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Francia - Grande-Synthe avrà il suo muro della vergogna

Passeurs d’hospitalités, 1 luglio 2016

6 luglio 2016

Il campo profughi di Grande-Synthe è situato tra i binari della ferrovia e l’autostrada. La città è sull’altro lato dell’autostrada, il percorso più breve è attraversarla. D’altronde, chi cerca soprattutto di raggiungere il Regno Unito nascondendosi nei camion può essere tentato, quando è proprio davanti ad un’autostrada, di fermare i camion che passano per cercare di salirci, come si fa a Calais.

Questo campo profughi è stato creato per dare una risposta emergenziale alle condizioni fortemente degradate del vecchio campo, che aveva un’altra collocazione. Tuttavia, sono emerse molto in fretta le questioni di fondo: il legame con la città (se si costruisce un nuovo quartiere da mille abitanti, ci si pone il problema dei loro spostamenti); il futuro delle persone, e di fronte della politica di non-accoglienza del governo francese, andare nel Regno Unito rimane l’opzione più diffusa nel campo.

Nel campo Grande-Synthe, come a Calais, la risposta del governo è la stessa (vedi qui, qui e qui): costruire muri per impedire la mobilità. Senza risolvere niente.

Si tratta, a livello locale, di andare al di là di questo campo allestito per rispondere all’emergenza, verso soluzioni a misura d’uomo, integrate con la città. A livello nazionale, si tratta di attuare una politica di accoglienza reale e fornirla di mezzi, in modo che le persone che lo desiderano possano proiettarvi un avvenire. E approfittare del voto britannico a favore della Brexit per discutere con il governo del Regno Unito della sua partecipazione ad una politica europea dell’accoglienza, ridefinendo di conseguenza la situazione alla frontiera.

Senza di ciò, gli abitanti di Dunkerque rischiano di circondarsi di muri come quelli Calais, con il solo risultato di aggravare la situazione.