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Si teme che molti dei 9.000 bambini rifugiati scomparsi in Germania siano caduti nelle mani della criminalità

Justin Huggler, The Telegraph - 29 agosto 2016

22 settembre 2016

- Link all’articolo originale

Quasi 9.000 bambini rifugiati non accompagnati sono ufficialmente scomparsi in Germania, stando ai nuovi dati rilasciati lunedì dalla polizia.

Le autorità hanno perso le tracce di 8991 bambini registrati all’ingresso nel paese come richiedenti asilo non accompagnati, compresi 867 di 13 anni o meno, ha affermato la Bundeskriminalamt (BKA), il corpo di polizia investigativa nazionale tedesco, in un comunicato.

Le organizzazioni di protezione dei bambini hanno espresso apprensione nei confronti di tali sparizioni, oltre che timore per la possibilità che alcuni dei minori possano essere stati presi di mira da gruppi organizzati di trafficanti.

L’organizzazione Save the Children si è dichiarata “estremamente preoccupata” dai recenti dati tedeschi, che giungono a poche settimane dalla scoperta, ad opera di organizzazioni di beneficenza, di prove circa l’esistenza di bambini rifugiati non accompagnati costretti alla prostituzione e al lavoro minorile in Italia.

I minori non accompagnati fuggono dai conflitti e affrontano pericolosi viaggi per raggiungere la sicurezza in Europa, solo per finire inghiottiti dalle crepe del sistema europeo,” ha affermato un portavoce dell’organizzazione umanitaria.

La portata delle sparizioni in Germania è emersa chiaramente a Gennaio, a seguito dell’avvertimento dell’Europol, l’agenzia d’intelligence criminale dell’UE, del rischio per i minori non accompagnati in cerca d’asilo di finire preda di una “infrastruttura criminale” sul territorio europeo.

Ad ogni modo, la BKA tedesca ha avvertito che i dati potrebbero essere fuorvianti, e che molti dei bambini ritenuti scomparsi potrebbero in realtà trovarsi al sicuro con dei familiari.

Gli ultimissimi dati mostrano un vertiginoso aumento nel numero delle sparizioni dei minori rifugiati nella prima metà del 2016, dai 4.749 registrati all’inizio di Gennaio agli 8.911 del primo di Luglio.

Tuttavia, la BKA precisa che l’enorme flusso di circa 1,1 milioni di persone in cerca di asilo in Germania nello scorso anno hanno ha reso impossibile stilare dei registri completi. In particolare, le impronte digitali non sono state prese per diversi mesi.

Se un bambino alloggia in una struttura governativa e poi la abbandona, viene presentata una denuncia di scomparsa presso la polizia, ma in molti casi i bambini non vanno semplicemente via senza avere un piano,” ha detto un portavoce della BKA.
Vanno a far visita ai loro genitori, parenti o conoscenti in altre città tedesche, o in altri paesi europei.
"I bambini spesso decidono di restare con le loro famiglie ed amici senza informare le autorità,” ha aggiunto il portavoce.

Inoltre, anche quando registrano un nuovo indirizzo, può accadere che vengano riconosciuti come bambini diversi nei due diversi luoghi, perché non dispongono di documenti d’identità adeguati.

La Bundeskriminalamt non ha alcuna informazione specifica tale da suggerire che i minori rifugiati scomparsi all’inizio dell’anno siano potuti cadere nelle mani della criminalità” ha detto il portavoce.

Ma le organizzazioni per i bambini hanno espresso scetticismo. Fanno infatti notare che i bambini rifugiati hanno diritto ad aiuti economici da parte dello Stato tedesco, e ciò sarebbe un potente incentivo a registrare il proprio indirizzo presso le autorità.
Ci sono molte ragioni diverse per cui non si riesce a rendere conto dei bambini rifugiati in Europa,” ha affermato un portavoce di Save the Children.

Molti non sono stati identificati e registrati in modo appropriato, molti decidono di fuggire dalle strutture cui vengono assegnati, preferendo continuare da soli il proprio viaggio. Questi bambini corrono un alto rischio di diventare vittime di sfruttamento, traffici illegali ed altre forme d’abuso.”

Secondo un rapporto pubblicato a Luglio da un’organizzazione umanitaria, vi sono minori rifugiati non accompagnati costretti alla prostituzione ed al lavoro forzato in Italia.

Stando a tale rapporto, i bambini vengono introdotti nel paese da trafficanti, i quali poi impongono loro il pagamento delle spese sostenute per il viaggio, un debito fissato a cifre che giungono fino ai €50.000.

Save the Children ha trovato delle giovani di circa 13 anni, provenienti dalla Nigeria e dalla Romania, costrette alla prostituzione dopo aver ricevuto promesse di lavoro come parrucchiere o babysitter.

L’organizzazione ha anche intervistato bambini costretti al lavoro minorile o allo spaccio di droga per essere in grado di ripagare i debiti.
Alcuni ragazzi egiziani sono stati obbligati a lavorare 12 ore al giorno, sette giorni alla settimana, lavando auto per €2 all’ora a Roma.

L’Europol, l’agenzia d’intelligence criminale dell’UE, ha affermato a Gennaio che almeno 10.000 bambini rifugiati non accompagnati sono scomparsi dopo il loro arrivo in Europa.

Non tutti verranno sfruttati dalla criminalità; alcuni potrebbero essere passati alle cure dei propri familiari. Semplicemente, non sappiamo dove sono, cosa fanno o con chi si trovano,” ha detto in quell’occasione Brian Donald, capo dello staff di Europol.
La cifra dei 10.000 è il dato che ricaviamo da ciò che gli stati membri ci comunicano. I numeri reali potrebbero essere molto più alti,” ha affermato un portavoce dell’agenzia.