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Inshallah Europa. La nuova rotta balcanica

Un documentario di Massimo Veneziani lungo una delle nuove rotte dei migranti

3 settembre 2018

Si ringrazia l’Ambasciata dei Diritti di Ancona per la realizzazione dell’intervista.

Consulta la rubrica MigrArte

A margine della manifestazione Adriatico Mediterraneo che si è svolta ad Ancona, abbiamo intervistato il giornalista Massimo Veneziani, che con Federico Annibale ha ripercorso la nuova rotta balcanica tra Grecia, Albania e Montenegro.
Una rotta terrestre molto frequentata in questo ultimo anno, in particolar modo il documentario svela le terribili violenze subite dai migranti in Croazia.
Come spesso accade, alla chiusura di un confine (come ad esempio è successo dopo Idomeni) chi scappa da guerre e fame non si ferma, ma continua la sua disperata ricerca di un luogo sicuro dove vivere.
Purtroppo il prezzo del cambiamento delle rotte è sempre molto salato e drammaticamente si paga con la vita delle persone.
A confermare questa terribile verità vi è anche il rapporto dell’UNHCR, sulle morti dei migranti, uscito proprio in queste ore che sostanzialmente smentisce le valutazioni dell’Oim, che aveva parlato di una diminuzione rilevante delle traversate e del numero dei morti.
Il rapporto "Desperate Journeys" (Viaggi Disperati) rileva come gli arrivi via mare in ​​Italia, provenienti principalmente dalla Libia, siano drasticamente diminuiti dal luglio 2017. Questa tendenza è continuata nei primi tre mesi del 2018, con un calo del 74% rispetto allo scorso anno.

Il viaggio verso l’Italia si è però dimostrato sempre più pericoloso: nei primi tre mesi del 2018 il tasso di mortalità tra coloro che partono dalla Libia è salito a 1 decesso ogni 14 persone, rispetto a 1 decesso ogni 29 persone nello stesso periodo del 2017.

Negli ultimi mesi, secondo l’UNHCR, si è inoltre registrato un deterioramento molto preoccupante della salute dei nuovi arrivati ​​dalla Libia: un numero crescente di persone infatti sbarca in precarie condizioni di salute, mostrando segni di estrema debolezza e magrezza.
Lo stesso rapporto testimonia come la nuova rotta descritta nel documentario sia in forte espansione.
"A causa delle maggiori restrizioni imposte in Ungheria, molti rifugiati e migranti ricorrono a rotte alternative per spostarsi all’interno dell’Europa. Ad esempio, alcuni entrano in Romania dalla Serbia, mentre altri partono dalla Grecia e attraversano l’Albania, il Montenegro e la Bosnia-Erzegovina per arrivare in Croazia."

- L’intervista al giornalista Massimo Veneziani

- Il trailer del documentario "Inshallah Europa. La nuova rotta balcanica"

Per info sulla presentazione del video scrivere una mail a massimoveneziani@libero.it