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"Una disgrazia nazionale": proteste in tutta l’Australia contro gli abusi nel centro di detenzione giovanile del Territorio del Nord

Paul Farrell e Helen Davidson, The Guardian - 30 luglio 2016

2 agosto 2016

- Link all’articolo originale

Centinaia di persone si sono radunate in varie città di tutta l’Australia chiedendo una svolta istituzionale dopo le rivelazioni sul crudele trattamento di minori all’interno dei centri di detenzione

Sabato [30 luglio, ndt] sono scoppiate proteste in tutta l’Australia a sostegno dei bambini trattenuti nelle strutture di detenzione per minori, dopo le scioccanti rivelazioni che hanno interessato il centro Don Dale.

Basandosi sulla videoinchiesta del ABC’s Four Corners nel centro di detenzione giovanile di Don Dale, nella provincia del Territori del Nord, il Primo Ministro Malcom Turnbull ha dichiarato che una commissione d’inchiesta (link ) verrà istituita per investigare come simili eventi siano potuti accadere.

Il filmato pubblicato da ABC che mostra l’uso di gas lacrimogeni, cappucci e manette sui minori, ha galvanizzato i politici e scioccato gli australiani.

La notizia ha provocato forti condanne anche a livello internazionale. Poco dopo l’accaduto, l’Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, Zeid Ra’ad Al Hussein, ha rilasciato una dichiarazione affermando che l’accusa potrebbe essere quella di tortura.

Un portavoce ha riferito: “Siamo scioccati da quel che è emerso nel filmato del centro di detenzione giovanile di Don Dale nei Territori del Nord dell’Australia, che mostra bambini all’incirca di dieci anni, molti dei quali aborigeni, trattenuti in condizioni disumane e trattati crudelmente”.

Il trattamento a cui questi bambini sono stati soggetti potrebbe costituire una violazione della Convenzione dei diritti del fanciullo e della Convenzione contro la tortura e altri trattamenti crudeli, disumani e degradanti, di cui l’Austraia è un firmatario.”

Il governo dei Territori del Nord ha al momento sospeso i controversi trattamenti detentivi all’interno dei centri in questione.

Tuttavia, lo stesso sabato la ABC ha riportato che un parlamentare dei Territori del Nord, Nathan Barrett, ha rinnegato le proteste esprimendo il proprio sostegno a misure come l’incappucciamento e le sedie di contenimento.

Sabato 30 luglio, i Guerrieri della resistenza Aborigena hanno organizzato proteste nelle maggiori città australiane, chiedendo la fine dei centri di detenzione minorile.

Gli osservatori di tutto il Paese hanno sottolineato il bisogno di una più ampia inchiesta nazionale sulla questione della detenzione dei bambini indigeni.

La protesta svoltasi alla Sydney Town Hall ha radunato 400 persone circa.

Il fondatore della Tenda dell’Ambasciata aborigena, Jenny Munro, ha dichiarato ai presenti: “Potete osservare ancora una volta quanto sia vulnerabile la nostra gente nelle mani dello Stato.

Abbiamo bisogno di comprendere il profondo nord ed il profodno ovest di questo Paese. Il razzismo nei Territori del Nord ed a ovest è di fronte a noi ogni giorno.

L’indigeno anziano Ken Canning ha affermato che gli Indigeni Australiani “sapevano cosa stava per succedere lungo tutto il Paese”.

Fermiamolo adesso. Chiediamo che tutte le istituzioni che hanno in mano i nostri bambini siano immediatamente messe sotto inchiesta” ha detto alla folla.

Anche il parlamentare dei Verdi del New South Wales, David Shoebridge, ha parlato alla folla, dichiarando che l’incarcerazione di Indigeni Australiani rappresenta un problema nazionale, e non solo dei Territori del Nord.

Devono essere rilasciati nelle loro comunità e c’è bisogno di farlo ora”, ha aggiunto. "La nazione sapeva cosa stava succedendo, i nostri politici erano a conoscenza dei fatti da anni, ma non hanno mai preso provvedimenti.

É 44 volte più probabile che un giovane ragazzo aborigeno del New South Wales passi questa notte in carcere. É una vergogna nazionale. Una disgrazia nazionale”.

Anche a Melbourne una folla numerosa si è radunata vicino alla Biblioteca Nazionale. Proteste si sono verificate anche ad Adelaide, Darwin, Canberra e Perth.

Dylan Voller, uno dei minori ex detenuti a Don Dale, ha reso pubblica una dichiarazione attraverso il suo avvocato chiedendo che le manifestazioni rimanessero pacifiche.

La dichiarazione recitava: “Dylan Voller ci ha chiesto di ringraziare tutti per la loro dimostrazione di supporto, e vuole mandare un messaggio speciale a tutti i manifestanti. Dylan vuole che tutti quelli che protestano rifiutino qualsiasi comportamento violento o intimidatorio”.

“Gli organizzatori delle proteste sono stati contattati e hanno aderito a portare il messaggio di Dylan ai manifestanti”.

Le proteste sono continuate tra le attese scuse del ministro federale indigeno Nigel Scullion, al Garma festival di Arnhem Land, per essere stato all’oscuro delle accuse di abusi.

Nonostante il governo abbia rapidamente istituito una commissione d’inchiesta, molti hanno criticato ne hanno criticato le modalità e gli obiettivi.

I leader indigeni dei Territori del Nord hanno espresso il proprio disgusto affermando di non essere stati consultati dal governo sui dettagli della commissione.

La decisione di nominare Brian Ross Martin come commissario dell’indagine ha inoltre provocato scetticismo: alcuni gruppi hanno affermato che il commissario sarebbe dovuto essere un giurista esterno al territorio.

Il governo dei Territori del Nord ha risposto in modo vado alla commissione entrante. Nonostante abbia immediatamente sospeso le controverse pratiche detentive all’interno delle strutture, il parlamentare Nathan Barrett ha ugualmente espresso il suo sostegno a tali misure.

Sabato, il ministro per gli affari Indigeni, Nigel Scullion, ha offerto le proprie scuse per non essere stato a conoscenza degli abusi, nonostante sia stato per lungo tempo senatore per i Territori del Nord, e vicino alle comunità indigene.

Il senatore ha poi dichiarato: “Mi dispiace non essere stato a conoscenza delle circostanze emerse questa settimana. Chiaramente, devo essere più informato riguardo a questioni simili - particolarmente quando la grande maggioranza di giovani rinchiusi nei centri di detenzione nei Territori del Nord sono indigeni”.

Mi impegno a monitorare meglio le azioni dei governi territoriali e nazionali. Ho già provveduto a scrivere alle mie controparti in ognuno dei governi in questione offrendo il mio sostegno e chiedendo consigli su come potremmo cambiare questa situazione”.

Scullion si è inoltre scusato per aver accettato consigli che “indicavano che il Ministero dei Territori del Nord stava occupandosi di rispondere alle preoccupazioni espresse in precedenza”.

Ha poi aggiunto che ci dovrebbe essere tolleranza zero “per le autorità a cui è affidata la salvaguardia di minori in custodia detentiva che però riservano solo brutalità agli stessi”, e ha chiesto alla commissione d’inchiesta di identificare gli errori di Don Dale e le cause degli stessi.

Scullion ha continuato respingendo le critiche di alcuni rapporti secondo cui egli non aveva mai considerato Four Corners prima che il Primo ministro glielo dicesse. Egli ha dichiarato di aver avuto una “questione molto personale” da onorare e di averlo guardato più tardi, trovandolo terrificante.

Lo stesso sabato, il Primo ministro Adam Giles era arrivato al Garma festival nel nord est di Arnhem Land, dove gli abusi del Don Dale interessavano la maggior parte dei discorsi. Ci sono state conversazioni sui social media in merito a proteste da parte dei partecipanti che gli avrebbero voltato le spalle, ma la delegata del festival e accademica Marcia Langton ha chiesto alla folla di non farlo. Ha invece esortato i presenti ad onorare la legge aborigena che impone che tutti gli ospiti invitati nella terra in cui il festival si svolge siano trattati con rispetto.