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Roma - “Un 20 giugno da pacchia”

Il foto racconto di Vanna D’Ambrosio

22 giugno 2018

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I nemici non sono i rifugiati, i richiedenti asilo o gli immigrati; è stato necessario ribadirlo anche durante la mobilitazione nazionale ed internazionale per la regolarizzazione di migranti e profughi, per il diritto alla casa/all’accoglienza e contro gli Accordi bilaterali di deportazione delle persone. In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, il movimento per il diritto alla casa, all’accoglienza dignitosa e alla regolarizzazione hanno trascorso un 20 giugno #dapacchia, davanti la Prefettura.

La maratona di sensibilizzazione contro le politiche discriminatorie messe in atto da chi dovrebbe tutelare, ha raccolto tutti gli stranieri, coloro che si sentono estranei alla democrazia italiana. Hanno dichiarato, all’unisono e senza divisioni, né bianchi né neri, che dello sfruttamento, dell’impoverimento graduale, e della mala accoglienza, vera responsabile è la politica odierna antisociale e criminalizzante, dal profondo delle sue leggi.

Hanno parlato, di diritti senza confini, di una crisi economica irreparabile e di emergenze continue che hanno trascinato milioni di famiglie nella povertà, senza redditi, senza lavoro, senza casa e soprattutto senza soluzioni. Il popolo, ha denunciato regolamentazione di politiche sociali, economiche ed abitative che tendono a creare sottogruppi di cittadini, ricchi, poveri ed immigrati, da cui derivano impari opportunità e diritti ed una sottocategorizzazione di cittadini, oltre che una frammentazione manipolabile volta a perpetuare lo stato di sudditanza, le guerre tra i poveri e l’odio razziale.

Gli interventi della giornata hanno richiesto un’esistenza nella regolarità, una individualità legittimata in tutta la sua presenza, e non colpevolizzata per l’evidente natura biologica o per l’estrazione sociale.

In nome di un’Umanità aperta, le parole esposte hanno predisposto contro le politiche eugenetiche, strade di libertà, uguaglianza, fraternità e solidarietà per la ricomposizione sociale e contro l’escalation razzista in atto.

Un essere umano ogni 110 nel mondo deve lasciare la sua casa. Oltre 68 milioni di persone sono state costrette alla fuga nel 2017 - è il record - . Nel 53% dei casi sono minori. L’85% si trova in paesi poveri.