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Si chiamava Mathew Blessing

Comunicato stampa dell’Associazione Tous Migrants, maggio 2018

21 maggio 2018

- Link all’articolo originale (FRA)

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Lunedì 7 maggio, alle 5 del mattino circa, un gruppo di tre persone di origine straniera, due uomini e una donna, camminavano lungo la statale 94 in direzione di Briançon. La giovane donna aveva difficoltà a camminare, a causa di un problema alle gambe: spesso i due uomini la aiutavano.

Nei pressi del paesino di La Vachette, 5 poliziotti nascosti nella zona circostante, sono spuntati all’improvviso sulla strada statale, accendendo le torce elettriche e gridando «Polizia! Polizia!».

A quel punto, le 3 persone si sono date alla fuga attraverso i campi, in direzione del paese e si sono separati, inseguiti dai poliziotti. Uno dei due uomini è stato fermato nei pressi della chiesa. I poliziotti hanno perlustrato per ore ogni angolo di quel paesino. Della donna nessuna notizia da quel giorno. Probabilmente, i 5 poliziotti sono le ultime persone ad aver visto ancora viva la donna scomparsa. Mercoledì 9 maggio, il corpo di una giovane donna è stato rinvenuto nel fiume Durance, circa dieci chilometri più a valle.

La giovane donna scomparsa dal 7 maggio si chiama Mathew BLESSING, ha 21 anni ed è di nazionalità nigeriana.

Le informazioni che abbiamo raccolto indicano elementi precisi e dettagliati che potrebbero rientrare nelle seguenti infrazioni:

- Aver messo in pericolo intenzionalmente la vita altrui in conseguenza della violazione manifestamente deliberata di un’obbligazione particolare di sicurezza o di prudenza imposta dalla legge, nella fattispecie organizzando di notte un inseguimento nei confronti di persone di nazionalità straniera, in una zona pericolosa. Art. 223-1 del Codice Penale francese

- Omicidio involontario per imprudenza, negligenza o inottemperanza di un’obbligazione particolare di sicurezza, nella fattispecie avendo coscienza del pericolo di morte causato dalla possibile caduta nel fiume. Fatti previsti e punibili dalla legge, articolo 221-6 del Codice penale francese

- Violenze volontarie con possibile conseguenza di omicidio colposo, Fatti punibili dalla legge, articolo 221-6 del Codice Penale francese

- Omissione di soccorso, nella fattispecie per non aver segnalato ai soccorsi la scomparsa di una persona in situazione di pericolo. Art 223-6 del Codice Penale francese

- Discriminazione di una persona a causa del suo aspetto fisico. Fatti punibili dalla legge, art 223-6 del codice penale francese

Le inottemperanze alle obbligazioni particolari di sicurezza o di prudenza citate precedentemente sono riconducibili ad inottemperanze agli obblighi stessi dei funzionari di polizia, come previsto nel “Codice Deontologico della Polizia Nazionale”.

Secondo quanto riporta l’articolo R.434-10 del “Codice deontologico della Polizia e della Gendarmeria Nazionale”, iscritto nel Codice di Sicurezza interna (Code de Sécurité Intérieure):

«Il poliziotto o il gendarme, nell’esercizio delle proprie funzioni, dà prova di giudizio. Tiene conto, in qualsiasi circostanza, della natura dei rischi e delle minacce della situazione a cui è confrontato e della tempistica in cui può agire, per scegliere la miglior soluzione in conformità alle disposizioni di legge». L’articolo R434-19 dello stesso codice prevede inoltre che:
«Se le circostanze lo richiedono, il poliziotto o il gendarme, anche se non in servizio, interviene di propria iniziativa, con i mezzi di cui dispone, per prestare soccorso alle persone in pericolo».

Abbiamo presentato un esposto al Procuratore della Repubblica, riprendendo tutti questi elementi, a nome della nostra associazione, tramite i nostri avvocati, perché la giustizia possa far luce sulle circostanze che hanno portato a questo dramma.

Il nostro Movimento di cittadini denuncia continuamente, tramite comunicati stampa e avvisi, le procedure di polizia basate su imboscate e inseguimenti. Questi metodi scandalosi, sconfessati dagli stessi poliziotti, hanno già causato numerosi incidenti, talvolta gravi, come quello avvenuto tra la notte del 18 e del 19 agosto scorsi. Praticamente ogni notte, vengono evitati per un pelo nuovi incidenti, che non risparmiano sofferenza e talvolta provocano ferite. I pericoli si sono aggravati nelle ultime settimane per la maggiore presenza delle forze di polizia e la presenza attiva degli «identitari» che collaborano con le forze dell’ordine per individuare i migranti in montagna, sulle strade e sui sentieri.

Ricordiamo che il paese di La Vachette è attraversato dal fiume Durance, che in questo periodo dell’anno, registra una portata molto importante con una temperatura dell’acqua di qualche grado soltanto. La caduta di una persona nelle sue acque costituisce un pericolo fatale.

Ricordiamo che i richiedenti asilo non sono irregolari, proprio come non lo sono i minori non accompagnati.

Ricordiamo che essere in situazione irregolare non costituisce reato.

Non vogliamo che la Costa Azzurra, il littorale di Calais, il canale della Villette e oggi le nostre montagne, diventino per i migranti una nuova frontiera di morte, dopo l’inferno libico, il cimitero Mediterraneo, e tutti i muri della vergogna che vengono eretti nel mondo.

Esigiamo l’interruzione immediata degli agguati e della caccia all’uomo da parte della polizia e del gruppuscolo suprematista di “Generazione identitaria”.

Esigiamo il ripristino dello Stato di Diritto, del pieno rispetto degli stranieri che bussano alle nostre porte e dei loro diritti.

Esigiamo il rispetto da parte di tutti del nostro motto « liberté, égalité, fraternité », a cominciare dai rappresentanti dello Stato e dalle forze dell’ordine.

Briançon, 14 maggio 2018