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Idomeni: migliaia di persone bloccate in mezzo al fango. Da domani due attivisti di #overthefortress al confine greco macedone

Circa 14.000 persone in condizioni disumane, migliaia di bambini

11 marzo 2016

Da questa sera due attivisti di #overthefortress saranno a Idomeni per l’organizzazione logistica della marcia che dal 25 al 29 marzo partirà dal Porto di Ancona per raggiungere il paese ellenico.
Angela e Tommaso ci racconteranno anche la terribile situazione che in queste ore vivono migliaia di persone bloccate al confine greco macedone.

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Qui due brevi report tratti da livetickereidomeni.bordermonitoring.eu e raccolte nel web.

Il confine è chiuso, la gente rimane ferma Idomeni (almeno 14.000 persone, più del 40% sono bambini). Si rifiutano di andarsene e considerare la chiusura come definitiva.
Piove da tutta la mattinata e la situazione continua a peggiorare. Le persone resistono in una palude fangosa. La gente del posto porta cibo e vestiti, si allestiscono piccole "bancarelle" nelle vicinanze del campo.
La cucina dell’ADM (Aid Delivery Mission) continua a cucinare 7000 pasti al giorno permettendo la sopravvivenza alle persone che resistono in quella situazione.
"Il confine deve riaprire! Non possono lasciarci così, speriamo nel prossimo meeting del 17!", dice un migrante.
Nel frattempo volontari indipendenti riportano che la situazione al campo militare di Cherso, nel nord della Grecia, è egualmente terribile. Il campo è affollato e le tende allagate.
Nella sera c’è stata una manifestazione a Thessaloniki con 1.500 persone che sono scese in strada in solidarietà con i migranti contro le politiche razziste che abbandonano ad una lenta agonia le persone come nel campo di Idomeni.
Con tutti i media focalizzati sulla crisi umanitaria, spesso ci si dimentica che tutto ciò è un prodotto politico. Se non ci fossero confini non ci sarebbe crisi umanitaria!

Nei giorni scorsi le pesanti piogge hanno allagato il campo rendendo ancora più difficili le condizioni.
Le malattie si moltiplicano specialmente nei bimbi, diarrea, malattie respiratorie, febbre.. L’ospedale più vicino è stato allertato perché si tenga pronto in caso di emergenze.
Oggi è arrivato un camion di legna per affrontare il freddo, ma è una goccia, le persone sono costretta a bruciare di tutto per scaldarsi un minimo.

Si parla di 300-500 arrivi giornalieri. C’è molta tensione nell’aria,dovuta alla situazione allucinante...quando arriva qualcosa bisogna gestire bene il tempo della distribuzione perché è facile si trasformi tutto in ressa. Di oggi la notizia che la Macedonia ha sigillato definitivamente il confine.