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In Germania "stretta" sull’asilo. Le proposte del governo tedesco suscitano forti critiche

La denuncia delle associazioni: Asylpaket II va fermato

5 febbraio 2016

Pochi giorni fa la coalizione fra SPD e CDU-CSU che sostiene il governo tedesco presieduto da Angela Merkel ha raggiunto, dopo una lunga discussione, un accordo su alcune modifiche alla legislazione sul diritto d’asilo (Asylpaket II).

Tocca ora alla Bundestag, la Camera bassa del Parlamento tedesco, esaminare il provvedimento che dovrebbe essere votato nelle prossime settimane.

Le modifiche proposte dal governo hanno suscitato forti critiche delle organizzazioni che si occupano di immigrazione e di diritti umani come Medico International e PRO ASYL.

Di seguito pubblichiamo e linkiamo la traduzione di due testi che attaccano il provvedimento del governo federale tedesco e chiedono che il Parlamento lo respinga.

L’appello lanciato dalle organizzazioni per fermare l’Asylpaket ("pacchetto di asilo II") è consultabile in italiano a questo link.

Il governo tedesco mette in pericolo la vita di chi ha bisogno di protezione
Tratto da ProAsyl del 29 gennaio 2016 (articolo originale)

Il 28 gennaio 2016 il governo federale dopo lunghe discussioni ha ultimato il provvedimento Asylpaket II, aggiungendo ulteriori inasprimenti rispetto al decreto dello scorso novembre.

La legge proposta porta a una consistente limitazione delle garanzie di diritto di molti rifugiati e costringerà intere famiglie a scegliere degli itinerari pericolosi per raggiungere l’Europa.

Già nel novembre del 2015 il governo federale ultimò una proposta di legge che è poi stata in seguito ulteriormente arricchita (.pdf). Già allora avevamo denunciato che si trattava di un attacco frontale al diritto d’asilo.
Qui potete firmare la nostra petizione contro la legge.

Questo è ciò che ha deciso ora il governo:

La limitazione dei ricongiungimenti familiari significa mettere a repentaglio la vita

Per i rifugiati con status di protezione sussidiaria il ricongiungimento familiare viene sospeso per due anni. Rientrano in questa categoria tutti i rifugiati che non vengono perseguitati individualmente, ma che potrebbero subire in patria tortura o trattamenti inumani o essere condannati alla pena di morte. A causa dei controlli individuali anche i siriani e le siriane potrebbero essere colpiti. Diversi tribunali hanno in passato costretto il BAMF (Bundesamt für Migration und Flüchtlinge - Ufficio nazionale per la migrazione e i rifugiati) a conferire a dei siriani lo status di rifugiati in base alla convenzione di Ginevra.

Comunque i tempi d’attesa per il ricongiungimento familiare sono in questo momento molto lunghi: oltre ai due anni di sospensione potrebbero passare altri mesi o addirittura anni. Ciò comporta che le famiglie scelgano di intraprendere dei viaggi che mettono a repentaglio la loro vita. Nemmeno la proposta dalla SPD di regolare il flusso migratorio attraverso la creazione di contingenti elimina il problema perché è molto improbabile che si riesca a raggiungere un accordo su questo punto a livello europeo.

“Speciali istituzioni di accoglienza”: campi speciali con limitazione dei diritti

Nelle procedure rapide determinati gruppi di rifugiati dovrebbero completare la procedura per la richiesta d’asilo in una settimana e poi dovrebbero poter essere espulsi nel giro di tre settimane, un tempo in cui essi si troverebbero a vivere lontani dai centri abitati, senza un adeguato accesso a delle consulenze legali imparziali e a un’efficace difesa. Al contrario di ciò che sostiene il governo, questo genere di procedure non riguarderebbe solamente una piccola parte dei richiedenti asilo.

Sulla base della norma che i rifugiati senza passaporto possono essere sottoposti alla procedura rapida una grossa parte dei richiedenti asilo rischia di subire un trattamento ingiusto, visto che di solito chi viene perseguitato e deve scappare non è in grado di portare con sé documenti. Essere sprovvisti di passaporto è tipico di persone che scappano!

Espulsioni malgrado i traumi psichici

A partire da questo momento si rinuncerebbe a un’espulsione solo se la persona colpita dal provvedimento presenta delle patologie gravi e in fase acuta. In particolare i disturbi post-traumatici risultano non essere un motivo valido per impedire l’espulsione secondo il governo federale. Considerando il fatto che sempre più persone, che si trovano in uno stato di detenzione in attesa di essere espulse, si suicidano perché la loro situazione è psichicamente insopportabile, risulta perfido il modo con cui si gioca con la vita.

Nord Africa: più Stati considerati sicuri

Un ulteriore aggravamento rispetto alla bozza di novembre è l’ingresso di Marocco, Tunisia e Algeria nella categoria degli Stati sicuri. In questi paesi la situazione dei diritti umani non può assolutamente essere considerata sicura, ma estremamente problematica, come PRO ASYL ha già avuto modo di spiegare. Poiché questa parte della legge ha bisogno dell’approvazione del Bundestag (la camera tedesca formata dai rappresentanti dei governi dei singoli Ländern, N.d.T) sarà decisiva la volontà dei governi di cui fanno parte i Verdi di cedere o meno sulla questione dei diritti umani.

Fermare l’Asylpaket II!

I decreti della coalizione devono passare al Bundestag. Chiediamo ai deputati del Parlamento tedesco di respingere la legge.

Links utili:
- Bundesweiten Arbeitsgemeinschaft Psychosozialer Zentren für Flüchtlinge und Folteropfer
- Medico International
- PRO ASYL
- Bundesfachverband unbegleitete minderjährige Flüchtlinge