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La storia di Ayaz è la storia di tutti e tutte!

7 settembre 2015

Ayaz Morad. Giovane ragazzo curdo, politicamente con l’YPG. I suoi fratelli stanno ancora combattendo in Rojava. È in viaggio con la sorella minore dal 13 agosto. È passato dalla Turchia, naufrago nella traversata in gommone verso Kos e recuperato dagli elicotteri dopo 12 ore in mare. Ha bucato quasi tutti i confini dell’Europa balcanica, compresa la Macedonia. È arrivato a Budapest. Per tre giorni si è scontrato per ottenere un viaggio verso la Germania.

Con lui l’altro ieri siamo stati in cordone a difendere i bambini dalle frange nazionaliste ungheresi.
Con lui abbiamo riso e scherzato durante la marcia, ci ha chiesto che giorno era, oramai aveva perso il conto.
Noi dopo oltre venti chilometri desistiamo per recuperare le attrezzature, lui no, cammina fino a notte fonda. Fino a quando un autobus militare lo carica portandolo fino al confine austriaco. Identificato, poi portato nel primo paese dell’Austria, dove un altro autobus lo porta a Vienna.

Si dice che chi è sempre in cammino non si perde mai, ed è vero.
Oggi alle 07:30, alla stazione Westbanhof di Vienna, tra la stanchezza per il viaggio e la felicità alla notizia dei treni che li porteranno in Germania, abbiamo sentito una voce calma e sicura che ci chiama fratermamente.
Era Ayaz, che stremato, sta ancora aspettando la sorella bloccata a Budapest.
Oggi dovrebbe arrivare e assieme partiranno verso le lande tedesche.

Per noi è stato un colpo al cuore ritrovarlo.
Questa foto e questa storia romantica e brutale, allo stesso tempo, ci commuove e ci indigna.
Perché la forza di Ayaz è straordinaria, ma sottolinea come sia necessario ridiscutere le politiche migratorie non adeguate alla fase contingente.
Sottolinea come sia necessaria l’apertura di un canale umanitario.

La nostra Europa non ha confini, con Ayaz e tutti gli altri, per la dignità di tutti e tutte.

Momo, Nando, Marco,
Attivisti dei centri sociali del nord est