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Morire sui tetti del treno: un volantino da Como per informare i migranti

6 aprile 2017

Il numero delle vittime causate dalla militarizzazione dei confini è aumentato inesorabilmente da quando sono stati intensificati i controlli alle frontiere interne dell’Unione Europea.
Per arginare i movimenti secondari dei migranti, nei luoghi di transito come Ventimiglia-Mentone, Como-Chiasso, la rotta del Brennero, il Tarvisio, tutto è diventato lecito e qualsiasi azione repressiva giustificabile. La polizia italiana e dei paesi confinanti ha il compito di stanare e respingere le persone migranti in transito. I controlli su base razziale nelle stazioni e sui treni sono capillari e attraversare la frontiera è quasi impossibile. Dopo essere stati respinti più volte o fatti scendere dai treni o nemmeno fatti salire, i migranti per oltrepassare quella barriera sono costretti a nascondersi e diventare invisibili: molti di loro si assumono dei rischi mettendo a repentaglio la loro vita, obbligati dal regime del confine ad alimentare il business dei passeur o utilizzare vie impervie e modalità pericolose.
Ad alcuni la sorte sorride, altri invece saranno dei numeri in fredde statistiche, qualche titolo sui giornali, l’ennesimo pugno allo stomaco e un’altra sensazione di impotenza. Salgono di notte sui treni merci o, come è avvenuto alla frontiera tra l’Italia e la Svizzera, si sdraiano sul tetto del treno.
In meno di un mese su questo tragitto sono avvenuti due drammatici incidenti: il 27 febbraio un ventenne del Mali è morto folgorato, il 18 marzo un ragazzo di 22 anni del Camerun è rimasto gravemente ferito.
Questi due gravissimi episodi hanno spinto WelCom - Osservatorio Migranti di Como a realizzare un volantino per informare i migranti in transito sui rischi di tentare l’attraversamento sui tetti dei treni.
La definiscono "una vera e proprio trappola mortale - soprattutto tra Italia e Svizzera - dovuta alla differenza di alimentazioni tra la rete ferroviaria italiana e quella elvetica".
WelCom chiede di darne massima divulgazione non solo a Como ma lungo le direttrici percorse attraverso l’Italia.
E’ importante veicolare queste informazioni ai migranti, ma nel contempo è necessario attivarsi in ogni modo possibile per affermare un modello basato sulla libera circolazione delle persone.
Ognuno con i propri mezzi può fare la sua parte.