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Mali - Il richiedente asilo ha diritto al riconoscimento della protezione sussidiaria per le condizioni di “generalizzata violenza”

Tribunale di Palermo, ordinanza del 3 settembre 2019

9 ottobre 2018

Si ringrazia l’Avv. Gianluca Camilleri per la segnalazione.

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Il tribunale di Palermo, sezione specializzata in materia di immigrazione e protezione internazionale ecc., riconosce la protezione sussidiaria a un cittadino maliano.
Secondo il collegio giudicante "avuto riguardo alle più aggiornate informazioni disponibili in ordine all’attuale contesto socio-politico-religioso del Mali, risulta che in detto Stato ed in particolare in talune aree territoriali del medesimo sia in atto un conflitto armato ed esista, comunque, una situazione di “generalizzata violenza” di tale livello da costituire una seria minaccia per la vita di qualunque civile si trovi su quel territorio, registrandosi un vero e proprio disordine interno, contrassegnato da un livello di violenza, talora indiscriminata, suscettibile di determinare un elevato rischio per l’incolumità personale.
Secondo quanto evincibile dalle informazioni sui paesi di origine collazionate dalle fonti di seguito specificate, alla luce dell’elevata probabilità di verificazione di atti terroristici perpetrati anche nei confronti della popolazione civile e di un quadro complessivo di sicurezza estremamente critico, tutto il Mali è da considerarsi a rischio.
Tale rischio diviene estremamente elevato nelle regioni settentrionali del paese (Gao, Mopti e Timbuctu), propagandosi perfino nelle zone centrali, dove sono aumentati i gruppi armati che hanno compiuto attentati. Si registra, in particolare, un crescente pericolo di attacchi e di rapimenti in zone di interesse pubblico, dovuto ad una presenza conclamata e attiva di gruppi terroristici.
Il tasso di crimine è alto e continua a crescere a Bamako, come nel resto del paese. Sussiste, pertanto, un alto rischio per i cittadini di essere coinvolti in situazioni di violenza indiscriminata.
Tale situazione, che si va progressivamente estendendo nelle varie aree, riguarda - come si è detto - anche la capitale Bamako, teatro di molteplici attacchi terroristici (essendo la sede della missione militare internazionale di pace in atto operativa). Può, in effetti, ritenersi che attualmente il processo di stabilizzazione intrapreso nell’anno 2013, con l’ausilio di una missione militare internazionale sotto l’egida dell’Onu, non sia concretamente concluso
".
L’ordinanza riporta gli ultimi rapporti internazionali sulla situazione del paese e in particolare le più aggiornate informazioni sui paesi di origine raccolte e selezionate dall’Agenzia UE E.A.S.O. (European Asylum Support Office).

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Tribunale di Palermo, ordinanza del 3 settembre 2019