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Traini condannato a 12 anni: la Corte di Assise di Macerata riconosce il reato di strage e l’aggravante dell’odio razziale

Un commento dell’Avvocato Paolo Cognini, difensore di parte civile di alcune delle vittime

4 ottobre 2018

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Iniziava per F ma non era follia. A confermarlo ora è anche la Corte di Assise di Macerata che il 3 ottobre a conclusione del processo di primo grado ha condannato Luca Traini, l’autore della tentata strage del 3 febbraio scorso, a 12 anni di reclusione.
In attesa di leggere le motivazioni che verranno depositate abbiamo raccolto un primo commento a caldo dell’Avvocato Paolo Cognini, difensore di alcune delle vittime che furono colpite da Traini nel raid in cui sparò decine di colpi di pistola per le strade della città di Macerata contro numerosi cittadini di origine africana. Sei di loro rimasero feriti.
L’Avvocato Cognini da una valutazione positiva della decisione della Corte per aver riconosciuto la sussistenza del reato di strage e dell’aggravante di odio razziale. Esprime invece forti perplessità sulle attenuanti generiche che si è deciso di riconoscere.
A pochi giorni da questo feroce attentato, il 10 febbraio, una grandissima manifestazione invase le strade di Macerata nonostante i tentativi istituzionali e di alcune organizzazioni di fermare la risposta antirazzista e antifascista dei movimenti.

Nell’ambito di una prima valutazione sul dispositivo di condanna deliberato dalla Corte di Assise di Macerata credo che vada innanzitutto rivelato un fatto, e cioè che nell’ambito di questa sentenza trova piena conferma il costrutto accusatorio e quindi viene confermata la sussistenza del reato di strage all’interno del quale vengono appunto configurate le azioni messe in campo da Traini, così come viene confermata la sussistenza dell’aggravante dell’odio razziale.
Suscita invece perplessità il fatto che sulla base anche di quanto richiesto dal Pubblico Ministero siano state riconosciute a Traini le attenuanti generiche.

Riguardo ai fatti che erano sottoposti a giudizio e riguardo alla loro gravità la sussistenza delle attenuanti generiche, a mio avviso, non ha nessun fondamento né storico, né fattuale, né giuridico.
Sarà comunque importante nella valutazione della decisione assunta dalla Corte di Assise leggere le motivazioni che verranno depositate.

Questo perché - come ho già avuto modo di esporre nel corso della discussione - l’elemento più importante che deve essere considerato è proprio la ricostruzione storica che verrà fatta all’interno della sentenza, delle sue motivazioni.

E’ molto importante che dentro a questa sentenza vengano individuate in maniera chiara, precisa e netta i collegamenti, le connessioni, il rapporto di causa ed effetto tra le azioni poste in campo da Traini e l’impianto ideologico culturale neofascista e razzista da cui esso proviene e da cui traggono origine le sue azioni.

Nel corso del processo - che è stato celebrato con il rito abbreviato, quindi non c’è stato un dibattimento - la Corte di Assise ha comunque disposto una perizia per valutare la capacità di intendere e di volere dell’imputato. In esito a questa perizia è emersa la piena capacità di intendere e di volere di Luca Traini. La piena capacità di determinare le sue azioni.
Questo conferma ciò che abbiamo sempre sostenuto: ciò che ha fatto Luca Traini non è il frutto di una variabile, di un momento di crisi psicologica ma è il prodotto di una scelta di autodeterminazione chiara attraverso la quale Traini ha posto in campo, ha dato materiale concretezza all’assetto valoriale a cui lui ha sempre fatto riferimento.
L’assetto valoriale di un’ideologia, di un impianto culturale neofascista, neonazista e basato proprio su un’interpretazione organica e razzista della società, del sociale.

Quindi bene il fatto che sia stata confermata la sussistenza del reato di strage, bene che sia stato confermato l’aggravante dell’odio razziale. Certamente non corretto, a mio avviso, il riconoscimento delle attenuanti generiche; poi la valutazione più corretta potrà essere effettuata alla luce delle motivazioni che verranno depositate a suffragio della decisione che è stata assunta.
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Un commento dell’Avvocato Paolo Cognini, difensore di parte civile di alcune delle vittime