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Legge Bossi - Fini, art. 01-05 (1a parte)

Legge 30 luglio 2002, n. 189

Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 199 del 26 agosto 2002

30 luglio 2002

Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo.

Art. 1. (Cooperazione con Stati stranieri)
Art. 2. (Comitato per il coordinamento e il monitoraggio)
Art. 3. (Politiche migratorie)
Art. 4. (Ingresso nel territorio dello Stato)
Art. 5. (Permesso di soggiorno)

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato ;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge :

CAPO I DISPOSIZIONI IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE

Art. 1. (Cooperazione con Stati stranieri)

1. Al fine di favorire le elargizioni in favore di iniziative di sviluppo umanitario, di qualunque natura, al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni : a) all’articolo 13-bis, comma 1, lettera i-bis), dopo le parole : "organizzazioni non lucrative di utilita’ sociale (ONLUS)," sono inserite le seguenti : "delle iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da fondazioni, associazioni, comitati ed enti individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, nei Paesi non appartenenti all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE)" ; b) all’articolo 65, comma 2, lettera c-sexies), dopo le parole : "a favore delle ONLUS" sono aggiunte, in fine, le seguenti : ", nonche’ le iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da fondazioni, associazioni, comitati ed enti individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri ai sensi dell’articolo 13-bis, comma 1, lettera i-bis), nei Paesi non appartenenti all’OCSE ;". 2. Nella elaborazione e nella eventuale revisione dei programmi bilaterali di cooperazione e di aiuto per interventi non a scopo umanitario nei confronti dei Paesi non appartenenti all’Unione europea, con esclusione delle iniziative a carattere umanitario, il Governo tiene conto anche della collaborazione prestata dai Paesi interessati alla prevenzione dei flussi migratori illegali e al contrasto delle organizzazioni criminali operanti nell’immigrazione clandestina, nel traffico di esseri umani, nello sfruttamento della prostituzione, nel traffico di stupefacenti, di armamenti, nonche’ in materia di cooperazione giudiziaria e penitenziaria e nella applicazione della normativa internazionale in materia di sicurezza della navigazione. 3. Si puo’ procedere alla revisione dei programmi di cooperazione e di aiuto di cui al comma 2 qualora i Governi degli Stati interessati non adottino misure di prevenzione e vigilanza atte a prevenire il rientro illegale sul territorio italiano di cittadini espulsi.

Art. 2. (Comitato per il coordinamento e il monitoraggio)

1. Al testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, di seguito denominato "testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998", dopo l’articolo 2, e’ inserito il seguente : "Art. 2-bis. - (Comitato per il coordinamento e il monitoraggio) - 1. E’ istituito il Comitato per il coordinamento e il monitoraggio delle disposizioni del presente testo unico, di seguito denominato "Comitato". 2. Il Comitato e’ presieduto dal Presidente o dal Vice Presidente del Consiglio dei ministri o da un Ministro delegato dal Presidente del Consiglio dei ministri, ed e’ composto dai Ministri interessati ai temi trattati in ciascuna riunione in numero non inferiore a quattro e da un presidente di regione o di provincia autonoma designato dalla Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome. 3. Per l’istruttoria delle questioni di competenza del Comitato, e’ istituito un gruppo tecnico di lavoro presso il Ministero dell’interno, composto dai rappresentanti dei Dipartimenti per gli affari regionali, per le pari opportunita’, per il coordinamento delle politiche comunitarie, per l’innovazione e le tecnologie, e dei Ministeri degli affari esteri, dell’interno, della giustizia, delle attivita’ produttive, dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, del lavoro e delle politiche sociali, della difesa, dell’economia e delle finanze, della salute, delle politiche agricole e forestali, per i beni e le attivita’ culturali, delle comunicazioni, oltre che da un rappresentante del Ministro per gli italiani nel mondo e da tre esperti designati dalla Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Alle riunioni, in relazione alle materie oggetto di esame, possono essere invitati anche rappresentanti di ogni altra pubblica amministrazione interessata all’attuazione delle disposizioni del presente testo unico, nonche’ degli enti e delle associazioni nazionali e delle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro di cui all’articolo 3, comma 1. 4. Con regolamento, da emanare ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro degli affari esteri, con il Ministro dell’interno e con il Ministro per le politiche comunitarie, sono definite le modalita’ di coordinamento delle attivita’ del gruppo tecnico con le strutture della Presidenza del Consiglio dei ministri".

Art. 3. (Politiche migratorie)

1. Al testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, all’articolo 3, al comma 1, dopo le parole : "ogni tre anni" sono inserite le seguenti : "salva la necessita’ di un termine piu’ breve". 2. Al testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, all’articolo 3, il comma 4 e’ sostituito dal seguente : "4. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentiti il Comitato di cui all’articolo 2-bis, comma 2, la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e le competenti Commissioni parlamentari, sono annualmente definite, entro il termine del 30 novembre dell’anno precedente a quello di riferimento del decreto, sulla base dei criteri generali individuati nel documento programmatico, le quote massime di stranieri da ammettere nel territorio dello Stato per lavoro subordinato, anche per esigenze di carattere stagionale, e per lavoro autonomo, tenuto conto dei ricongiungimenti familiari e delle misure di protezione temporanea eventualmente disposte ai sensi dell’articolo 20. Qualora se ne ravvisi l’opportunita’, ulteriori decreti possono essere emanati durante l’anno. I visti di ingresso ed i permessi di soggiorno per lavoro subordinato, anche per esigenze di carattere stagionale, e per lavoro autonomo, sono rilasciati entro il limite delle quote predette. In caso di mancata pubblicazione del decreto di programmazione annuale, il Presidente del Consiglio dei ministri puo’ provvedere in via transitoria, con proprio decreto, nel limite delle quote stabilite per l’anno precedente".

Art. 4. (Ingresso nel territorio dello Stato)

1. Al testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, all’articolo 4, sono apportate le seguenti modificazioni : a) il comma 2 e’ sostituito dal seguente : "2. Il visto di ingresso e’ rilasciato dalle rappresentanze diplomatiche o consolari italiane nello Stato di origine o di stabile residenza dello straniero. Per soggiorni non superiori a tre mesi sono equiparati ai visti rilasciati dalle rappresentanze diplomatiche e consolari italiane quelli emessi, sulla base di specifici accordi, dalle autorita’ diplomatiche o consolari di altri Stati. Contestualmente al rilascio del visto di ingresso l’autorita’ diplomatica o consolare italiana consegna allo straniero una comunicazione scritta in lingua a lui comprensibile o, in mancanza, in inglese, francese, spagnolo o arabo, che illustri i diritti e i doveri dello straniero relativi all’ingresso ed al soggiorno in Italia. Qualora non sussistano i requisiti previsti dalla normativa in vigore per procedere al rilascio del visto, l’autorita’ diplomatica o consolare comunica il diniego allo straniero in lingua a lui comprensibile, o, in mancanza, in inglese, francese, spagnolo o arabo. In deroga a quanto stabilito dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, per motivi di sicurezza o di ordine pubblico il diniego non deve essere motivato, salvo quando riguarda le domande di visto presentate ai sensi degli articoli 22, 24, 26, 27, 28, 29, 36 e 39. La presentazione di documentazione falsa o contraffatta o di false attestazioni a sostegno della domanda di visto comporta automaticamente, oltre alle relative responsabilita’ penali, l’inammissibilita’ della domanda. Per lo straniero in possesso di permesso di soggiorno e’ sufficiente, ai fini del reingresso nel territorio dello Stato, una preventiva comunicazione all’autorita’ di frontiera" ; b) al comma 3, l’ultimo periodo e’ sostituito dal seguente : "Non e’ ammesso in Italia lo straniero che non soddisfi tali requisiti o che sia considerato una minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato o di uno dei Paesi con i quali l’Italia abbia sottoscritto accordi per la soppressone dei controlli alle frontiere interne e la libera circolazione delle persone o che risulti condannato, anche a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per reati previsti dall’articolo 380, commi 1 e 2, del codice di procedura penale ovvero per reati inerenti gli stupefacenti, la liberta’ sessuale, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina verso l’Italia e dell’emigrazione clandestina dall’Italia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attivita’ illecite".

Art. 5. (Permesso di soggiorno)

1. Al testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, all’articolo 5 sono apportate le seguenti modificazioni : a) al comma 1, dopo le parole : "permesso di soggiorno rilasciati", sono inserite le seguenti : ", e in corso di validita’," ; b) dopo il comma 2, e’ inserito il seguente : "2-bis. Lo straniero che richiede il permesso di soggiorno e’ sottoposto a rilievi fotodattiloscopici" ; c) al comma 3, alinea, dopo le parole : "La durata del permesso di soggiorno" sono inserite le seguenti : "non rilasciato per motivi di lavoro" ; d) al comma 3, le lettere b) e d) sono abrogate ; e) dopo il comma 3, sono inseriti i seguenti : "3-bis. Il permesso di soggiorno per motivi di lavoro e’ rilasciato a seguito della stipula del contratto di soggiorno per lavoro di cui all’articolo 5-bis. La durata del relativo permesso di soggiorno per lavoro e’ quella prevista dal contratto di soggiorno e comunque non puo’ superare : a) in relazione ad uno o piu’ contratti di lavoro stagionale, la durata complessiva di nove mesi ; b) in relazione ad un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, la durata di un anno ; c) in relazione ad un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, la durata di due anni. 3-ter. Allo straniero che dimostri di essere venuto in Italia almeno due anni di seguito per prestare lavoro stagionale puo’ essere rilasciato, qualora si tratti di impieghi ripetitivi, un permesso pluriennale, a tale titolo, fino a tre annualita’, per la durata temporale annuale di cui ha usufruito nell’ultimo dei due anni precedenti con un solo provvedimento. Il relativo visto di ingresso e’ rilasciato ogni anno. Il permesso e’ revocato immediatamente nel caso in cui lo straniero violi le disposizioni del presente testo unico. 3-quater. Possono inoltre soggiornare nel territorio dello Stato gli stranieri muniti di permesso di soggiorno per lavoro autonomo rilasciato sulla base della certificazione della competente rappresentanza diplomatica o consolare italiana della sussistenza dei requisiti previsti dall’articolo 26 del presente testo unico. Il permesso di soggiorno non puo’ avere validita’ superiore ad un periodo di due anni. 3-quinquies. La rappresentanza diplomatica o consolare italiana che rilascia il visto di ingresso per motivi di lavoro, ai sensi dei commi 2 e 3 dell’articolo 4, ovvero il visto di ingresso per lavoro autonomo, ai sensi del comma 5 dell’articolo 26, ne da’ comunicazione anche in via telematica al Ministero dell’interno e all’INPS per l’inserimento nell’archivio previsto dal comma 9 dell’articolo 22 entro trenta giorni dal ricevimento della documentazione. Uguale comunicazione e’ data al Ministero dell’interno per i visti di ingresso per ricongiungimento familiare di cui all’articolo 29 entro trenta giorni dal ricevimento della documentazione. 3-sexies. Nei casi di ricongiungimento familiare, ai sensi dell’articolo 29, la durata del permesso di soggiorno non puo’ essere superiore a due anni" ; f) il comma 4 e’ sostituito dal seguente : "4. Il rinnovo del permesso di soggiorno e’ richiesto dallo straniero al questore della provincia in cui dimora, almeno novanta giorni prima della scadenza nei casi di cui al comma 3-bis, lettera c), sessanta giorni prima nei casi di cui alla lettera b) del medesimo comma 3-bis, e trenta giorni nei restanti casi, ed e’ sottoposto alla verifica delle condizioni previste per il rilascio e delle diverse condizioni previste dal presente testo unico. Fatti salvi i diversi termini previsti dal presente testo unico e dal regolamento di attuazione, il permesso di soggiorno e’ rinnovato per una durata non superiore a quella stabilita con rilascio iniziale" ; g) dopo il comma 4, e’ inserito il seguente : "4-bis. Lo straniero che richiede il rinnovo del permesso di soggiorno e’ sottoposto a rilievi fotodattiloscopici" ; h) il comma 8 e’ sostituito dal seguente : "8. Il permesso di soggiorno e la carta di soggiorno di cui all’articolo 9 sono rilasciati mediante utilizzo di mezzi a tecnologia avanzata con caratteristiche anticontraffazione conformi ai tipi da approvare con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro per l’innovazione e le tecnologie in attuazione dell’Azione comune adottata dal Consiglio dell’Unione europea il 16 dicembre 1996, riguardante l’adozione di un modello uniforme per i permessi di soggiorno" ; i) dopo il comma 8, e’ inserito il seguente : "8-bis. Chiunque contraffa’ o altera un visto di ingresso o reingresso, un permesso di soggiorno, un contratto di soggiorno o una carta di soggiorno, ovvero contraffa’ o altera documenti al fine di determinare il rilascio di un visto di ingresso o di reingresso, di un permesso di soggiorno, di un contratto di soggiorno o di una carta di soggiorno, e’ punito con la reclusione da uno a sei anni. Se la falsita’ concerne un atto o parte di un atto che faccia fede fino a querela di falso la reclusione e’ da tre a dieci anni. La pena e’ aumentata se il fatto e’ commesso da un pubblico ufficiale".