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Luce e wifi al campo di Idomeni

Report di Tommaso, Irene e Lucia della Campagna solidale #overthefortress

1 aprile 2016

Idomeni, giovedì 31 marzo - Dopo la fine della Overthefortress March, abbiamo deciso di rimanere per poter avere un punto di vista permanente ed indipendente, rendendoci conto che qui la situazione può cambiare improvvisamente da un momento all’altro. La breve pausa a Salonicco che ha intervallato la nostra permanenza ci ha permesso di procurare tutto il necessario per vivere in tenda. Crediamo che sia importante vivere all’interno del campo, senza appoggiarsi alle strutture di volontari presenti nelle vicinanze, da un lato per renderci conto delle necessità che questa condizione comporta, dall’altro per essere presenti e poter osservare ogni evento rilevante e così raccontarlo senza filtri.

#overthefortess: luce e wifi nel campo di Idomeni

Appena ritornati abbiamo sentito voci di scontri avvenuti durante la nostra assenza. Cercando notizie, abbiamo conosciuto un ragazzo iracheno molto disponibile, il quale ci ha raccontato che la polizia avrebbe cercato di portare via una donna dal blocco della ferrovia, anche attraverso l’uso della forza. Solo grazie all’intervento dei migranti è stato impedito che questo avvenisse.

La tensione al campo resta molto alta. La paura di uno sgombero sia del campo che del blocco della ferrovia è costante. Infatti, da circa una settimana non passa alcun treno ed i manifestanti dormono direttamente sulle rotaie. Durante questi giorni, molte persone ci hanno dimostrato quanto sia forte la resistenza al tentativo di abbattere la loro dignità e determinazione.

Già durante la Overthefortress March, una ragazza conosciuta nei nostri precedenti viaggi ci ha aiutati come traduttrice nella distribuzione di materiale. In questi giorni abbiamo conosciuto un ragazzo siriano, che è qui da molto tempo, che fin da subito si è proposto per aiutare i volontari nelle loro attività. L’essere bloccato in questa situazione non gli impedisce di avere la forza di aiutare gli altri più in difficoltà, soprattutto i bambini. Un altro incontro molto toccante è avvenuto con il ragazzo iracheno di cui sopra, e con il suo compagno di tenda. Un ex-peshmerga iracheno che ha combattuto in prima linea contro Daesh vicino a Mosul. Con questo gruppo in particolare è avvenuta una curiosa e commovente inversione dei ruoli. Non solo hanno insistito per offrirci la cena, ma addirittura più volte tentato di regalarci delle coperte, con l’idea che non fossimo abbastanza attrezzati. Non riuscendo a impedire che ci pagassero il cibo, abbiamo deciso almeno di cucinare noi la cena, preparando (era più che scontato) spaghetti al pomodoro. Mentre preparavamo i ragazzi hanno cercato di spiegarci come mangiare il limone crudo, usanza tipica in Siria e in Iraq. Dopo la cena ci siamo radunati intorno al fuoco condividendo racconti e pensieri sulla vita. Mentre loro hanno intonato canti curdi, noi abbiamo risposto cantando Bella Ciao. È una notte che nessuno di noi dimenticherà facilmente. Essa ha permesso ha tutto il gruppo di scordarsi per qualche ora di trovarsi in un campo profughi.

Questa illusione però è durata molto poco: è impossibile non pensare a quanto sia dura la vita qui. Un altro ragazzo siriano poche ore prima della cena ci ha confessato che alla situazione attuale avrebbe preferito trovare la morte in Siria. Non è il solo, tra quelli che hanno lasciato o perso la famiglia sotto le bombe, a dichiarare di preferire la guerra a questo blocco infame, che ti spegne le speranza un poco alla volta.
Venerdì rientreremo in Italia, tra pochi giorni un altro gruppo di overthefortress ci darà il cambio per portare avanti il progetto del punto wifi ed energia elettrica. Le cose da fare qui sono tante, anche se gli occhi sono sempre puntati sul quel maledetto confine chiuso che sbarra il passo ed esclude migliaia di persone dalla possibilità di avere una vita migliore.

Tutto ciò ha delle responsabilità politiche, criminali, che non devono essere sottaciute: tutti e tre porteremo i volti, le storie, i sorrisi, la dignità di Idomeni al Brennero il 3 aprile, per manifestare il nostro dissenso contro la chiusura di ogni confine.

Tommaso, Irene, Lucia campagna solidale #overthefortress

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