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Roma, sgombero Camping River: «celebrato il trionfo dell’illegalità»

27 luglio 2018

Nella capitale la stagione degli sgomberi non accenna a fermarsi: "iniziata" lo scorso 21 marzo con via Vannina 78, in questi mesi molti altri sono stati gli sgomberi; alcuni di questi silenziati e rimasti nelle cronache locali, altri che per impatto, violenza o forze sociali in campo in grado di autorganizzarsi hanno avuto tutt’altra visibilità.
L’ultimo sgombero, per di più illegale, ha colpito i rom e sinti del Camping River confermando, se non fosse ancora chiaro, l’asse repressivo e di guerra ai poveri dell’accoppiata Lega-5 Stelle.
Proponiamo il comunicato stampa di “Cittadinanza e minoranze” e una rassegna stampa sui fatti di ieri.

Roma, 26 luglio - Ciò che è avvenuto oggi (ieri ndr.) al Camping River, con l’espulsione dal campo delle famiglie Rom e delle loro povere masserizie buttate sulla pubblica via, è il trionfo della illegalità. A violare la Legge non sono stati i Rom bensì le Istituzioni della nostra Repubblica. Ancora una volta, come è già avvenuto mesi or sono in piazza Indipendenza,è stata inferta una grave lesione allo Stato di Diritto.

Cittadinanza e Minoranze denuncia con sdegno l’oltraggio inferto alla Costituzione, al nostro ordinamento giuridico, alla Carta dei Diritti dell’uomo, riservandosi ogni azione in tutte le sedi competenti perché la Legalità sia ripristinata e le offese a cittadini/e inermi risarcite.

Non si trinceri l’amministrazione Comunale dietro la menzogna di aver così agito per la gravità delle condizioni in cui versava il Campo. Le deprecabili condizioni igieniche sono la conseguenza dello stacco dei servizi operato da tempo senza che gli abitanti del Campo ne avessero responsabilità alcuna e dalla distruzione operata giorni or sono dal personale del Comune di Roma dei container di proprietà comunale, al cospetto di coloro che sino ad un minuto prima li abitavano, bambini compresi.

Le lamentate, deprecabili condizioni igieniche ha concorso lo stesso Comune in maniera decisiva a determinarle!

Né accampi l’Amministrazione di avere offerto delle alternative accettabili allo sgombero forzato. Ha offerto:

La finalità del Comune è più che evidente: d’intesa con il Ministro per gli Interni mira all’esodo forzato di tutti gli “zingari” tranne quelli “che purtroppo ce li dobbiamo tenere”. Il loro obiettivo non è dunque l’attuazione della Strategia Nazionale di Inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti, approvata su impulso della Unione Europea dal Governo Monti, ma la loro espulsione dal nostro paese. Siamo cioè di fronte agli atti di una strategia di discriminazione razziale, rispetto alla quale ci ribelliamo fortemente ed invitiamo quanti hanno a cuore le sorti della Libertà e della Democrazia nel nostro paese ad elevare una ferma protesta.

Al Camping River è stato impedito l’accesso dei giornalisti adducendo “motivi di ordine pubblico”, come se giornalisti e fotografi potessero fomentare disordini! In realtà si è cercato di nascondere ciò che accadeva perché non emergesse l’indecenza di un’operazione compiuta illegalmente, contravvenendo ad una Ordinanza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che l’ aveva sospesa.

Siamo solidali con coloro che sono stati scacciati dalle loro pur precarie abitazioni e con tutti coloro che non hanno un ricovero qualunque essi/e siano e da ovunque provengano. Non lasceremo nulla di intentato per impedire questa forma di epurazione etnica chiamando, se del caso, anche alla disobbedienza civile.

Rassegna stampa:
- La Roma del governo Lega-M5s: si inizia dallo sgombero di Camping River, di Anna Pizzo - DinanoPress.it
- Sgomberato il Camping River a Roma: rom buttati fuori dal Comune, di Valerio Renzi, fanpage.it