logo

Documento a cura del
Progetto Melting Pot Europa
web site: http://www.meltingpot.org

redazione@meltingpot.org

Home » Cittadinanze » Notizie, approfondimenti, interviste e appelli

Grecia - A proposito delle voci sull’imminente sgombero delle occupazioni che accolgono rifugiate/i e migranti e sull’inasprimento delle politiche anti-rifugiati

Comunicato del City Plaza Hotel di Atene

5 aprile 2017

Atene, 3 Aprile 2017

Chiudete i campi della vergogna, non le occupazioni che ospitano le/i rifugiate/i.

Sembra che l’attacco del governo contro le occupazioni che ospitano rifugiate/i stia per intensificarsi. Dopo gli sgomberi di quelle di Salonicco dell’estate scorsa, poche settimane fa ad Atene ci sono stati quelli di Alkiviadou (il centro della Croce Rossa che ospitava circa 130 migranti nell’omonima strada, ndr) e di Villa Zografou (edificio di proprietà comunale occupato dal 2011, ndr). A seguito delle affermazioni rilasciate la scorsa settimana dal Ministro dell’Ordine Pubblico Nikos Toskas, sono circolate voci e trapelate informazioni che pongono le basi per un nuovo ciclo di attacchi.

Invece di pianificare la chiusura dei centri di detenzione per le/i rifugiate/i, di superare l’apartheid tra le isole greche e la terraferma, e di alloggiare le/i rifugiate/i intrappolati all’interno delle città in condizioni abitative dignitose, il governo sta inasprendo le misure attuate nei loro confronti, si sta preparando ad aprire più centri di detenzione chiusi, ad avviare deportazioni di massa e, allo scopo di implementare “politiche di deterrenza”, sta organizzando un programma neoliberista autoritario contro di loro, comportandosi come un diligente implementatore del vergognoso accordo tra Unione Europea e Turchia.

Siamo certi che l’attacco pianificato contro le occupazioni che ospitano rifugiate/i sia parte proprio di queste politiche anti-rifugiati e anti-migranti. Non si tratta né di un’eccezione né di una diversione. È del tutto logico che una politica governativa che presenta le/i rifugiate/i come se fossero un nemico interno stia adottando pratiche ostili a ogni esempio di vita e accoglienza dignitosa. Si tratta, naturalmente, della continuazione più a largo raggio delle politiche contro i movimenti della società civile.

Come Refugee Accomodation Space City Plaza siamo completamente contrari a questa politica razzista, e non intendiamo fare neppure un passo indietro nella lotta per la dignità, l’integrazione e l’uguaglianza sociale, per la coesistenza tra “locali” e persone di altre nazionalità, per la solidarietà verso chi fugge dalla guerra e dalla povertà, dalla Siria o dal Senegal, dall’Afghanistan o dal Marocco.

Da un anno più di 1.500 rifugiate/i e centinaia di persone solidali, greche o “internazionali”, stanno organizzando un modello di risposta ai bisogni umani fondamentali che è anche un modello di auto-organizzazione sociale e di convivenza/coabitazione multietnica. Un hotel abbandonato ad Acharnon (la strada in cui il City Plaza è ubicato, ndr) è diventato un centro di lotta e solidarietà a livello internazionale.

Non chiediamo altro che la libertà di movimento delle persone, condizioni di vita dignitose, la garanzia dell’asilo, uguaglianza e libertà per tutte/i coloro che sono fuggiti dalle loro case e sono arrivate/i qui.
Non accettiamo nient’altro.

Siamo qui e qui resteremo! Non ci pensate nemmeno…

City Plaza Hotel di Atene