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Violenze della polizia in Grecia, contro profughi minori non accompagnati

Mary Harris, Greece.Greekreporter.com - 29 giugno 2016

3 luglio 2016

Testimoni di Medici Senza Frontiere hanno riferito di violenze avvenute presso il Centro di Accoglienza e Identificazione di Moria, a Lesbo.

Il caso è venuto alla luce quando dodici minorenni pakistani, il 24 giugno, si sono presentati al centro medico per una vista di controllo, accompagnati dal capo della struttura.
I giovani migranti sono stati trovati in stato di shock. Alcuni dei ragazzi presentavano lividi, occhi arrossati di sangue e altri segni sui polsi. Alcuni lamentavano dolori alla testa mentre uno di loro perdeva sangue dal naso.

I ragazzi hanno raccontato che durante la notte, per cause sconosciute, era scoppiata una sassaiola tra minori non accompagnati dei reparti A e B. Una pietra aveva colpito uno dei poliziotti in servizio che, secondo le testimonianze dei rifugiati, aveva perso la calma ed era entrato nel reparto, colpendo a pugni uno dei ragazzi.

Il ragazzo ha dichiarato che il poliziotto l’ha minacciato di rimandarlo in Turchia se avesse riferito il suo gesto violento.
I giovani hanno reagito alle minacce e sono stati portati nell’area di detenzione dalle tre del mattino alle due del pomeriggio seguente. Lì, sono stati costretti ad accucciarsi e a rimanere in quella posizione senza mettere le ginocchia a terra. Chi barcollava veniva colpito alla schiena con delle bottiglie d’acqua.

Dopo la visita di controllo, il dottore ha mandato i ragazzi al Bostanio Hospital di Mitilene per accertamenti più approfonditi.

Medici Senza Frontiere e anche un rappresentante di UNHCR hanno dichiarato che gli agenti di polizia stavano sempre addosso agli operatori nel reparto di emergenza e interferivano perfino durante le visite mediche.

In una lettera al Ministro greco per i Migranti Yiannis Mouzalas, i medici chiedono che sia fatta giustizia e che vengano adottate misure per evitare che simili incidenti possano ripetersi.
La polizia di Lesbo ha aperto un’inchiesta.
Al momento nel centro sono presenti 92 profughi minorenni, fra i 12 e i 17 anni. 70 di loro vi sono trattenuti da maggio, 12 da aprile e 10 sono arrivati in giugno. Secondo la legge, non dovrebbero rimanere lì più di 25 giorni.