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Modena - La cooperativa Caleidos replica all’articolo di Giulia Ognibene

2 marzo 2018

A seguito dell’articolo "Denunciata e minacciata di finire in strada perché rivendica i suoi diritti: una donna richiedente asilo e il suo bambino vittime della cattiva accoglienza a Modena", ci ha scritto per conto del CDA della Cooperativa Sociale Caleidos il dott. Franco Boldini.
Secondo Caleidos, «la ricostruzione della presa in carico della signora non corrisponde a quanto avvenuto nella realtà». Concediamo il diritto di replica come previsto dalla normativa vigente.

L’articolo dal titolo “Denunciata e minacciata di finire in strada perché rivendica i suoi diritti: una donna richiedente asilo e il suo bambino vittime della cattiva accoglienza a Modena”, di Giulia Ognibene, pubblicato il giorno 8 gennaio 2018 sul sito http://www.meltingpot.org/ riporta dei fatti che oltre a non corrispondere alla realtà ledono gravemente l’immagine e il nome della scrivente cooperativa delle persone che con la stessa collaborano.

In primis spiace constatare che l’autrice del citato articolo non si sia minimamente preoccupata di accertare la fondatezza e la verità oggettiva delle notizie pubblicate. Infatti la cooperativa non è stata in alcun modo contattata prima della pubblicazione del suddetto articolo al fine di fornire la propria versione dei fatti che tra l’altro vengono riferiti come oggettivi e neppure come provenienti direttamente dalla sig.ra Precious.

A totale smentita delle affermazioni della sig.ra Ognibene si significa che:
Caleidos ha fornito un servizio di accoglienza conforme agli standard previsti dalle vigenti disposizioni pattuite con la Prefettura; non ha in alcun modo impedito l’iscrizione anagrafica della sig.ra Preciuous e del figlio; non è responsabile del ritardo nella erogazione del “pocket money” e del “food money”; non è stata inadempiente nel garantire il rispetto degli obblighi formativi e di inserimento lavorativo. Viceversa si è adoperata per adottare opportune misure soprattutto a tutela del minore. Infatti consapevole delle particolari condizioni in cui versava il citato nucleo familiare della sig.ra Precious ha coinvolto e impegnato personale specializzato (psicologa) con competenze specifiche, riferendo il proprio operato ai competenti Uffici ivi compresa la Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di Bologna. Alla sig.ra Precious è stato altresì offerto il supporto psicologico di figure esterne al progetto, ma quest’ultima lo ha sempre rifiutato.

Infine e per completezza si significa che la scrivente cooperativa fino ad oggi non ha mai denunciato la sig.ra Precious ne tanto meno l’ha minacciata di farla “finire in strada” come viceversa riportato a chiare lettere nello stesso titolo dell’articolo sopra menzionato. Le diversa affermazioni della sig.ra Ognibene oltre che inveritiere sono esposte in modo diffamatorio e mirano esclusivamente a ledere la reputazione della cooperativa.

I fatti del 15 maggio 2017 citati nell’articolo non sono attinenti alle vicende della sig.ra Precious e non si riferiscono a “disagi vissuti dai richiedenti asilo nel progetto della Caleidos”.
Tanto meno sono pervenute alla Caleidos notizie/denuncie e/o comunicazioni da parte delle Autorità competenti circa la violazione dei diritti fondamentali dei richiedenti asilo.

Per la diffusione di queste notizie prive di alcun fondamento è stato dato mandato ai legali di attivare in ogni sede civile e penale tutte le azioni volte alla tutela della Cooperativa e dei suoi organi di gestione.