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Diene Idy, senegalese, ucciso a Firenze. "Non dite che è stato il gesto di un pazzo"

La comunità senegalese scende in piazza. Sabato nuova manifestazione antirazzista a Firenze in ricordo di Idy

6 marzo 2018

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Diene Idy, un venditore ambulante senegale è stato ucciso a colpi di armi da fuoco ieri mattina sul ponte Vespucci, nel centro di Firenze. L’omicida, Roberto Pirrone, un tipografo in pensione di 65 anni, è stato bloccato poco dopo dalle forze dell’ordine.
La vittima è il cugino di Samb Modou, uno dei 2 senegalesi uccisi 7 anni fa (era il dicembre 2011) sempre a Firenze, a Piazza Dalmazia, da Gianluca Casseri militante di Casa Pound.

Alla notizia della morte, un centinaio di senegalesi hanno protestato fino al centro della città. “Nel 2011 un fascista ha ammazzato due senegalesi. Oggi un altro ha ammazzato un senegalese per motivi razziali. Ci dicono che lui è pazzo. Noi non ci crediamo! Ecco perché vogliamo andare dal Sindaco!”.

La redazione di "Firenze dal Basso" ha seguito l’intera giornata.

Una voce dalla manifestazione dei migranti in piazza signoria dopo l’assassino razzista di stamattina di un uomo senegalese, Idy Diene, 54 anni.

Una nuova mobilitazione prevista per questo pomeriggio

Alle ore 15:00 al Ponte Vespucci nuova mobilitazione antirazzista promossa dalla comunità senegalese per reagire all’ennesimo omicidio razzista e protestare contro le campagne di odio portate avanti a livello politico e mediatico.

Segui la diretta su Firenze dal Basso

Kissima, presidente di Asahi: “Si spara solo al colore della pelle”

Firenze - Oggi io sto male, male, male a vivere in Italia, ho male, ho male dentro. Vivo nella paura, nel senso che ora la vita di un migrante nero è pari a zero. Questa è la seconda volta che a Firenze si spara sui neri. Non c’entra nulla se sei integrato o no, se lavori o no, se hai i documenti o no, perché qui si spara e sparano solo al colore della pelle. Questo è RAZZISMO è TERRORISMO PSICOLOGICO che forse è quello più cattivo, non riesci a ragionare con il tuo cervello perché social, giornali e tv ti bombardano di notizie, eventi,ecc. “È TUTTA COLPA LORO”. Un’altra persona ha perso la vita, per quale motivo? Che vi aveva fatto di male?

Oggi grazie ad apposite leggi anche gli animali hanno i documenti e con quelli libertà di circolazione e di viaggiare. Per noi africani neri la situazione è difficile ma allo stesso tempo delicata. Molti di noi aspettano anche 4 anni per poter avere un documento definitivo. Personalmente in questo momento non mi interessano i politici, la politica e i loro accordi. A me in questo momento interessa ricordare alla gente che anche i neri hanno partecipato allo sviluppo di molti stati Europei e anche dell’America. Perché siete contro di noi? Perché ci sparate? Perché ci vedete solo come nemici e non come risorsa?…

Intervento di Dante Kissima, presidente dell’associazione Asahi

L’articolo tratto da Redattore Sociale

Un venditore ambulante immigrato di 54 anni, Idy Diene, è stato ucciso ieri mattina a colpi di armi da fuoco sul ponte Vespucci, nel centro di Firenze, a due passi dal consolato americano e dal parco delle Cascine. Secondo la ricostruzione dell’accaduto, sarebbero stati almeno cinque i colpi di pistola sparati dall’uomo. Il personale del 118 ha tentato di rianimare per 40 minuti la vittima, ma senza riuscirci viste le condizioni gravissime in cui versava. La polizia ha fermato l’aggressore, Roberto Pirrone, 65 anni, che avrebbe affermato di essere uscito da casa per suicidarsi, salvo poi aver fatto fuoco contro la prima persona incontrata in strada. Un biglietto di addio, indirizzato alla figlia, sarebbe stato anche ritrovato nella sua abitazione in Oltrarno, non lontano da ponte Vespucci.

La vittima è il cugino di Samb Modou, uno dei 2 senegalesi uccisi 7 anni fa (era il dicembre 2011) sempre a Firenze, a Piazza Dalmazia. L’altra vittima si chiamava Diop Mor. Entrambi morirono a causa dei colpi di pistola esplosi da Gianluca Casseri.

Senegalesi in corteo. Nel pomeriggio, poi, un centinaio di senegalesi hanno dato vita ad un corteo fino al palazzo comunale, cui ha fatto seguito la richiesta di incontro con il sindaco Nardella. I migranti chiedono maggiore sicurezza e hanno intonato slogan contro il razzismo. E proprio mentre una delegazione di senegalesi è stata ricevuta dal sindaco, quelli che erano rimasti ad aspettare fuori dal palazzo, hanno improvvisamente dato vita a un corteo, stavolta più rabbioso, distruggendo fioriere, transenne, cartelli stradali e cestini della spazzatura lungo le vie del centro storico. Grandi momenti di tensioni fino all’arrivo nei pressi della stazione Santa Maria Novella, dove i senegalesi avrebbero voluto bloccare il traffico. Poi l’arrivo dei portavoce della comunità, che hanno invitato i migranti alla calma. E lentamente è tornata la quiete.