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Blindata la rotta balcanica: il governo federale mette a rischio il diritto di asilo per gli afghani

Comunicato stampa di Medico International, Germania

26 febbraio 2016

La traduzione del comunicato (link originale) di Medico International del 22 febbraio 2016.

Svanite le possibilità di una procedura di asilo in Germania. La Macedonia ha ora chiuso i propri confini anche per gli afghani. 

I profughi dall’Afghanistan possiedono ancora, in Germania e in Europa, diritto legale assicurato alla procedura di asilo. In realtà, però, viene ora tolta loro la possibilità di poter far valere i propri diritti.

Gli Afghani hanno ancora il diritto legale assicurato di accedere alla procedura di asilo in Germania e in Europa. "In realtà, però, viene ora tolta loro la possibilità di poter far valere questo diritto", dichiara Thomas Seibert, responsabile per l’Asia meridionale di Medico International, un’organizzazione umanitaria che si occupa di diritti umani e che da anni sostiene delle organizzazioni locali in Afghanistan. La Serbia non permette più il passaggio dei profughi afgani, la Macedonia sta chiudendo le proprie frontiere. 

Seibert critica il Ministro degli Interni Thomas De Maizière, che parla di presunte regioni sicure in Afghanistan esortando i singoli Länder tedeschi a rimpatriare gli Afghani. 

Basandosi sulle informazioni fornite dal partner di Medico Hadi Marifat, della Afghan Human Rights and Democracy Organisation (AHRDO), Seifert aggiunge: "Non ci si può liberare delle persone semplicemente come se fossero spazzatura. Conosco Afghani che sono stati deportati e si sono suicidati, o che sono stati catturati dai talebani. Chi riesce a ritornare, sa che la sua sopravvivenza non sarà più assicurata."

"Affermare che in Afghanistan ci sono zone sicure a sufficienza è un tentativo fatto sulle spalle dei profughi afghani in pericolo di mostrare capacità di azione a livello di politica interna", sostiene Seibert. I numeri mostrano una realtà completamente diversa. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, nel 2015 le vittime civili della continua violenza bellica sono state circa 11.000, 7.547 feriti e 3.545 morti: un aumento del 4% rispetto all’ anno precedente e un numero due volte più grande in confronto al 2009.

Anche se il livello di violenza varia a seconda delle aree, nessuna zona può essere considerata veramente sicura. "Si entra in pericolo di vita non appena si lascia il proprio villaggio per andare da un dottore o al mercato nella città più vicina", diceSeibert: "Solo sulla strada da Kabul a Kandahar sono scomparse nel 2015 cinquanta persone. Bisogna aggiungere che gli Afghani non hanno la possibilità di cambiare facilmentearea di residenza a causa di tensioni etniche irrisolte: gli Hazara non possono vivere nelle aree Pashtun tanto quanto i Pashtun non possono abitare nei villaggi Hazara. Il problema non sono soltanto i talebani, ma anche l’assenza di una situazione stabile all’interno di uno Stato di diritto".

Con la chiusura delle frontiere, secondo il portavoce di Medico, l’ancora formalmente valida legge in materia di asilo sarà abolita di fatto per vie amministrative.
" Il governo federale intacca i diritti fondamentali di persone in pericolo di vita, finendo così per erodere un diritto umano inalienabile."