logo

Documento a cura del
Progetto Melting Pot Europa
web site: http://www.meltingpot.org

redazione@meltingpot.org

Home » Cittadinanze » Notizie, approfondimenti, interviste e appelli

Intervista ad Anna Brambilla di Asgi e Claudio Ceruti del progetto 20K

Aggiornamenti sulla situazione a Como e a Chiasso

21 agosto 2016

Pubblichiamo l’Intervista ad Anna Brambilla, avvocata dell’Asgi, che sta monitorando assieme ad altri colleghi le violazioni sistematiche dei diritti delle persone bloccate a Como a causa della chiusura da parte del governo svizzero del confine di Chiasso e a Claudio Ceruti, attivista del progetto 20K, che spiega in quale modo viene gestito il campo della Croce Rossa di Ventimiglia.
Le interviste sono state realizzate in collaborazione con Milano in Movimento.

Sono circa 600 le persone fuori accoglienza a Como. I servizi forniti ai transitanti da strutture private sono dedicate per la maggior parte alle donne e ai bambini che, secondo i volontari, sono circa il 40% del campo.
Una parte delle persone che non vogliono fare richiesta di riconoscimento di protezione internazionale in Svizzera, vengono rimandate nell’hotspot di Taranto, le altre rimangono accampate nel parco della stazione in attesa di trovare una soluzione alternativa.
Comune e Prefettura a partire dal 15 di settembre, in collaborazione con la Croce Rossa e la Caritas, un campo nei pressi della stazione in cui verranno ospitati circa 400 migranti in alcuni container. Molte associazioni e organizzazioni che si occupano di diritti dei migranti di Como fanno parte del tavolo di lavoro che si sta occupando della questione e dovrebbero avere la possibilità di entrare come volontari all’interno del futuro campo.
Secondo la prefettura le persone non saranno costrette ad entrare nel campo, ma chi non accetterà verrà allontanato dalla città. Ancora non è chiaro se ci sarà un meccanismo di accreditamento per accedervi e se le persone saranno costrette a farsi identificare al loro ingresso.

Aggiornamenti da Milano in Movimento
Ieri a Como stazione blindata e identificazioni alle frontiere.
In questa estate 2016, dopo Ventimiglia e il Brennero, anche il confine di Como-Chiasso con la Svizzera è diventato un punto caldo per la questione migrazione.
Gli Svizzeri hanno blindato la frontiera rendendo di fatto impossibile la prosecuzione del viaggio verso i paesi del Nord per centinaia e centinaia di migranti che fuggono da fame e guerre con veri e propri rastrellamenti alla stazione di Chiasso.
Centinaia di profughi, con l’appoggio di molte realtà e singoli solidali, vivono accampati nei giardini che si trovano fuori dalla stazione ferroviaria di Como San Giovanni.
Nella giornata di ieri le Forze dell’Ordine hanno schierato uomini in tenuta antisommossa in stazione per impedire ad alcuni gruppi di migranti di salire sui treni diretti verso il confine elvetico. A questo vanno aggiunti accurati controlli alla frontiera con fermo e identificazione di alcuni solidali.

Negli ultimi giorni, la pressione poliziesca è aumentata. Quando i solidali provano a montare delle nuove tende la Digos interviene per farle smontare. In alcuni casi, per impedire quest’azione, è stata addirittura schierata la celere. Lo scopo è probabilmente quello di gestire nella maggiora “tranquillità” possibile la creazione di un campo in Via Regina. Comune e Prefettura hanno infatti intenzione di allontanare i migranti dal centro cittadino. Una volta avviata la soluzione del centro di accoglienza, qualsiasi altra ipotesi sarà impossibile.