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L’Auberge des Migrants e l’espulsione che si prepara

24 ottobre 2016

Pubblichiamo la traduzione di questa nota del 22 ottobre di L’Auberge des Migrants la più grande ONG locale che opera a Calais.
Dalla mattina di lunedì 24 ottobre è iniziata l’evacuazione del più grande campo informale rimasto in Europa.
Nel maggio 2016 alcune attiviste della campagna #overthefortress avevano realizzato una video intervista a Maya Conforti, segretaria di L’Auberge des Migrants.
Vi segnaliamo inoltre l’ultimo reportage realizzato a Calais "Una Giungla costruita sulla sabbia" pubblicato su Melting Pot e il video con interviste ai volontari del campo dell’agosto 2016.

Mentre il governo si prepara ad espellere gli abitanti del campo e a distruggerlo, L’Auberge des Migrants con i suoi partner, Help Refugees, Refugee Community Kitchen e Utopia 56, non è mai stato così attivo.

Abbiamo iniziato ad aiutare alcune associazioni parigine con tende, coperte, piumoni perché la polizia getta e distrugge quasi ogni giorno il minimo che le persone hanno per sopravvivere.

Abbiamo partecipato ad un lavoro d’informazione ai rifugiati su cosa li attende nei CAO (Centri d’accoglienza e d’orientamento). Ogni rifugiato ha un documento che può riempire per informare i gestori del CAO dei suoi bisogni ed eventuali problemi. Un indirizzo mail e una linea rossa li aiuteranno in caso di problemi.

Abbiamo attivato una rete di volontari intorno ai CAO in tutta la Francia: 1.700 cittadini reclutati in meno di due mesi che contribuiranno ad una migliore accoglienza e a difendere i diritti dei rifugiati.

Abbiamo contribuito all’iscrizione di 80 rifugiati nelle tre università di Lille, un’operazione che il governo ha inizialmente frenato per poi dopo gestirla come propria!

Abbiamo messo in piedi modalità di intervento contro i rischi di incendio nel campo: estintori, riserve d’acqua, formazione dei volontari.
Continuiamo ad aiutare: 2.500 pasti caldi e 2000 sacchi di cibo al giorno, legna per scaldarsi, abiti e molti zaini e borsoni per coloro che partono. Più di 150 volontari lavorano ogni giorno nel magazzino e sul campo.

Contrariamente alle dichiarazioni di Cazeneuve, i nostri volontari non partecipano alle espulsioni: un centinaio di loro saranno presenti tutta la settimana per continuare a distribuire i pasti e testimoniare ciò che avverrà.

Ci stiamo preparando per aiutare coloro che resteranno, che cercano di nascondersi, tornare magari da Parigi o dai CAO e i nuovi che arriveranno.

Perché sappiamo che il piano del governo, ovvero scacciare tutti i rifugiati dal Nord della Francia non funzionerà, non più dei piani dei governi precedenti Sarkozy/Besson o Hollande/Valls.