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Richiedenti asilo fanno causa all’amministrazione Trump per detenzione prolungata

Voa News, 15 marzo 2018

22 marzo 2018

- Link all’articolo originale (ENG)

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Un gruppo di richiedenti asilo, detenuti nei centri di detenzione statunitensi da quando hanno fatto domanda per entrare nel paese, ha presentato giovedì una class action contro il Dipartimento per la Sicurezza Interna.

L’Unione Americana per le Libertà Civili e altre associazioni hanno presentato la denuncia giovedì alla Corte Distrettuale di Washington, da parte di nove detenuti richiedenti asilo provenienti da Haiti, Venezuela e altri Paesi.

Nella denuncia si dichiara che il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha violato la legge statunitense rifiutando di rilasciare in libertà vigilata un intero gruppo di richiedenti asilo, mentre le loro richieste venivano analizzate.

Il diritto d’asilo garantisce lo status di rifugiato a chi si trova già sul suolo americano e ha paura di essere perseguitato per la propria razza, religione, nazionalità o orientamento politico se dovesse essere obbligato a rientrare nel proprio Paese.

Ciascun richiedente asilo è interrogato da un agente della Sicurezza Interna, per stabilire se ha una “paura motivata” di ritornare nel suo Paese. In seguito ha il permesso di perorare la sua causa davanti al magistrato specializzato per l’immigrazione.

Nel 2009, l’amministrazione Obama ha instaurato una politica che rendeva più semplice ai richiedenti asilo ottenere la libertà vigilata, mentre i loro casi venivano presi in esame. Ma sotto il governo di Trump, il numero di richiedenti asilo a cui è stata garantita la libertà vigilata è arrivato quasi a zero negli uffici dell’Immigration and Customs Enforcement in cinque città molto importanti: Detroit; El Paso, in Texas; Los Angeles; Newark, in New Jersey; e Philadelphia.

Il querelante principale è Ansly Damus, 41, un insegnante di etica che è scappato dalla persecuzione politica ad Haiti. Secondo la denuncia, gli è stato garantito il diritto d’asilo per ben due volte da un giudice, ma è detenuto in Ohio da più di 16 mesi, mentre il governo valuta il suo caso.

L’avvocato dell’Unione Americana per le Libertà Civili, Michael Tan, ha detto che l’amministrazione Trump sta punendo coloro che chiedono il diritto di asilo.
Gli Stati Uniti stanno cercando di far capire ai richiedenti asilo che non devono fare domanda”, ha dichiarato.