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Report legale del Women Legal Team a Idomeni

Il lavoro prodotto dal Team legale (ricongiungimenti familiari e ricorso alla CEDU) ed alcuni spunti e proposte

19 luglio 2016

L’associazione di donne Le Mafalde di Prato ha organizzato un gruppo di avvocate ed esperte in tema di immigrazione e protezione internazionale e due interpreti.
Dal 6 al 13 maggio il team si è recato nel campo profughi di Idomeni in Grecia, a ridosso del confine con la Macedonia, per supportare il lavoro dei volontari internazionali che da mesi hanno creato e dato vita alla “Info Tenda” all’interno del campo.
Questo punto informativo era anche supportato dal progetto italiano "No Border Wi-FI” gestito da #OverTheFortress, che ha comprato dei generatori di corrente e creato l’unico spazio dove era possibile ricaricare telefoni e altro e ha anche creato un punto di connessione WI-FI, l’unico che era presente in tutto il campo.
Il nostro lavoro all’interno della Info Tenda è stato quello di ascoltare le persone e selezionare i casi più sensibili (e questo non è stato facile perché il campo è pieno di casi vulnerabili).

Ricongiungimento familiare

La maggior parte di queste persone ha già dei familiari in Europa, mariti, mogli, figli minori ecc. e la gran parte di loro ha diritto non solo a chiedere la protezione internazionale ma anche il ricongiungimento familiare con i loro parenti.
Ma questo diritto diventa insormontabile una volta che lo Stato dove loro provano a chiedere ricongiungimento familiare chiede loro una lista di certificati che sono impossibili da produrre come il passaporto (le persone ci raccontano che molti di loro non hanno mai avuto un passaporto e chi lo aveva non ha pensato di prenderlo quando la sua casa è stata bombardata), i certificati di parentela legalizzati e tradotti nella lingua del paese dove si vuole chiedere il ricongiungimento con il parente.
Abbiamo scritto all’ambasciata tedesca in Grecia per chiedere quali sono i documenti richiesti per la domanda di ricongiungimento familiare per le persone che hanno parenti in Germania. La risposta dell’ambasciata dimostra chiaramente come la burocrazia europea non sia stata minimamente snellita per andare incontro alle persone che sono scappate dal loro paese e hanno diritto ad una protezione internazionale.

Alcuni documenti richiesti sono:
- passaporto valido o documento di viaggio che può essere richiesto presso ogni ambasciata, questo deve essere presentato assieme a un documento ufficiale con foto come la carta di identità o la patente;
- certificati di stati di famiglia, nascita e matrimonio originali devono essere prima pre-legalizzati dal Ministero degli Esteri a Damasco, poi dovranno essere legalizzati presso l’ambasciata tedesca a Beirut (Libano)

Alcuni casi di ricongiungimento sono:
- N. curda-siriana che sta nel campo con il marito e un figlio piccolo e non riesce a ricongiungersi con il figlio di 14 anni che si trova da mesi in Germania in un centro per minori non accompagnati;
- F. donna siriana che è molto malata e sta da sola con tre figlie piccole e non riesce a raggiungere il marito che sta in Germania oramai da un anno con un permesso per richiedente asilo.

Ricorso urgente alla CEDU

Il nostro team ha raccolto 17 storie composte dalle dichiarazioni dei ricorrenti dove spiegavano il motivo della fuga dal loro paese, la difficoltà a chiedere la protezione internazionale e il paese dove vorrebbero andare e perché, copia del documento di registrazione greco rilasciato all’arrivo in Grecia, documenti identità e altri documenti come stati di famiglia e documenti sanitari. I ricorrenti hanno fatto una delega alle persone del TEAM e tutte le dichiarazioni scritte in arabo sono state tradotte dall’interprete in inglese.
Queste dichiarazioni con tutti i documenti allegati sono stati inviati via fax e tramite corriere espresso dalla Grecia prima della nostra partenza per un ricorso urgente alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU).

Nello specifico sono state contestate le seguenti violazioni della Convezione Europa dei Diritti dell’Uomo:
- art. 3 “nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti”;
- art. 8 “ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio e della propria corrispondenza..non può esservi ingerenza di una autorità pubblica nell’esercizio di tale diritto a meno che tale ingerenza sia prevista dalla legge..e necessario alla sicurezza nazionale..”.

In questi due mesi la CEDU ci ha scritto più volte per richiedere delle integrazioni e maggiori informazioni su dove e come stanno le persone che stavano a Idomeni, e se stanno nei campi governativi come vivono, quali sono ora le loro condizioni.
La CEDU ha anche chiesto al governo greco di dare spiegazioni in merito a 4 ricorrenti e alle loro condizioni di vita all’interno dei campi.
Il governo greco ha risposto alla CEDU che i 4 ricorrenti non stanno nei campi che noi avevamo segnalato, in questo modo non hanno risposto in merito alle condizioni dei 4 ricorrenti. Inoltre hanno risposto che nei campi c’è acqua, elettricità e cibo per tutti.
Tutto quello che il governo greco ha scritto non è stato supportato da nessuna prova o documentazione in merito.
Il nostro team ha contestato la risposta del governo greco inviando altri documenti e foto attestante il contrario, ovvero che all’interno dei campi manca la presenza di operatori sanitari, il cibo è scarso e di pessima qualità, viene distribuito solo un litro e mezzo di acqua al giorno anche in questo periodo con alte temperature, la connessione wi-fi va e viene.
Ad oggi non viene ancora permesso alle persone di chiedere asilo ma la gente sta aspettando la pre-registrazione che è un modo per posticipare ulteriormente il diritto d’asilo e l’accesso alla domanda di protezione internazionale.
Il governo greco dovrà dare un’ulteriore riscontro entro il prossimo 18 luglio.

Cosa stiamo continuando a fare

In questi mesi abbiamo:
- cercato di mantenere i contatti quasi quotidiani con i ricorrenti; dopo lo sgombero di Idomeni abbiamo perso molte persone e sappiamo che alcune sono riuscite ad arrivare in Germania con l’aiuto di trafficanti, di altre non abbiamo notizie;
- abbiamo cercato di metterci in contatto con avvocati greci per essere supportate nelle pratiche di casi più vulnerabili, ma non abbiamo mai avuto risposta da organizzazioni che si occupano di supporto legale e neppure da studi legali privati;
- siamo in contatto con il tutore del figlio di N. che sta da solo in Germania e stiamo cercando di capire come fare il ricongiungimento familiare con la madre, padre e fratello che stanno nel campo in Grecia;
- stiamo cercando dei legali in Germania per aiutare i familiari dei ricorrenti che hanno parenti nei campi in Grecia per cercare di rendere più veloce la pratica di ricongiungimento familiare;
- CEDU: continuiamo a produrre documentazione e aggiornamenti sulla condizione dei ricorrenti all’interno dei campi governativi greci.

Rete che si occupa di aspetti legali

Durante il periodo di permanenza a Idomeni è apparso chiaro che era importante realizzare una rete di avvocati e operatori legali, nei mesi molti di questi sono stati a Idomeni e hanno seguito delle pratiche, hanno cercato informazioni e lo scambio di informazione è un nodo focale. Abbiamo creato un documento con i contatti che abbiamo avuto prima e dopo Idomeni e lo abbiamo condiviso, ma dopo lo sgombero del campo si è un po’ perso questo desiderio di lavorare assieme.

Cosa riteniamo sia opportuno fare

- Trovare avvocati greci disponibili a seguire casi delle persone nei campi;
- trovare avvocati tedeschi disponibili a seguire casi delle persone che stanno in Germania e con parenti nei campi;
- condividere gestione dei casi legali;
- creare rete italiana di legali e operatori legali che ha contatti anche internazionali;
- chiedere al governo greco di tradurre nella lingua conosciuta tutti i documenti che vengono forniti alle persone;
- cercare di forzare il blocco della presentazione delle domande di protezione internazionale a causa di Skype call e pre-registrazioni che rallentano il diritto a chiedere asilo;
- avviare procedura di infrazione per la Grecia.

Women Legal Team, 15 luglio 2016

e-mail: associazionelemafalde@gmail.com
sito: www.lemafalde.org