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Sgomberi delle occupazioni abitative per migranti a Salonicco: solidarietà da Over The Fortress

28 luglio 2016

Aggiornamento h. 15.30: Rilasciati tutti gli attivisti, il processo è rinviato per l’assenza dei traduttori.

Lo sgombero di ieri mattina a Salonicco delle tre occupazioni abitative, Il Nikis, l’Orfanotrofio e Kinotita Hurriya, rappresenta un ulteriore segnale preoccupante di quanto sta accadendo all’interno del laboratorio greco sulle migrazioni.

Raccontare i motivi alla base della scelta degli attivisti di liberare una palazzina di otto piani, il Kinotita Hurriya, nel centro di Salonicco, è d’obbligo per comprendere perché questo sgombero risulta uno schiaffo a tutti coloro che negli ultimi mesi si sono mobilitati al fianco dei migranti a Idomeni e negli altri campi informali, e agli stessi rifugiati che sono costretti a vivere nella precarietà di quei campi governativi che abbiamo imparato a conoscere attraverso i report della campagna #overthefortress.

Molti degli attivisti che assieme ai rifugiati avevano scelto di dare vita a questa esperienza abitativa si sono conosciuti a Idomeni, in una fase nella quale si stava infrangendo il sogno di migliaia di migranti di riuscire a transitare nel paese ellenico e raggiungere la meta desiderata. A Idomeni e negli altri campi informali gli attivisti hanno stretto relazioni e attivato progetti con i migranti, hanno intrecciato le proprie biografie con quelle dei rifugiati, vissuto insieme i momenti di tensione e le piccole gioie, hanno camminato nello stesso fango e sono stati bagnati dalla stessa pioggia. Dopo gli sgomberi delle zone a ridosso del confine e la deportazione dei migranti nei campi governativi, hanno continuato ad essere presenti, a lavorare all’esterno dei campi per provare a migliorare la situazione, a raccogliere le storie e denunciare le condizioni indegne in cui versano migliaia di persone. E allo stesso tempo, nuovamente, hanno deciso di non stare a guardare e di non assoggettarsi ai dispositivi di confinamento dei migranti imposti dall’Unione e dal governo Tsipras, ma di immaginare e costruire, dal basso, un’alternativa abitativa dignitosa e replicabile. A rompere, nuovamente, la cappa di invisibilità alla quale sono ripiombati i migranti, nascosti e divisi negli hangar.
E’ per questo che alcuni attivisti della campagna #overthefortress presenti in Grecia hanno deciso di prendere parte a questo nuovo progetto collettivo e di rischiare in prima persona, consapevoli delle conseguenze ma determinati a proseguire le esperienze di solidarietà per oltrepassare la logica dei campi.

In questo momento le voci degli avvocati che giungono da Salonicco ci dicono che sono accusati di occupazione e danneggiamento, e siamo in attesa di conoscere l’esito del processo.
A tutti loro va la nostra solidarietà e il nostro abbraccio perché quello che stanno subendo è ingiusto, non solo perché quel palazzo era inutilizzato da anni, ma perché vi stavano apportando delle migliorie per renderlo immediatamente un luogo abitativo dignitoso per i rifugiati.

Per dare un supporto concreto già oggi partirà una raccolti fondi per le spese legali e processuali. E’ possibile contribuire al conto corrente N. IT72Z0830401804000003354899 - Associazione Commons

Campagna solidale Over The Fortress

info: overthefortress@meltingpot.org

- Il video di Kinotita Hurriya

- Vai all’articolo: Salonicco - E’ nata Hurriya, l’occupazione abitativa di attivisti internazionali e migranti, di Tommaso Gandini