dei firmatari è però molto semplice: un luogo dove stare e una rete di associazioni a sostegno dei rifugiati.
Perché no? Verrebbe da chiedersi. Riaprire l’ex scuola Gabelli a costo zero, garantendo solo le utenze, affidandola ad una rete di associazioni e singoli che si sono messi a disposizione, volontariamente, a differenza di quanto hanno fatto gli enti gestori dell’emergenza nordafrica, a costruire attività di sostegno ai migranti provenienti dalla Libia: come può il Comune rifiutarsi?

Al presidio sotto la Prefettura si sono mescolate molto storie. A dar man forte a profughi sono arrivate anche le famiglie colpite da provvedimento di sfratto e i lavoratori della logistica, dopo le straordinarie 24 ore di sciopero e blocchi in occasione della mobilitazione per il rinnovo del contratto nazionale della logistica.
In tanti hanno raccontato la loro storia e svelato i ricatti con cui sono stati "invitati" a lasciare i centri.

Nessuna scelta restare ed andarsene, nonostante da mesi si siano susseguite promesse pubbliche in cui si dichiarava che nessuno sarebbe rimasto in strada. Le tanto paventate borse lavoro sono state per lungo tempo nascoste, negate, obbligando di fatto i profughi ad accettare la buona uscita in denaro per comprare il loro silenzio, a fronte di nessuna garanzia sulla possibilità di iniziare percorsi di inserimento socio/lavorativo. L’operazione ha avuto anche dei risvolti grotteschi al limite del raggiro. Scopriamo infatti che ai rifugiati il denaro veniva consegnato solo se avessero sottoscritto una dichiarazione in cui si chiariva che non avrebbero avuto più nulla da rivendicare nei confronti del Comune.

Così chi è fuggito dalla guerra in Libia rischia di essere messo in fuga un’altra volta da chi invece avrebbe dovuto accoglierlo.

In attesa intanto di una risposta dall’amministrazione, che non potrà che avvenire entro i primissimi giorni di aprile, i firmatari si sono dati appuntamento per lunedì pomeriggio, alle ore 18.00, proprio nella sede di Razzismo Stop, per un’assemblea in cui discutere le prossime mosse.

Intanto il grido di dignità e giustizia che ha accumunato i tanti presenti inizia a farti sentire più chiaro: non lasciamoli soli.

- Vai all’appello e sottoscrivilo

- Gli interventi della Consigliera Marina Mancin e della Presidente del Consiglio comunale Daniela Ruffini

- Luca Bertolino dell’Associazione Razzismo Stop

- Nicola Grigion dell’ Associazione Razzismo Stop

- La voce dei profughi

- Aurora D’Agostino, uno dei giuristi firmatari dell’appello

- L’intervento conclusivo dal presidio