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Nigeria, Edo State - Timore di uccisione rituale: protezione umanitaria

Tribunale di Bologna, ordinanza del 9 ottobre 2017

30 ottobre 2017

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Il Tribunale di Bologna con ordinanza del 9 ottobre 2017 riconosce la protezione umanitaria ad un cittadino nigeriano, proveniente da Edo State, fuggito dal paese di origine a causa del timore di dover essere sacrificato (uccisione rituale) da parte del padre, membro di una società segreta, affinché costui potesse acquisire maggiore potere all’interno della setta.

Il Tribunale di Bologna, dopo aver considerato verosimile il racconto del richiedente in quanto conforme a quanto risulta dalle COI consultate circa le società segrete in Edo State e gli omicidi rituali legate a queste, ha preso in considerazione anche il vissuto personale del richiedente, le vessazioni subite sia nel paese di origine sia durante il percorso migratorio, nonché le sue condizioni di salute (avendo appurato solo una volta giunto in Italia di essere stato affetto da tubercolosi) ed è arrivato alla conclusione che il richiedente versa in situazione soggettiva di vulnerabilità e che pertanto deve essere protetto riconoscendogli il diritto al permesso di soggiorno per motivi umanitari.
Circa l’esistenza di omicidi rituali in Edo State afferma il Tribunale di Bologna E’ difficile dire quanto sia diffuso il fenomeno dell’uccisione rituale nella Nigeria odierna. La maggior parte dei nigeriani è convinta che sia diffuso, come si evince da diversi studi accademici incontrati sulla copertura mediatica locale sui presunti omicidi rituali….la maggioranza di queste morti si è verificata negli stati meridionali della Nigeria.
Storicamente, si credeva che le vittime delle uccisioni rituali o quelle offerte agli spiriti o stregate per essere date in “pasto” dovessero essere persone vicine alle persone che eseguivano il rituale, altrimenti non sarebbe stato un vero sacrificio o un prezzo da pagare. Nell’epoca moderna tuttavia, come ha dichiarato un sacerdote nigeriano in un’intervista, “la tradizione del sacrificio umano era limitata dal requisito di uccidere un consanguineo, ma ora è convinzione comune che anche la vita di completi estranei possa soddisfare gli spiriti o le streghe”.
 [1]

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Tribunale di Bologna, ordinanza del 9 ottobre 2017