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Pakistan - Il profondo conflitto che coinvolge il Kashmir costituisce un pericolo concreto per la popolazione civile

Tribunale di Venezia, ordinanza del 16 luglio 2018

24 agosto 2018

Si ringrazia per la segnalazione e il commento il dott. Melotti Giacomo, praticante avvocato, abilitato al Patrocinio, presso lo studio dell’Avv. Paolo Tacchi Venturi.

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Il ricorrente è un membro del partito Jammu Kashmir Liberation Front (JKLF), che lotta per l’indipendenza della regione del Kashmir; ha dichiarato di essersi determinato a lasciare il proprio Paese in seguito alle minacce subite dai membri di un gruppo terroristico (Lashkar-e Taiba) che aveva preso il controllo del villaggio ove egli viveva.
Nello specifico, egli ha riferito di essere stato a più riprese minacciato in seguito ad una manifestazione condotta contro tale gruppo nel settembre 2014. Alcuni membri l’hanno rintracciato presso il suo negozio l’11.10.2014 e aggredito violentemente. Infine, pochi giorni dopo è stato rapito dai medesimi e condotto in un luogo abbandonato ove erano state raggruppate numerose altre persone. Dopo venti giorni di prigionia, riusciva a fuggire con l’aiuto di un cuoco e faceva ritorno a casa. Intenzionato a denunciare il fatto alla polizia, si vedeva invece opporre rifiuto in mancanza di prove. Non ricevendo quindi alcuna garanzia di tutela e temendo per la propria incolumità, decideva di lasciare il Paese. Ciò nonostante, la famiglia del ricorrente ha riferito allo stesso che in data 20.02.2015 taluni uomini hanno sparato fuori dal negozio di sua proprietà, uccidendo una persona. E’ giunto in Italia il 19.03.2015.
Il giudice ritiene che “in relazione all’area di provenienza del ricorrente sussistano i presupposti per il riconoscimento della protezione sussidiaria di cui alla lettera c) dell’art.14 citato e, dunque, la minaccia grave e individuale alla vita o alla persona del ricorrente riconducibile a violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno. La regione del Kashmir è, infatti, interessata da un profondo conflitto che vede contrapposti da una parte il movimento separatista che lotta per l’indipendenza dello stato dell’Azad Kashmir e dall’altra il governo Pakistano che non intende rinunciare alla propria sovranità. Dal rapporto 2014 di Refworld, proprio relativo a questa regione, emerge che pur essendo quest’ultima dotata di una sorta di Costituzione sono esclusi i partiti che non supportano l’annessione al Pakistan. L’intera regione è zona contesa fin dal 1947 da Pakistan e India, che mantengono schierati i propri eserciti sul confine in corrispondenza dei territori contesi. Solo nel 2014 si sono registrati in Pakistan 1206 attentati terroristici di diversa matrice: ad opera di gruppi di militanti, nazionalisti, insorti e gruppi settari violenti. Il 18% di tali attacchi avrebbero inoltre avuto come diretto bersaglio i civili. Tali violenti episodi hanno provocato nel 2014 tra le 1705 e le 3625 vittime civili. Tali attacchi senza dubbio costituiscono un pericolo concreto per la popolazione civile, sia per il carattere indiscriminato degli stessi che per la difficoltà delle autorità locali nel perseguire i responsabili. In base a tali dati deve allora riconoscersi al ricorrente la protezione sussidiaria”.

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Tribunale di Venezia, ordinanza del 16 luglio 2018