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"Migranti divisi per il colore della pelle". Il viaggio nell’inferno dei centri di accoglienza

Intervista a Tommaso Gandini sul viaggio al sud della campagna #overthefortress di Antonio Musella, Fanpage.it

14 gennaio 2017

Pubblichiamo questo servizio di Antonio Musella, reporter di Fanpage.it, con il racconto di Tommaso Gandini, attivista della campagna #overthefortress, durante il viaggio di inchiesta sul sistema di accoglienza che per due mesi (ottobre-dicembre 2016) ha attraversato il sud Italia, dalla Sicilia a Roma.
Vedi anche: Tutti gli articoli multimediali del viaggio - Tutte le video-interviste

Condizioni igienico sanitarie terribili, persone divise in base al colore della pelle, denunce di violenze subite per la prese delle impronte digitali, centinaia di persone stipate nelle tende all’interno di uno stadio di baseball per tre anni, è questa la realtà dei centri di accoglienza per migranti nel Sud Italia.

Accanto ai centri molto spesso sorgono delle enormi baraccopoli, come quelle di Rosarno e Foggia dove i migranti vivono tra lamiere e teli di plastica, sommersi dai rifiuti, attendendo che i caporali li reclutino per lavorare in agricoltura per pochi euro al giorno. Le immagini consegnate a Fanpage.it dalla carovana "Over the Fortress" testimoniano il tipo di accoglienza che viene fatta nel nostro paese ai migranti che arrivano sulle nostre coste.

Tommaso Gandini è uno degli attivisti che ha attraversato il Mezzogiorno tra centri di accoglienza e baraccopoli: "A Rosarno abbiamo trovato una situazione davvero pesante con circa 2000 persone stipate tra le baracche di fortuna nei pressi degli aranceti - spiega - accanto a questi insediamenti non mancano i fenomeni di illegalità come lo spaccio, lo sfruttamento del lavoro e lo sfruttamento della prostituzione".