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#Overthefortress a Idomeni. Iniziato lo sgombero del campo e la deportazione dei migranti

Aggiornamenti in corso da fuori e dentro il campo di Idomeni dove è in atto la deportazione di massa di migliaia di persone

24 maggio 2016

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Da giorni circolavano voci di sgombero imminente e, ieri, molti giornali europei riportavano la notizia definendo molto probabibile l’evacuazione delle circa 8000 persone a partire da oggi.
Negli ultimi giorni la rabbia e la disperazione stavano visibilmente aumentando, tanto che molte persone su pressione della polizia avevano deciso di recarsi all’interno dei campi governativi gestiti dai militari o addirittura di tornare indietro in Turchia o nei loro paesi martoriati dalla guerra. Il regime dei confini dell’Unione ha costretto per mesi migliaia di vite umane a vivere in tende piantate nel fango, sospese in un limbo in condizioni estreme. In più occasioni le forze di polizia macedoni e greche li hanno gasati, sparando contro le persone quei proiettili e quelle granate dai quali fuggivano. Il benvenuto per essersi spinti fino in Europa a sognare un futuro migliore e provare a costruire un presente più giusto. Lasciati soli dalle istituzioni europee, impossibilitati a far richiesta d’asilo, sbeffaggiati da un sistema di domanda attraverso skype che non ha mai funzionato.
Solo l’apporto di alcune organizzazioni umanitarie come MSF e dei tantissimi volontari indipedenti presenti al campo hanno garantito che le loro condizioni di vita non fossero ancor peggiori. Questa solidarietà all’Europa evidentemente fa paura, perchè la ripicca verso i migranti, dopo ogni giornata di protesta, era quella di non permettere ai volontari di entrare nel campo.
In questo tempo di attesa la determinazione dei migranti, le loro proteste e la speranza che quel maledetto confine si aprisse non sono mai mancate, anzi, hanno mantenuto viva l’attesa di tutti coloro che avrebbero voluto abbattare assieme a loro quella barreria e tagliare quel filo spinato.
In questo momento è in atto la più grande deportazione di massa degli ultimi decenni. Probabilmente non ci sarà bisogno di usare la forza nello sgombero: le persone sono state stremate fisicamente e psicologicamente in un lento ma inesorabile logorio. Basta solo la presenza della polizia e dell’esercito per farli salire stanchi sui pullman verso dei campi militarizzati che hanno sempre rifiutato. Da oggi nemmeno ai medici è permesso entrare e non avviene la distribuzione di cibo. A breve sarà impossibile vivere qui e le persone lo sanno. Anche i volontari sono stati costretti a smontare le loro strutture ed andarsene.
Oggi si scrive un’altra pagina buia dell’Europa, è lo specchio più nitido del fallimento di un continente che decanta i diritti ma non vuole più applicarli.

26 maggio

ore 7.00, Idomeni - Questa notte i nostri attivisti sono riusciti a intrufolarsi nuovamente all’interno dell’area e perlustrare la zona. Rimangono pochissime persone, le operazioni di sgombero sono terminate. In soli due giorni il governo greco ha deportato migliaia di persone in campi che dalle prime immagini e testimonianze sono peggiori di Idomeni [ vedi il video ]. Non basta un tetto di un vecchio capannone per rendere "umanitaria" questa operazione.

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Le condizioni del campo governativo dove sono stati deportati i migranti (foto di Antonio Nicolini)

Uno dei luoghi dove sono stati deportati i migranti si trova in mezzo alla zona industriale di Sindos, in quattro hangar industriali abbandonati. I migranti ci fanno sapere che le condizioni sono pessime: il suolo è sporco e ci sono infiltrazioni d’acqua, le tende familiari sono grandi ma c’è poca luce e l’aria è pesante. C’è un piccolo cortile ma non si possono spostare le tende all’esterno. Ci sono 18 bagni per più di 600 rifugiati, l’acqua potabile è fornita solo in bottigliette. Non sono fornite informazioni precise su quale sarà il loro futuro e come funzionerà la procedura per la richiesta d’asilo. L’unico comunicato stampa ufficiale informa che ci vorranno "alcune settimane" prima che sia possibile cominciare la preregistrazione per il processo di asilo in questi campi.

25 maggio

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ore 20.30, Idomeni - La polizia cerca di sgomberare la strada che migranti e attivisti stanno bloccando per protestare contro le deportazioni e l’allontanamento della stampa e gli attivisti dal campo. Nel tentativo c’è stato un contatto tra polizia e manifestanti, viene impedito alla stampa di riprendere la manifestazione.
Vedi il video [ clicca qui ]

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ore 20.00, Idomeni - In questo momento fuori dal campo attivisti e migranti stanno manifestando contro le deportazioni nei campi militarizzati, contro lo sgombero di tutte le strutture dei volontari indipendenti e l’allontanamento di stampa e attivisti dal campo. I manifestanti stanno bloccando la strada che porta al confine greco - macedone.
Vedi i video [ 1 ] - [ 2 ] - [ 3 ] - [ 4 ]

ore 13.00, Idomeni - Tommaso è da poco uscito dal campo. I rastrellamenti della polizia in borghese si stavano intensificando e le persone ancora presenti sono poche. Probabilmente entro la sera le operazioni di deportazione saranno terminate.

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ore 12.30, Idomeni - ‎Le ruspe stanno spianando la zona dove era allestita l’info tent e la postazione del "No Border wifi". Da Calais a Idomeni, la soluzione della governance europea alla richiesta di protezione e accoglienza dei profughi è il confinamento nei campi militarizzari. L’opinione pubblica non deve vedere con i propri occhi che esistono uomini, donne e bambini resi senza diritti.

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ore 11.30, Idomeni‬ - Continuiamo a restare nel campo di ‪Idomeni‬ spostandoci da una tenda all’altra in diverse zone del campo. Il campo è accerchiato dalla polizia e molti agenti in borghese, alcuni di loro travestiti da migranti, stanno entrando in ogni tenda. Lo scopo è quello di allontanare gli ultimi volontari ed attivisti che come noi erano riusciti a rimanere all’interno.
Ora ci stiamo muovendo per evitare di essere intercettati. Intanto le ruspe stanno spianando anche la parte centrale del campo dove era presente uno degli ultimi gruppi di profughi. Molto probabilmente le operazioni di deportazione termineranno entro questa sera. Questo sgombero viene gestito dal governo come un’azione umanitaria, stravolgendo completamente il senso di questa parola: li hanno lasciati senza servizi e cibo, quello che sta avvenendo è una deportazione di persone contro la loro volontà. Senza l’uso massiccio delle forze dell’ordine, delle ruspe e della pressione psicologica, mai avrebbero lasciato Idomeni se non per proseguire il viaggio verso nord.

ore 10.30, Idomeni - Aggiornamento di Tommaso staffetta #overthefortress a Radio Onda d’Urto [ clicca qui per ascoltare ]

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ore 9.45, Idomeni - Un attivista ‪della staffetta overthefortress‬ ancora presente qui al campo è anche infermiere e si sta adoperando per fare quel poco che è possibile nascosto tra le tende. Al momento non ci sono medici ammessi al campo, nonostante ci siano migliaia di persone bloccate qui. Abbiamo conosciuto personalmente bambini piccoli con la febbre e donne incinte, ma chissà quante altre persone malate ci sono nel campo. Se si può dire che lo sgombero del campo fino ad ora è avvenuto senza l’uso della forza, non si può dire che avvenga senza un’enorme quantità di violenza e sopruso. Le ruspe sono in azione da ieri per spianare dalle tende il terreno e ripristinare l’ordine; il campo per quanto fosse un luogo impervio aveva dato la possibilità alle persone di autogestirsi e stringere relazioni di mutuo-aiuto, paradossalmente aveva permesso di sentirsi in un ambiente più simile ad una casa solo perchè era possibile fare piccole attività come cucinarsi il cibo. Nei campi militarizzati tutto ciò è impossibile e per chi non sa quale sarà il proprio futuro questi aspetti non sono per niente marginali.

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ore 8.00, Idomeni - Lo sgombero ieri è proseguito fino a sera interrompendosi solo nelle ore notturne. Siamo qui, ospitati dalle famiglie siriane con le quali stiamo condividendo tutto: il giaciglio, il cibo, l’aria. Un occhio sempre vigile per documentare come avviene lo sgombero, per mantenere l’obbiettivo aperto. Tutta la stampa è stata allontanata, non è possibile riprendere da vicino la deportazione dei profughi, quelle immagini potrebbero far riemergere dal passato gli spettri della storia. Rimaniamo qui fino a quando riusciremo, oggi il numero dei poliziotti all’interno del campo è maggiore. Girano chiedendo alle persone se hanno già preparato i bagagli perché dovranno andarsene tutti, anche dal blocco della ferrovia.
Intanto, alcune famiglie deportate nei campi del governo ci fanno sapere che lo stato in cui si trovano questi campi è pessimo - c’è poca acqua e i bagni sono scarsi, manca l’elettricità - e che nessuno si degna di spiegare cosa accadrà.


24 maggio

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ore 18.00 -‬ Sulla strada che porta al campo di Idomeni‬ alcuni volontari dei gruppi indipendenti, che da mesi sostengono e aiutano i migranti nei campi vicino al confine greco-macedone, stanno manifestando ( vedi il video )contro le deportazioni e l’allontanamento dei volontari e della stampa dalla zona. I volontari denunciano con vari striscioni che le deportazioni non sono altro che l’ennesima violazione dei diritti dei migranti. La polizia impedisce di avvicinarsi per documentare e sostenere i le persone durante le operazioni di sgombero. Da questa mattina nemmeno il cibo e il latte per bambini vengono fatti entrare al campo.

ore 16.30, Idomeni - Aggiornamento audio dal campo con Tommaso della staffetta overthefortress [ clicca qui ] (tratta da Radio Onda d’Urto)

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ore 15.30, Idomeni - Le operazioni di sgombero proseguono lentamente. I profughi ci forniscono una serie di immagini che testimoniano le partenze dei pullman. La polizia rastrella i migranti tenda dopo tenda lasciando solo il tempo di raccogliere i bagagli. I medici e i volontari sono stati allontanati ed è stata interrotta la distribuzione del cibo. Nel giorno in cui a Istanbul si discute di azioni umanitarie, nel World Humanitarian Summit dell’ONU, a Idomeni si compie la deportazione di migliaia di persone verso i campi militarizzati del governo. Campi che gli stessi profughi hanno sempre rifiutato perché inospitali e per paura di essere rimpatriati in Turchia.

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Idomeni - I migranti offrono un riparo e del cibo agli attivisti

ore 14.30, Idomeni - Indescrivibile la solidarietà dimostrata dai migranti agli attivisti rimasti al campo. Tutte le persone, con gesti di rispetto e d’ammirazione, offrono la propria tenda come riparo. Fin dalla notte non sono mai mancati né riparo, né cibo, né coperte. Queste persone sanno cosa vuol dire fuggire e nascondersi, e per questo condividono ancora di più quello che stiamo facendo qui. A loro vanno tutti i ringraziamenti possibili. Siamo qui anche per loro, ma senza il loro aiuto non sarebbe possibile.

ore 12.00, Idomeni - Lo sgombero e la deportazione procedono molto lentamente. La polizia è ancora nella prima parte del campo. Da oggi nemmeno ai medici è permesso entrare e non avviene la distribuzione di cibo. A breve sarà impossibile vivere qui e le persone lo sanno. Anche i volontari sono stati costretti a smontare le loro strutture ed andarsene.
Nella parte restante la situazione è per il momento calma. Tantissime le persone che preparano i bagagli per andarsene, ma ci sono anche persone che continuano a vendere cibo e dei bambini che giocano a palla.
Partono anche camion carichi di tende che vengono portate al macero.

ore 11.30, Idomeni - Ci hanno riferito che il reporter tedesco è stato accompagnato fuori dal campo e che non è in stato di fermo. Vari attivisti stanno monitorando le operazioni per documentare l’evolversi della situazione. Il punto più critico può essere la parte delle tende posizionate sui binari.

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ore 10.45 Hotel Hara, in questo piccolo campo non c’è polizia

- Un piccolo campo vicino ad Idomeni, sorto nel parcheggio di un hotel, dove i volontari indipendenti distribuiscono cibo. Qui la polizia fortunamente non è presente, l’unico campo sotto evacuazione per il momento è quello di Idomeni.

ore 10.30, Idomeni - Ci è giunta voce dell’arresto di un reporter tedesco; se il fermo fosse confermato è evidente che non si vuole dare la possibilità di documentare quello che sta avvenendo. I giornalisti ed i volontari già questa mattina non potevano entrare nel campo. La deportazione deve avvenire a telecamere spente. La nostra scelta in questo momento è di provare a documentare il più possibile e di rimanere qui fino alla fine delle operazioni di sgombero e deportazione.

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ore 10.30 Eko Station: in questo campo al momento la situazione è tranquilla

- Nel piccolo campo nato nella stazione di servizio sulla tangenziale tra Polikastro e Salonicco, dove sono attivi vari gruppi di volontari indipendenti, la situazione è tranquilla. Mentre ad ‪Idomeni‬ è in corso uno sgombero forzato e la deportazione di migliaia di persone in campi militarizzati, qui è presente solamente una macchina della polizia. Non sappiamo ancora se questo accampamento sarà il prossimo ad essere smantellato.

ore 10.00, Idomeni - Procede lo sgombero di una prima parte del campo. Le forze dell’ordine, presenti in numero ingente con l’elicottero che sorvola la zona, fino ad ora non hanno usato la forza. Sono moltissime le persone che scelgono di salire sui pullman autonomamente, non è possibile fare diversamente. La scelta è obbligata, sta avvenendo una delle più grosse deportazioni all’interno del territorio europeo: migliaia di persone spinte in campi militarizzati dove non vorrebbero stare. Un altro atto repressivo dell’UE, con il supporto del governo greco, contro i migranti; un’azione che punta a farli desistere dal proseguire il loro viaggio. Il segnale non è solo per loro, ma per tutti i profughi che vorrebbero raggiungere l’Europa.

ore 9.00 - Aggiornamenti dal campo, intervista a Mustafa di refugees.tv

ore 8.00 - Lo sgombero di ‪Idomeni‬ è iniziato. Ieri notte alcuni poliziotti in borghese hanno fatto uscire i Bomberos, l’ambulatorio medico indipendente, mentre in questo momento con l’ausilio di militari si sta evacuando il Cultural Center Idomeni, la scuola fondata da volontari indipendenti. Sembra che l’accesso al campo sia vietato praticamente a chiunque. Imponente lo spiegamento di forze dell’ordine (ne vediamo più di 200, su un totale di 1700 agenti), che in questo momento stanno sgomberando la prima parte di campo senza l’uso della forza. Anche la postazione del "No Border Wifi" è stata smantellata e l’attrezzatura messa al sicuro. Molti i pullman pronti a partire. Nel resto del campo la situazione è al momento molto tranquilla.

- Ascolta l’intervista di Tommaso ai microfoni di Radio Onda d’Urto [ clicca qui ]


Ieri, Tommaso della staffeta #overthefortress aggiornava sull’imminente sgombero: la presenza della polizia che bloccava i volontari, i ripetuti inviti ai migranti di lasciare il campo facevano presagire che da lì a poco sarebbe iniziata la deportazione.