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Sgombero di via Cupa. A Roma la Giornata della Memoria e dell’Accoglienza si commemora con disumanità

3 ottobre 2016

Roma - Via Cupa
Alle 8:30 della mattina di venerdì 30 settembre i blindati della polizia sono giunti in Via Cupa, dove i volontari di Baobab Experience danno sostegno ai migranti che arrivano nella capitale, prelevando 101 migranti eritrei e 8 cittadini somali (tra cui 28 donne e un minore).

Pensavamo fosse la solita identificazione [dei migranti] come avviene ormai, con cadenza periodica, da questa primavera. Questo tipo di identificazione forzata è paradossalmente un vantaggio" - spiega Roberto - “in quanto tutti i ragazzi che si trovano qui hanno intenzione di presentare domanda di asilo e aderire al programma di relocation. Grazie al trasferimento da parte delle forze dell’ordine alla Questura di Via Patini, è consentito loro di saltare la fila che di solito si crea fuori dall’ufficio immigrazione.

L’attivista di Baobab, nel dire questo, aggiunge altri elementi che chiarificano come la Questura agisca con altre prassi paradossali e arbitrarie, le quali oltre che essere assurde non hanno alcuna base giuridica. “Fino a poco tempo fa nell’ufficio immigrazione di Via Patini venivano accettate al massimo dieci domande di asilo al giorno che dovevano provenire da persone di dieci nazionalità diverse”.
Addirittura, come denunciato da una lettera sotto firmata da associazioni e realtà sociali impegnate a vario titolo nella difesa dei diritti dei richiedenti asilo e cittadini stranieri, dal 21 settembre in Questura non venivano più accettate le domande di protezione internazionale rinviando al 21 ottobre la possibilità di farlo. [1]

Una volta fatti salire i migranti sui mezzi della polizia, gli attivisti - che da molti mesi ormai prestano primo soccorso e cure ai richiedenti asilo - i giornalisti e gli stessi operatori della sala operativa del comune, sono stati forzati ad abbandonare il luogo.
Effettuate le perquisizioni dei due stabili al civico 1 e 5 di Via Cupa, il vecchio centro Baobab ormai dismesso, “la polizia ha atteso l’arrivo dei camion AMA e ha iniziato a liberare in modo brutale la strada dalle tende” prosegue Roberto.

I volontari denunciano, tra le altre, l’incredibile spreco di cibo e altri beni deperibili andati distrutti, nonché la rimozione ed il sequestro di gazebo e tende donate dai cittadini e da Padre Konrad - l’elemosiniere del papa - nei giorni passati.
Anche gli effetti personali dei migranti sono stati raccolti al civico 5 e ci è stato detto di rivolgerci al questore per riaverli indietro.


L’ennesimo sgombero, che segue il primo avvenuto nel dicembre del 2015 e il secondo nel giugno di quest’anno.
Nell’ultima settimana, raccontano i volontari, “erano aumentate le proteste di un comitato di cittadini composto da sole nove persone e legate alla destra”, il Municipio II aveva inoltre votato un provvedimento in cui si chiedeva al Comune di riportare decoro e pulizia nella zona in questione.

Nonostante quanto appreso a sgombero terminato, ovvero che per tutti è prevista l’accoglienza nel Centro di Via del Frantoio e in altre strutture che il Comune avrebbe individuato, sabato notte circa 80 persone hanno dormito all’addiaccio nel piazzale di Tiburtina.

17 migranti, invece, sono stati nuovamente fermati dalla polizia. Per due ore gli attivisti hanno tentato un dialogo con le forze di polizia per cercare di evitare l’ennesima identificazione in questura, ricordando loro che era già stata effettuata il giorno precedente. Alle 23 la risposta delle forze dell’ordine con l’ausilio di rinforzi è stata quella di circondare volontari e migranti. Nonostante il tentativo costante di mediazione e non curanti delle urla dei ragazzi impauriti, tra cui quelle di una donna in gravidanza in preda ad un attacco di panico, sono stati forzatamente trasportati in Questura e successivamente rilasciati in via Patini alle 4 della mattina.

Domenica, nelle vie del Municipio II, è scattata una vera e propria caccia al migrante con controlli capillari della polizia e agenti in borghese.

A poche ore dalle celebrazioni della prima Giornata della Memoria e dell’Accoglienza quanto accade nella capitale è l’emblema del palcoscenico retorico che il governo sta mettendo in atto. A cosa serve ricordare i 368 naufragi di Lampedusa se coloro che sopravvivono a quel viaggio terribile vengono trattati tanto brutalmente e l’accoglienza che si offre è un freddo marciapiede?

Roberto - Baobab.

- Galleria fotografica: Via Cupa durante la settimana precedente lo sgombero.