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Bosnia, la prima neve

Are You Syrious, 19 novembre 2018

23 novembre 2018

Traduzione a cura dell’APS Lungo la rotta balcanica dell’articolo pubblicato da Are You Syrious

Leggi anche i report dal confine tra Bosnia e Croazia di Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi

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Il campo di Trnovi a Velika Kladusa


Durante la notte tra lunedì 19 novembre e martedì 20, in tutti i Balcani, ma anche in una grande parte dei Paesi dell’Unione Europea, le persone costrette a dormire per strada si sono svegliate sotto una pioggia battente e circondate da una spessa coltre di neve. La situazione nelle isole greche è sempre più preoccupante, soprattutto per chi è intrappolato nei campi di Moria e di Vial. Le condizioni di vita sono insostenibili, a causa della mancata assistenza da parte delle autorità statali e delle grandi organizzazioni che dovrebbero farsi carico delle persone bisognose.

La situazione in Bosnia è catastrofica. L’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni, che gestisce i campi di recente aperture nel Paese, e l’UNHCR, non stanno facendo abbastanza per aiutare chi è in difficoltà. A Sarajevo e in tante altre città della Bosnia sono tante le persone costrette a dormire per strada.

I volontari di Velika Kladuša al confine tra Bosnia e Croazia stanno cercando di fornire ogni tipo di assistenza. Il team dell’organizzazione SOS Kladusa è quotidianamente presente nel campo informale di Trnovi.

E’ necessario ogni tipo di aiuto. Prima di tutto è necessario fare pressione sull’OIM e sull’UNHCR perchè trovino una soluzione abitativa per le persone costrette a dormire in tenda. E’ assurdo che con i fondi europei di 10 milioni di euro che hanno ricevuto per assistere le 10.000 persone presenti nel Paese, ci siano ancora molti uomini, donne e bambini costretti a dormire per strada.

Foto della Croce Rossa di Kljuc


Questa mattina la Croce Rossa del Comune di Kljuc (Crveni Križ Općine Ključ), una città a metà strada tra Sarajevo e Bihać, ha pubblicato le immagini della nevicata della notte.

Una direttiva rilasciata dalla polizia nella zona di Bihac e concordata in una riunione tra il ministro della sicurezza dello stato (responsabile dei richiedenti asilo) e l’OIM (che in una procedura poco chiara ha assunto la responsabilità di assistere queste persone), di fatto impedisce, da oltre un mese, l’accesso a Bihac: la polizia blocca autobus e treni diretti verso il confine nord della Bosnia rimandando indietro le persone. Quelli che vengono fatti scendere dai bus, vengono portati a dormire a Ključ in una tenda fornita dalla Croce Rossa locale e sorvegliata dalla polizia.
Questa non è una crisi migratoria” ha dichiarato la Croce Rossa martedì mattina. “In poche parole, sta diventando una catastrofe umana.

Il campo di Trnovi a Velika Kladusa, dove vivono circa 300 persone. Foto: SOS Kladusa


Durante la notte, 64 persone hanno dormito in mezzo all’acqua, nella tenda fornita dalla Croce Rossa. “Abbiamo cercato di metterci in contatto con chi ha la responsabilità di trasferire le persone, ma senza successo. Nonostante tutti i nostri sforzi per aiutare i migranti, possiamo fornire solo un pasto e la prima assistenza, mentre tutto il resto non è una nostra responsabilità”.