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Protezione internazionale, diritto disuguale

di Giovanni Godio, Vie di fuga - Osservatorio permanente sui rifugiati

23 maggio 2018

Ancora una volta il 2017, anno per cui il Dipartimento Libertà civili e immigrazione ha appena reso disponibili i dati definitivi e completi sulle richieste d’asilo, ha visto grandi difformità nell’esame dei richiedenti da parte delle varie Commissioni territoriali e delle loro sezioni.

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Cliccare per ingrandire: gli esiti delle richieste d’asilo nel 2017: in azzurro quelle respinte (dinieghi + “irreperibili” + altri esiti), in rosso quelle accolte, numeri assoluti (fonte Dipartimento Libertà civili e immigrazione 2018]).

Come già noto (clicca qui per la news di Vie di fuga), l’anno scorso le Commissioni territoriali italiane e le loro sezioni hanno esaminato in tutto 81.527 richieste di protezione internazionale (quasi 10 mila in meno rispetto al 2016).

Ne è stato accolto il 42% (8% status di rifugiato, tre punti percentuali in più rispetto al ’16, 9% protezione sussidiaria e 25% umanitaria), ne è stato quindi respinto il 58%.

All’interno di quest’ultimo dato il nuovo Quaderno statistico 1990-2017 del Dipartimento Libertà civili e immigrazione del Viminale disaggrega, a differenza dei dati mensili diffusi dallo stesso Dipartimento, i richiedenti respinti per “irreperibilità” (5% di tutti gli esiti nel ‘17), altri esiti residuali (1%) e i dinieghi in senso stretto, che a livello nazionale riguardano quindi il 52% di tutti i richiedenti.

Da Palermo a Firenze

Ma se si guarda agli esiti ottenuti nelle varie Commissioni e sezioni territoriali, si osserva che questa media del 52% è costituita da prassi locali alquanto eterogenee: si balza dal 25% di dinieghi a Palermo (il minimo nazionale) all’incredibile 82% di Firenze/Perugia.

Dinieghi notevolmente sotto la media pure a Torino (33%), Crotone/Reggio Calabria (35%), Trapani (36%), molto al di sopra pure a Siracusa (68%), Ancona (69%), Roma/Frosinone (68%) e Milano/Monza (ancora 68%, mentre Milano non supera il 41%).

Sempre a livello locale, grandi le differenze anche all’interno degli esiti positivi: ad esempio, per quanto riguarda la concessione dello status di rifugiato la “forbice” spazia dallo 0-3% per cento di Gorizia/Udine (dove sono state 16 le decisioni emesse in tutto l’anno, 10 dinieghi e nessuno status di rifugiato), Catania/Enna, Siracusa e Siracusa/Ragusa, Trapani e Trapani/Agrigento, Cagliari, Caserta, Gorizia, sino al 23% di Roma, unica Commissione sopra il 20%.

Le provenienze e i loro esiti

Cliccare per ingrandire: esiti delle richieste d’asilo nel 2017 per Paese di provenienza, numeri assoluti e percentuali (fonte Dipartimento Libertà civili e immigrazione 2018).

Queste invece alcune delle differenze di esito legate ai Paesi di provenienza. Nel 2017 hanno ovviamente ottenuto protezione quasi tutti i richiedenti siriani (il 95%, quasi tutti con lo status di rifugiato, anche se i siriani esaminati sono stati in totale appena 1.800) e quasi tutti i richiedenti somali, ma anche nove richiedenti afghani su 10 (in gran parte protezione sussidiaria).

Invece hanno ottenuto un riconoscimento meno di tre richiedenti bengalesi su 10 (quarta cittadinanza più numerosa in assoluto fra gli esaminati), quattro richiedenti gambiani su 10 (terza cittadinanza più numerosa), appena un richiedente pakistano su tre (seconda cittadinanza) e poco più di un nigeriano su quattro (la cittadinanza più numerosa in assoluto).

Ancora, è stato concesso un beneficio al 44% dei richiedenti fuggiti dal Mali e a poco più di un terzo dei richiedenti di altre tre numerose provenienze subsahariane, Costa d’Avorio, Ghana e Guinea.

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Quaderno statistico 1990-2017 (ministero dell’Interno, Dipartimento Libertà civili e immigrazione, 2018)