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La Campagna LasciateCIEntrare visita l’Hotel Grillo (Amendolara - CS)

Al peggio non c’è mai fine…

28 ottobre 2016

In data 22 ottobre una delegazione della Campagna "LasciateCIEntrare" si è recata in visita presso l’Hotel Grillo, sito in Amendolara (Cosenza), perché allertata dalle richieste di aiuto pervenute dai richiedenti asilo ospiti della struttura. A seguire il comunicato stampa relativo alla situazione di accoglienza degli stessi e le foto che testimoniano lo stato di abbandono in cui versano.

22 ottobre 2016
Delegazione costituita da: Emilia Corea (Ass. La Kasbah), Luca Mannarino (attivista), Yasmine Accardo (Ass. Garibaldi 101), Francesco Formisani (attivista), Luana Ammendola (attivista), Maurizio Alfano (attivista), Flavia Lisotti (attivista).

Al peggio non c’è mai fine…
Ogni qualvolta varchiamo la soglia di un Centro di Accoglienza ci diciamo che la situazione che troveremo non potrà mai essere peggiore di quella ritrovata precedentemente. E ogni volta veniamo smentiti. In questo caso a destare la nostra meraviglia, immediatamente trasformatasi in rabbia, è quanto siamo costretti a rilevare all’interno dell’Hotel Grillo di Amendolara.

All’interno dell’Hotel, infatti, vengono ospitati, dal mese di settembre, circa 120 migranti di diverse nazionalità (Nigeria, Ghana, Mali, Sudan, Pakistan, Costa d’Avorio, Guinea). Ciò che ci fa ragionare ancora una volta sulla concezione dell’accoglienza, oltreché del rispetto della dignità umana, di talune Prefetture, è la situazione giuridica in cui versa la struttura.

Al suo interno, infatti, non esiste alcun CAS, CARA, CIE, o qualsivoglia centro di accoglienza. Tutti i ragazzi, ci racconta l’amministratore della Pamag Srl, società proprietaria della struttura, sarebbero dovuti rimanere ospiti dell’hotel per soli 3-4 giorni per poi essere trasferiti in un vero e proprio centro di accoglienza in cui avrebbero potuto ricevere tutti i servizi e l’assistenza previsti dalla legge.

E invece, si ritrovano da due mesi in una struttura, pagata dalla Prefettura di Cosenza, che non eroga loro alcun servizio, semplicemente perché giuridicamente non è tenuta a farlo. Siamo costretti per l’ennesima volta, dunque, a denunciare un modus operandi, quello del Prefetto Tomao e dei responsabili all’immigrazione della Prefettura di Cosenza, che nulla ha a che vedere con “la necessaria assistenza e il pieno rispetto della dignità” del richiedente, richiamati dall’art. 7 della L. 142/2015, “secondo le disposizioni di cui agli articoli 14 del Testo Unico sull’Immigrazione (D.L.vo 25 luglio 1998, n. 286) e 21 del D.P.R. 31 agosto 1999, n. 394, e successive modificazioni”.

Appare particolarmente grave la situazione dal punto di vista sanitario delle persone “scaricate” all’interno dell’Hotel. Quattro giorni fa un richiedente asilo è stato portato d’urgenza al Pronto Soccorso e ricoverato in seguito a un malore accusato diversi giorni prima, senza che nessuno si preoccupasse minimamente dello stesso. Si fa presente, inoltre, che all’interno della struttura alloggiano 5 presunti minori.

Chiediamo, dunque, al Garante per i Diritti dei Minori della Regione Calabria di predisporre tutte le misure necessarie affinché vengano tutelati i loro diritti.