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Afghanistan: frontiere chiuse al rientro dei richiedenti asilo

Il neo ministro Syed HussainAlami Balkhi ridiscute gli accordi con i paesi europei

3 marzo 2015

Non possono rientrare. Non possiamo più garantire di prenderci cura di queste persone”. Così il neo ministro per i Rifugiati e i rimpatri dell’Afghanistan, Syed HussainAlami Balkhi - eletto lo scorso gennaio - ha dichiarato in un video-comunicato di voler interrompere il rimpatrio di rifugiati afgani nel loro paese.

Il rimpatrio era previsto da alcuni memorandum d’intesa (MoUs, Memorandum of Understanding) sottoscritti tra l’Afghanistan e paesi europei, come spiega il ministro. “La situazione in Afghanistan è andata migliorando dopo il 2011, grazie alla firma di MoUs con alcuni paesi europei, per riportare in Afghanistan i cittadini che provengono da zone sicure”. Ma oggi il ministro afferma una revisione del MoU che prevede che “i profughi che arrivano dalle province pericolose non saranno rimpatriati”, né “le donne e i bambini”.

La situazione in Afghanistan è cambiata - continua -. La maggior parte di coloro che rientrano provengono da zone che sono molto pericolose. Per questo ci opponiamo ai rimpatri dalla Norvegia e da tutti gli altri paesi europei in Afghanistan. Considerando la situazione attuale dell’Afghanistan, abbiamo inviato una lettera ai ministeri degli Esteri di tutti i paesi con cui sono stati firmati i MoUs, per rivederli e impedire il rimpatrio in Afghanistan fino a un nuovo accordo. Non dovrebbero espellere nessuno da questi paesi verso l’Afghanistan, perché non possiamo più garantire di prenderci cura di loro”.

Secondo l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, dal 2002, più di 5,8 milioni di rifugiati afghani - il 20% della popolazione - sono tornati a casa. “Il rientro dei profughi è diminuito nel corso degli ultimi cinque anni - si legge sul sito dell’UNHCR - e, a causa dell’insicurezza e di una situazione socio-economica difficile, solo circa 10mila rifugiati hanno fatto ritorno nel corso dei primi sette mesi del 2014”. A metà 2014, 683mila persone sono state sfollate a causa del conflitto che colpisce 30 delle 34 province afghane.