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Bonus Bebè, il Tribunale di Bergamo all’INPS: modifichi il sito e la procedura online per chi non ha la carta di soggiorno

Tribunale di Bergamo, ordinanza del 2 marzo 2018

16 marzo 2018

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L’art. 1, comma 125, L. 190/2014, nella parte in cui riconosce il bonus bebè ai soli cittadini extracomunitari titolari di permesso di soggiorno UE per i soggiornanti di lungo periodo contrasta con quanto disposto all’art. 12 della direttiva 2011/98 che riconosce ai titolari di permesso unico lavoro la parità di trattamento con i cittadini dello Stato membro di soggiorno in materia di sicurezza sociale nella quale rientra il beneficio in questione riconducibile alle prestazioni familiari di cui all’art. 3, comma 1, lett. j) del regolamento 883/2004. Detta condotta discriminatoria deve essere pertanto eliminata attribuendo la prestazione ai soggetti legittimati e dandone adeguata pubblicità sul sito istituzionale nonché adeguando i moduli on line per la domanda amministrativa.

Con ordinanza del 2 marzo 2018 il giudice di Bergamo ha vincolato l’INPS ad un comportamento conforme alla legge imponendo di dare corretta informazione al pubblico. Constatata la reiterata condotta discriminatoria attuata dall’INPS che continua a negare l’accesso all’assegno di natalità ai titolari di permesso unico lavoro, il Tribunale ha ordinato all’Istituto di “dare adeguata pubblicità alla corretta individuazione dei soggetti legittimati alla richiesta della prestazione in oggetto, mediante la pubblicazione di una nota informativa sulla home page del sito internet istituzionale”.

Non è la prima volta che il Tribunale di Bergamo ordina alla corretta informazione dei requisiti necessari per l’accesso ad una prestazione sociale. Infatti, con riferimento però all’assegno di maternità di base, lo stesso Tribunale di Bergamo, con ordinanza del 10 ottobre 2017, aveva ordinato ai Comuni di Brembate, di Brignano Gera d’Adda e di Martinengo di adeguare le comunicazioni rivolte ai residenti relative ai requisiti necessari per ottenere la concessione del beneficio.

Prosegue dunque il “piano di rimozione” del Tribunale di Bergamo che con quest’ultima pronuncia si spinge oltre ordinando anche di “adeguare i moduli on line per la domanda amministrativa, consentendo ai legittimati di indicare ogni rilevante titolo di soggiorno”.

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Tribunale di Bergamo, 02.03.2018, Est. Cassia, XXX (Avv.ti Guariso e Traina) c. INPS (Avv.to Imparato)