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Dal City Plaza di Atene sulla grande mobilitazione internazionale del 18 marzo

24 marzo 2017

- Link al comunicato originale (ENG)

Per noi della comunità dello Spazio di Accoglienza City Plaza, la necessità di una grande mobilitazione paneuropea contro il completamento delle politiche anti-rifugiati da parte dell’UE e degli Stati membri e l’appello per costruirla, assieme alla riflessione sulle possibili alternative, divenne dirompente lo scorso Novembre, durante i festeggiamenti dei primi sei mesi al City Plaza.

Il 18 Marzo, la data che segna un anno dalla ratifica degli accordi UE-Turchia, era l’occasione ideale per realizzare questa idea.
La risposta al nostro appello attraverso iniziative proposte da organizzazioni e strutture in più di 50 città d’Europa è abbastanza per affermare il successo di questa mobilitazione. Crediamo comunque di dover ancora insistere su questi punti.

Ad Atene l’iniziativa per l’organizzazione delle proteste del 18M, attraverso appelli comuni ed azioni nei campi, spazi sociali e luoghi di lavoro, ha portato alla più grande iniziativa antirazzista degli ultimi anni. Non era scontato che questo obiettivo fosse raggiunto in modo comune da ciascuna realtà e singolo coinvolto. Nel passato recente siamo stati divisi in proteste separate. Il City Plaza ha contribuito a questo (non da solo, di certo) attraverso gli appelli per assemblee comuni dove discutere della cornice della mobilitazione.

In questo modo, migliaia di parole d’ordine differenti e migliaia di slogan diversi in molte lingue si sono radunate esprimendosi assieme contro razzismo, guerra, povertà e fascismo, contro il vergognoso accordo UE-Turchia. La partecipazione dei rifugiati dai campi è stata molto ampia e segna un importante precedente per le mobilitazioni a venire.

Un quadro analogo emerge dalle città in tutta la Grecia. Più di 19 cortei sulle isole e nelle città, nei quali i rifugiati e la gente del posto hanno creato un grande evento che ha avuto risonanza attraverso tutto il Paese. Il Panhellenic Network of Antiracist and Migrant Organizations ha contribuito significativamente ad organizzare su scala nazionale questo evento.

A dispetto di possibili incomprensioni che potrebbero essere sorte, le iniziative e le manifestazioni hanno mostrato, nella pratica, il potenziale ed i controesempi che si possono trovare nel movimento coordinandosi e lottando uniti, quando le lotte sono profondamente radicate.

Allo stesso tempo dobbiamo tenere in considerazione speciale la campagna internazionale e la grande risposta all’appello per una giornata di azioni internazionali. Da Roma a Londra, da Berlino ai Paesi Baschi, le strade erano piene di gente che si esprimeva contro razzismo ed austerità. Questo è un importante precedente internazionalista, non solo perchè ha messo in luce che le questioni migratorie non sono separate dalle altre forme di oppressione e disciplinamento dei popoli, ma anche perché può servire come punto di riferimento per una connessione sistematica dei movimenti sociali in Europa.

Fin dal primo giorno il City Plaza ha cercato di porsi come punto centrale delle lotte per i movimenti solidaristici. Vorremmo mostrare come l’alternativa ai terribili campi governativi esiste, vorremmo mostrare come sia possibile per gli spazi di accoglienza convivere con le città, dove le condizioni di vita sono degne e le relazioni egualitarie. Spazi nei quali, nonostante i siti dove sorgono o le condizioni materiali, il sogno di "vivere insieme" diventi realtà.
È esattamente questo desiderio a riempire l’edificio del City Plaza con una moltitudine di colori, persone, lingue, emozioni. Un edificio dove il senso di comunità e di lotta comune non restano dichiarazioni teoriche ma esperienze vissute. In questo modo rifugiati, residenti, così come molti attivisti internazionali, hanno contribuito a rompere la routine e la monotonia quotidiana delle ultime mobilitazioni, ricordandoci la meraviglia delle lotte collettive per cambiare il mondo.

Ricorderemo quindi il 18 marzo come una pratica ed un esempio della potenza dei movimenti sociali, senza dimenticare i nostri compiti per il tempo attuale. La totalità dei movimenti sociali deve contrastare l’atrocità dell’Europa nei confronti dei rifugiati, presentata come la sola alternativa (ancora!), ed opporsi attraverso una lente di lettura internazionalista e di classe per difendere l’insieme dei diritti individuali, politici e sociali.

Nel tempo a venire il City Plaza proverà ad organizzare nuove iniziative per proseguire ed approfondire il coordinamento dei movimenti che lavorano sulle questioni migratorie, sia dentro che fuori la Grecia.

I festeggiamenti per celebrare il primo anno di occupazione in Aprile potrebbero essere un’opportunità per condividere esperienze, opinioni, idee.

Chiudere i campi della vergogna, non le occupazioni solidali.
No all’accordo UE-Turchia.
Contro le politiche di repressione e "gestione" del Governo.
Libertà di movimento. Eguaglianza di diritti.
La solidarietà vincerà.