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Restrizioni alla Frontiera Grecia-Macedonia (Fyrom)

1 marzo 2016

Grecia - Dal 22 febbraio, Atene e la piazza di Victoria sono ripiombate nel caos. Dopo dicembre, in cui le restrizioni alle frontiere avevano causato non pochi problemi, la situazione ad Atene e nelle piazze di Victoria e Omonoia si era andata via via normalizzandosi.
Per un paio di mesi la piazza era stata frequentata solo dai cosiddetti NO-S.I.A., i migranti illegali, coloro a cui non era permesso di passare la frontiera macedone.

Dal 24 febbraio, le nuove misure alla frontiera rendono illegali anche gli afghani. La piazza di Victoria ritorna ad essere il luogo di ritrovo di molte persone e il punto nevralgico dove si sviluppano qualsiasi tipo di attività. La piazza si rianima ancora una volta e stavolta si tinge di farsi con accento afghano e pashtun.

Foto: Forgotten in Idomeni - Atene, Piazza Vittoria - 28 febbraio 2016

La situazione è critica perché la nuova restrizione ha sorpreso diverse migliaia di afghani in Grecia, dalle isole fino al confine di Idomeni. Solo negli ultimi due giorni tra i duemila e quattromila afghani si trovavano tra Idomeni e la stazione di servizio di Polykastro. Stavolta però le autorità greche sono state rapide a non permettere che si formassero accampamenti lungo il cammino, in meno di 48h. Tutti sono stati “impacchettati” sugli autobus e rispediti, anche in malo modo, ad Atene.

Attualmente i diversi campi di Elleniko e Neo Schistos risultano pieni; i campi sono aperti ma con restrizioni notturne e sono controllati dalle autorità. L’accesso è consentito solo per le Ong internazionali. A livello politico si denota ancora una forte impreparazione infatti mentre si discute a livello governativo dove e come aprire altri campi, Deviata (Thessaloniki) e nella periferia di Atene, diverse migliaia di persone dormono per strada, molto spesso senza nessun riparo se non qualche coperta di Unhcr.

Come avvoltoi intorno alla piazza c’è già chi cerca di affittare appartamenti in nero a prezzi non proprio accessibili, sono presenti le solite guide che offrono documenti falsi e chi invece si dedica a qualsiasi attività per poter avere un po’ di soldi. Tutto è un business e ognuno cerca di arrangiarsi come può.

Foto: Forgotten in Idomeni - Atene, Piazza Vittoria - 28 febbraio 2016

L’impressione attuale è che si possa ritornare all’emergenza di dicembre, gli afghani bloccati qui sono migliaia ed a loro si sommeranno quelli in arrivo dalle isole, fonti governative parlano di quasi dodicimila persone attualmente bloccate in Grecia.

Come è consuetudine la risposta del governo greco e in generale dell’Unione Europea è alquanto confusa, il summit “Managing Migration Together” tenutosi oggi a Vienna, si è svolto su base nazionale, infatti hanno partecipato solo i ministri degli esteri dei paesi balcanici (Austria, Slovenia, Croazia, Serbia, Bosnia-Erzegovina, Albania, Macedonia e Kosovo) incontratisi per discutere e decidere nuove misure restrittive al flusso dei migranti, senza però chiamare in causa la Grecia, accusata senza mezzi termini di non aver nessuna intenzione di limitare e bloccare il flusso di migranti e rifugiati.

Naturalmente la cosa non è passata inosservata al governo di Atene che non ha risparmiato toni duri nei confronti dei partecipanti che fanno parte dell’Unione Europea.
Tutto ciò naturalmente non favorisce la soluzione al problema né fornisce aiuto e sostegno alle famiglie che si trovano per le strada della capitale greca, siamo anche certi che per adesso le uniche misure che verranno adottate saranno quelle repressive quali reclusione, detenzione e deportazione.

Links utili:
- Αλληλεγγύη στους πρόσφυγες - Solidarity with Refugees in Greece
- Refugee Solidarity Movement Thessaloniki-Eidomeni
- livetickereidomeni.bordermonitoring.eu
- Forgotten in Idomeni
- Are You Syrious?