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Pakistan - Ancora diffusa la pratica delle sparizioni forzate

Corte di Appello di Firenze sentenza n. 2146 del 21 settembre 2018

23 novembre 2018

Si ringrazia l’Avv. Roberta Randellini per la segnalazione.

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La Corte di Appello riconosce lo status di rifugiato a richiedente asilo pakistano.
Secondo i Giudici "il racconto dell’appellante, contrariamente ai generici assunti anche del provvedimento amministrativo, risulta circostanziato con riferimento di nomi ed espone un fatto, il rapimento da parte di un gruppo islamico, che lo ha trattenuto e percosso con minacce ulteriori, del tutto coerente alla sua condizione di cristiano cattolico (documentata con il certificato di battesimo e di matrimonio e certo non messa in discussione dalla sua scarsa dimestichezza con le formalità del culto, che spesso accomuna i cattolici anche praticanti di ogni paese) e che aveva sporto denuncia per l’uccisione da parte dei medesimi fanatici di un suo amico pure cristiano e identificato con nome e parentele. Documenta inoltre l’appellante di avere sporto denuncia alla Polizia per l’aggressione, ma di non avere avuto alcuna tutela.
Non senza considerare che la pratica delle “sparizioni forzate” di soggetti non islamici accusati di blasfemia risulta ormai praticata con larghezza (si veda il rapporto di Amnesty International riportato per intero dall’appellante nella comparsa conclusionale) con impunità degli autori, e conferma le dichiarazioni rese dall’appellante. [...]
Tanto premesso, ritiene la Corte che la richiesta di riconoscimento dello status di rifugiato debba essere nella specie accolta
".

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Corte di Appello di Firenze sentenza n.2146 del 21 settembre 2018