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“Visti da dentro”. 12 storie che raccontano 12 vite limite. Da dentro appunto.

L’8 gennaio 2017 presso lo Gnam Village di Città della Scienza - Napoli

26 dicembre 2016

Riceviamo e pubblichiamo questo articolo scritto per noi da Michela Belli, Responsabile delle attività culturali dell’Associazione Homo Diogene di Napoli.

Locandina "Visti da dentro"


“Homo Diogene” è un’associazione che opera a favore dei richiedenti asilo politico che arrivano nel territorio italiano, a cui si offre accoglienza e supporto al delicato percorso di integrazione.

La sede legale dell’associazione è a Gavorrano, provincia di Grosseto. Nei primi mesi del 2015 è nato il primo centro di accoglienza straordinario gestito interamente dall’Associazione, a Campiglia Mar.ma (LI). Nella seconda metà dell’anno 2015, l’Associazione ha aperto il primo centro di accoglienza in Campania.

Ad oggi l’Associazione conta 8 campi tra Campania, Lazio e Toscana. I nostri obiettivi sono, l’accoglienza e l’integrazione, sotto qualsiasi forma: culturale, lavorativa e ricreativa.

Noi vogliamo promuovere un tipo di Integrazione a “doppio binario”, che vede da un lato il migrante abbandonare quella visione talvolta utilitaristica dell’Occidente come il luogo in cui ottenere tutto ciò che gli è stato negato nel paese d’origine e invece adattarsi alla cultura ospitante, mediante un processo di risocializzazione, senza che abbandoni, però, i propri usi, costumi e tradizioni e dall’altro una società ospitante capace d’accogliere ed accettare il diverso.

Perché ciò accada nella realtà occorre creare azioni in grado di lavorare in entrambi i sensi per far sì che le culture si incontrino, si conoscano arricchendosi e trasformandosi vicendevolmente.
In questo contesto nasce: “Visti da dentro”.


Photo credit: Valeria Magri

La presentazione del progetto

Profugo, dal latino “profugere”, cercare scampo.
Il Profugo, è quindi, colui che cerca salvezza da un disastro, una guerra, una persecuzione razziale, politica, religiosa o sessuale.

Questo è quanto sanciscono le Convenzioni Internazionali di Ginevra, che quasi tutti i paesi occidentali hanno sottoscritto, impegnandosi con questo a rispettare i diritti fondamentali dell’uomo.

Oggi però, alla luce di quanto avviene nella maggior parte dei paesi africani, e non solo, ci sarebbe da chiedersi perché consideriamo accettabile “cercare scampo” da una guerra, ma non giustifichiamo che si possa fuggire per salvarsi dalla fame più nera, dalla totale mancanza di mezzi di sostentamento, da qualunque spiraglio di visione di un futuro possibile, da una vita in cui la tua dignità di essere umano non è garantita né dalla famiglia, né dallo stato, né dalla sanità e nemmeno dalle forze dell’ordine.

Photo credit: Valeria Magri


Quale essere umano non cercherebbe una via di fuga e di salvezza quando la sorte lo ha fatto nascere in un luogo in cui la vita è solo sofferenza e dolore?
Nessuno, è ovvio. E’ il nostro stesso istinto di sopravvivenza che spinge, ed ha sempre spinto, l’uomo a cercare migliori condizioni di vita.
Tuttavia, oggi troppo spesso sentiamo:
Cosa vogliono da noi questi immigrati?
Cosa vengono a fare questi africani qui da noi?
Cosa vogliono rubarci?
Dove porteranno il nostro paese già ridotto così male?
Questi sono gli interrogativi che molte persone oggi si pongono, sospinti, quando non istigati, da parti politiche, gruppi, movimenti, opinion leaders, troppe volte manipolativi, che dipingono questi esseri umani come una piaga sociale, una categoria, perdendo di vista l’unica verità: gli immigrati sono uomini e donne.

Visti da dentro” è una lente di ingrandimento sui loro corpi. Un’anatomia delle loro vite, delle loro emozioni e dei loro cuori.
Un ponte sul dualismo del loro mondo: quello della fuga. Fuga dalla miseria, dalla schiavitù. Fuga dalla morte certa per mano di un patrigno che nessuno può fermare. Fuga dalla pena di morte per il tuo orientamento sessuale. Fuga da una guerra che non ti appartiene e che sei stato obbligato a combattere, fuga dalla paura di non aver il cibo in tavola per te e per la tua famiglia, fuga dalle tue stesse radici, dall’unico mondo che hai conosciuto che è al contempo ponte sul nuovo mondo: l’Europa, l’IT come la chiamano loro. Un luogo tanto sognato, un luogo per il quale vale la pena di rischiare la vita, ma che troppo spesso invece li prende a schiaffi in pieno volto. Come se quelli già presi non fossero abbastanza. Come se il dolore, la violenza e la pena vissuti, non bastassero a convincere ognuno di loro, che la vita è dura, la gioia costa cara e dura poco e che, come diceva Joseph Conrad: -“viviamo come sogniamo, soli”.

Photo credit: Valeria Magri


Il nostro obiettivo è denudarli dalle loro etichette e, una volta resi scevri dai macigni emotivi che si portano dietro, portare alla luce la normalità del loro “essere umano”.

Per questo il progetto consta di tre diversi supporti: uno puramente visivo: il calendario che, attraverso immagini evocative, racconta le storie che li hanno portati alla fuga. Un libricino con cui si trasformano in parole da imprimere nella nostra mente, le immagini ormai conservate dietro le nostre palpebre. Infine, un documentario, che racconta la loro umanità, la persona dietro la storia.
Dalle loro risposte alle grandi domande della vita emerge che, nonostante esperienze tanto dolorose e impensabili per noi occidentali, alla fine le passioni, le paure, i sogni sono sempre gli stessi per tutti gli uomini e le donne del mondo.

Ecco allora che “Visti da dentro”, porta sullo schermo l’animo dei ragazzi che abitano i nostri campi. Circa cinquecento tra uomini e donne chiamati ad una missione importante: ricordare alle persone che quella dei migranti non è una categoria, non è un sub-mondo dove gli archetipi sono alieni a quelli umani.
Gli immigrati sono semplicemente uomini e donne che differiscono da noi solo e puramente dal punto di vista sociale e culturale e possono arricchirci quanto e forse più di un francese o un norvegese.

Gli avvenimenti degli ultimi mesi, le notti di Colonia, le bombe di Parigi, gli Emmanuel di Fermo ammazzati per strada, le ruspe della Lega Nord e le destre nazionaliste in Europa, il dilagante populismo autoritario, tutto questo inneggia all’orrore e l’orrore può solo portare il mondo, come lo conosciamo, alle tenebre e alle barbarie.
Solo la conoscenza rende liberi e questa, passa sempre per il dialogo.
Noi speriamo che “Visti da dentro” contribuisca al dialogo e, quindi, alla conoscenza.

Photo credit: Valeria Magri


In occasione dell’inizio del nuovo anno e del lancio del nostro calendario, l’08/01/2017, presso lo Gnam Village di Città della Scienza di Napoli, ci sarà una giornata evento dedicata all’immigrazione. L’evento inizierà alle 10.00

10.00 apertura mostra fotografica. Alcuni scatti rubati nel backstage dello shooting del calendario e i 12 scatti prescelti. Photo credit Valeria Magri, Graphic design Michela Calanna

11.00 proiezione del documentario “Visti da dentro” #stayhuman

12.00 presentazione del progetto “Visti da dentro”

12.30 conclusione con discorso di chiusura della nostra Presidente Angela Di Matteo e della Responsabile Culturale Dott.ssa Michela Belli

13.00 piccolo buffet di degustazione piatti africani (cucinati da alcuni richiedenti asilo)

Durante l’evento sarà allestito per i più piccoli un angolo dove sarà possibile farsi fare delle treccine dalle richiedenti asilo.