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Sbarca a Messina la nave Aquarius: a bordo 111 persone trasferite su richiesta del Mrcc

19 ottobre 2017

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Tra loro anche siriani trattenuti in Libia per mesi: "Non volevamo essere parte della guerra e della violenza".

La crisi umanitaria nel Mediterraneo continua: la Svizzera si unisce al network europeo SOS MEDITERRANEE

Ieri notte (17 ottobre 2017 n.d.R.) l’equipaggio di SOS MEDITERRANEE ha completato il trasbordo di 111 persone - inclusi dodici donne, dieci minori e due bambini di età inferiore a cinque anni - soccorse da una imbarcazione della Marina militare italiana. I naufraghi, ora in salvo a bordo della nave Aquarius, sono in prevalenza sudanesi e marocchini. Tra loro anche un libico, somali, egiziani, palestinesi e siriani. Questi ultimi hanno raccontato di essere stati trattenuti in Libia per sei mesi prima di affrontare il viaggio in mare.

Questa mattina alle 7:00 la Aquarius ha raggiunto Messina, il “porto sicuro” (“Port of Safety”) indicato dal MRCC (Maritime Rescue Coordination Centre) di Roma per lo sbarco.

L’operazione avviene a pochi giorni dal salvataggio, effettuato la scorsa settimana, di 606 persone inclusi 241 minori, 50 dei quali di età inferiore a 13 anni.

Dall’inizio della missione di SOS MEDITERRANEE, nel febbraio 2016, a oggi la situazione nel Mediterraneo non è cambiata. Uomini, donne e bambini continuano a fuggire dal caos, dall’insicurezza e dalla violenza della Libia.

Due fratelli Siriani, entrambi a bordo dell’Aquarius, hanno raccontato ai soccoritori di aver lasciato Damasco nel 2013: "Non volevamo prendere parte alla guerra e alle violenze. Per andare dal Sudan in Libia ci hanno caricato su un pick up. Ci è voluto circa un mese di tempo. Un mese intero praticamente senza acqua né cibo".

"Il posto era pieno di persone, nordafricani e subsahariani. Le condizioni sono orribili ma per i subsahariani sono impossibili. Vengono continuamente torturati se non cedono alle estorsioni di denaro".

La Svizzera si unisce al network europeo di SOS MEDITERRANEE

La crisi umanitaria nel Mediterraneo persiste, i cittadini europei continuano a mobilitarsi. Dopo 18 mesi in mare a salvare vite, SOS MEDITERRANEE si espande a livello internazionale. A ottobre infatti la Svizzera si è unita al network europeo.

"Il dramma che ha luogo nel Mediterraneo ci riguarda tutti perché chiama in causa valori fondamentali. SOS MEDITERRANEE è una dimostrazione concreta di cittadinanza attiva, solidale e umanitaria, che si confronta con un vero fallimento politico", ha dichiaratoThomas Bischoff, presidente della neonata SOS MEDITERRANEE Svizzera."Mobiliteremo i cittadini svizzeri, faremo sensibilizzazione su quanto sta accadendo nel Mediterraneo e contribuiremo a finanziare le operazioni".

Valeria Calandra, Presidente di SOS MÉDITERRANÉE Italia ha aggiunto: "Oggi la Svizzera si unisce a noi dimostrando ancora una volta che la società civile europea non è insensibile di fronte alla crisi umanitaria che si svolge alle porte dell’Europa. In mancanza di un dispositivo istituzionale adeguato, mentre ci prepariamo a un secondo difficile inverno nel Mediterraneo, persiste il bisogno di organizzazioni impegnate in operazioni di ricerca e soccorso in mare e del supporto dei cittadini europei".