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March #overthefortress: una partenza, non un ritorno

Il report degli ultimi due giorni della carovana a Idomeni e il rientro al Porto di Ancona

30 marzo 2016

Foto: Yamine Madani, #overthefortress (Distribuzione degli aiuti nel campo di Idomeni)

Una carovana, 300 persone, la solidarietà i migranti ma poi ecco a voi l’Europa. La scena che il 27 marzo abbiamo vissuto sulla nostra pelle riflette il vero volto dell’Europa, quando la Domenica di Pasqua la carovana pronta a giungere al campo di Idomeni con 2 furgoni carichi di aiuti si è vista improvvisamente bloccare sul ponte che precede il campo.

Lo stesso ponte che attraversa il fiume Konska dove pochi giorni prima 3 migranti hanno trovato la morte. Dopo un presidio lungo 3 ore, un tira e molla con la polizia che aveva schierato ben due blindati e un cordone di polizia in antisommossa siamo riusciti a passare. Gli attivisti hanno distribuito il più possibile, e ciò che è rimasto è stato consegnato alle associazioni già presenti sul campo. Nel frattempo c’era chi giocava con i bambini, chi andava di tenda in tenda per conoscere e parlare con chi da 35 giorni si ritrova prigioniero in una terra che avrebbe dovuto dargli una nuova possibilità e chi tra una parola e un thè offerto ritrova una famiglia conosciuta in altre occasioni a Suruç.

Foto: Yamine Madani, #overthefortress (Manifestazione a Salonicco, 28 marzo 2016)

L’ultima tappa della Carovana é Salonicco, una pasquetta all’insegna della rivendicazione dei diritti e la denuncia dell’accordo tra Europa e Turchia. Un sit-in sotto al palazzo del Governo di Thessaloniki in cui attivisti Italiani e Greci si sono dati appuntamento per ribadire ancora una volta che questa non é l’Europa che ci rappresenta, confini chiusi e violazione dei diritti umani non fanno parte dell’Europa libera che vogliamo. Il sit in ha dato poi vita ad un corteo spontaneo che ha sfilato per le vie della città finendo al porto di Salonicco in solidarietà ai migranti morti nel Egeo. "Freedom, freedom, for all people", "#overthefortress against any borders" sono stati alcuni dei cori intonati.
Il messaggio é chiaro, noi i confini non li vogliamo, la March é finita ma non la volontà di cercare in minima parte per quanto possibile di far cambiare rotta alle politiche Europee. Per questo motivo il 3 Aprile al Brennero anche la redazione di Melting Pot seguirà l’iniziativa al confine tra Italia e Austria per contestare la politica di chiusura e di controlli che impediscono la libera circolazione.

Nel frattempo il gruppo "artigiani" rimasto al campo ha illuminato l’area adiacente ai servizi igienici, lasciato un generatore alla tenda dell’info point e dell’area bimbi, montato una tenda con un punto corrente elettrica per caricare i telefoni e una zona Wi-Fi per collegarsi ad internet (necessario per la richiesta d’asilo possibile solo via skype). É stata inoltre donata una cassa audio disposta su un piccolo palco costruito dai migranti e finalmente illuminato.

Il ritorno non è stato dei più semplici ma Noi avevamo una casa, degli affetti e delle sicurezze ad attenderci - a differenza delle migliaia di persone con cui abbiamo passato gli ultimi 3 giorni nel campo della vergogna di Idomeni.

La carovana è terminata proprio come è iniziata, con un’assemblea sul ponte del traghetto che ci riportava verso l’Italia, un immenso grazie a tutti, uno per uno. Tanta commozione, tante emozioni, ma anche una gran voglia capire insieme come continuare.
Torniamo al Porto di Ancona, ma sappiamo tutti che questa è una partenza, non un ritorno.

La campagna #overthefortress, con questo straordinario viaggio, ha segnato solo il suo inizio.

Samanta Di Fazio, redattrice Progetto Melting Pot e attivista di #overthefortress