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Legge Bossi - Fini, art. 06-11 (2a parte)

Legge 30 luglio 2002, n.189

Testo in vigore dal 10 settembre 2002

30 luglio 2002

Art. 6. (Contratto di soggiorno per lavoro subordinato)
Art. 7. (Facolta’ inerenti il soggiorno)
Art. 8. (Sanzioni per l’inosservanza degli obblighi di comunicazione dell’ospitante e del datore di lavoro)
Art. 9. (Carta di soggiorno)
Art. 10. (Coordinamento dei controlli di frontiera)
Art. 11. (Disposizioni contro le immigrazioni clandestine)

Art. 6. (Contratto di soggiorno per lavoro subordinato)

1. Al testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, dopo l’articolo 5 e’ inserito il seguente : "Art. 5-bis. - (Contratto di soggiorno per lavoro subordinato) - 1. Il contratto di soggiorno per lavoro subordinato stipulato fra un datore di lavoro italiano o straniero regolarmente soggiornante in Italia e un prestatore di lavoro, cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea o apolide, contiene : a) la garanzia da parte del datore di lavoro della disponibilita’ di un alloggio per il lavoratore che rientri nei parametri minimi previsti dalla legge per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica ; b) l’impegno al pagamento da parte del datore di lavoro delle spese di viaggio per il rientro del lavoratore nel Paese di provenienza. 2. Non costituisce titolo valido per il rilascio del permesso di soggiorno il contratto che non contenga le dichiarazioni di cui alle lettere a) e b) del comma 1. 3. Il contratto di soggiorno per lavoro e’ sottoscritto in base a quanto previsto dall’articolo 22 presso lo sportello unico per l’immigrazione della provincia nella quale risiede o ha sede legale il datore di lavoro o dove avra’ luogo la prestazione lavorativa secondo le modalita’ previste nel regolamento di attuazione". 2. Con il regolamento di cui all’articolo 34, comma 1, si procede all’attuazione e all’integrazione delle disposizioni recate dall’articolo 5-bis del testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, introdotto dal comma 1 del presente articolo, con particolare riferimento all’assunzione dei costi per gli alloggi di cui al comma 1, lettera a), del medesimo articolo 5-bis, prevedendo a quali condizioni gli stessi siano a carico del lavoratore.

Art. 7. (Facolta’ inerenti il soggiorno)

1. Al testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, all’articolo 6, sono apportate le seguenti modificazioni : a) al comma 1, dopo le parole : "prima della sua scadenza," sono inserite le seguenti : "e previa stipula del contratto di soggiorno per lavoro ovvero previo rilascio della certificazione attestante la sussistenza dei requisiti previsti dall’articolo 26," ; b) al comma 4, le parole : "puo’ essere sottoposto a rilievi segnaletici" sono sostituite dalle seguenti : "e’ sottoposto a rilievi fotodattiloscopici e segnaletici".

Art. 8. (Sanzioni per l’inosservanza degli obblighi di comunicazione dell’ospitante e del datore di lavoro)

1. Al testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, all’articolo 7, dopo il comma 2 e’ aggiunto, in fine, il seguente : "2-bis. Le violazioni delle disposizioni di cui al presente articolo sono soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 160 a 1.100 euro".

Art. 9. (Carta di soggiorno)

1. Al testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, all’articolo 9, comma 1, le parole : "cinque anni" sono sostituite dalle seguenti : "sei anni".

Art. 10. (Coordinamento dei controlli di frontiera)

1. Al testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, all’articolo 11, dopo il comma 1 e’ inserito il seguente : "1-bis. Il Ministro dell’interno, sentito, ove necessario, il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, emana le misure necessarie per il coordinamento unificato dei controlli sulla frontiera marittima e terrestre italiana. Il Ministro dell’interno promuove altresi’ apposite misure di coordinamento tra le autorita’ italiane competenti in materia di controlli sull’immigrazione e le autorita’ europee competenti in materia di controlli sull’immigrazione ai sensi dell’Accordo di Schengen, ratificato ai sensi della legge 30 settembre 1993, n. 388".

Art. 11. (Disposizioni contro le immigrazioni clandestine)

1. All’articolo 12 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, sono apportate le seguenti modificazioni : a) il comma 1 e’ sostituito dal seguente : "1. Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, chiunque in violazione delle disposizioni del presente testo unico compie atti diretti a procurare l’ingresso nel territorio dello Stato di uno straniero ovvero atti diretti a procurare l’ingresso illegale in altro Stato del quale la persona non e’ cittadina o non ha titolo di residenza permanente, e’ punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a 15.000 euro per ogni persona" ; b) il comma 3 e’ sostituito dal seguente : "3. Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, chiunque, al fine di trarre profitto anche indiretto, compie atti diretti a procurare l’ingresso di taluno nel territorio dello Stato in violazione delle disposizioni del presente testo unico, ovvero a procurare l’ingresso illegale in altro Stato del quale la persona non e’ cittadina o non ha titolo di residenza permanente, e’ punito con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa di 15.000 euro per ogni persona. La stessa pena si applica quando il fatto e’ commesso da tre o piu’ persone in concorso tra loro o utilizzando servizi internazionali di trasporto ovvero documenti contraffatti o alterati o comunque illegalmente ottenuti" ; c) dopo il comma 3, sono inseriti i seguenti : "3-bis. Le pene di cui al comma 3 sono aumentate se : a) il fatto riguarda l’ingresso o la permanenza illegale nel territorio dello Stato di cinque o piu’ persone ; b) per procurare l’ingresso o la permanenza illegale la persona e’ stata esposta a pericolo per la sua vita o la sua incolumita’ ; c) per procurare l’ingresso o la permanenza illegale la persona e’ stata sottoposta a trattamento inumano o degradante. 3-ter. Se i fatti di cui al comma 3 sono compiuti al fine di reclutare persone da destinare alla prostituzione o comunque allo sfruttamento sessuale ovvero riguardano l’ingresso di minori da impiegare in attivita’ illecite al fine di favorirne lo sfruttamento, si applica la pena della reclusione da cinque a quindici anni e la multa di 25.000 euro per ogni persona. 3-quater. Le circostanze attenuanti, diverse da quella prevista dall’articolo 98 del codice penale, concorrenti con le aggravanti di cui ai commi 3-bis e 3-ter, non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste e le diminuzioni di pena si operano sulla quantita’ di pena risultante dall’aumento conseguente alle predette aggravanti. 3-quinquies. Per i delitti previsti dai commi precedenti le pene sono diminuite fino alla meta’ nei confronti dell’imputato che si adopera per evitare che l’attivita’ delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori, aiutando concretamente l’autorita’ di polizia o l’autorita’ giudiziaria nella raccolta di elementi di prova decisivi per la ricostruzione dei fatti, per l’individuazione o la cattura di uno o piu’ autori di reati e per la sottrazione di risorse rilevanti alla consumazione dei delitti. 3-sexies. All’articolo 4-bis, comma 1, terzo periodo, della legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni, dopo le parole : "609-octies del codice penale" sono inserite le seguenti : "nonche’ dall’articolo 12, commi 3, 3-bis e 3-ter, del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286,"" ; d) dopo il comma 9, sono aggiunti i seguenti : "9-bis. La nave italiana in servizio di polizia, che incontri nel mare territoriale o nella zona contigua, una nave, di cui si ha fondato motivo di ritenere che sia adibita o coinvolta nel trasporto illecito di migranti, puo’ fermarla, sottoporla ad ispezione e, se vengono rinvenuti elementi che confermino il coinvolgimento della nave in un traffico di migranti, sequestrarla conducendo la stessa in un porto dello Stato. 9-ter. Le navi della Marina militare, ferme restando le competenze istituzionali in materia di difesa nazionale, possono essere utilizzate per concorrere alle attivita’ di cui al comma 9-bis. 9-quater. I poteri di cui al comma 9-bis possono essere esercitati al di fuori delle acque territoriali, oltre che da parte delle navi della Marina militare, anche da parte delle navi in servizio di polizia, nei limiti consentiti dalla legge, dal diritto internazionale o da accordi bilaterali o multilaterali, se la nave batte la bandiera nazionale o anche quella di altro Stato, ovvero si tratti di una nave senza bandiera o con bandiera di convenienza. 9-quinquies. Le modalita’ di intervento delle navi della Marina militare nonche’ quelle di raccordo con le attivita’ svolte dalle altre unita’ navali in servizio di polizia sono definite con decreto interministeriale dei Ministri dell’interno, della difesa, dell’economia e delle finanze e delle infrastrutture e dei trasporti. 9-sexies. Le disposizioni di cui ai commi 9-bis e 9-quater si applicano, in quanto compatibili, anche per i controlli concernenti il traffico aereo".