logo

Documento a cura del
Progetto Melting Pot Europa
web site: http://www.meltingpot.org

redazione@meltingpot.org

Home » Cittadinanze » Notizie, approfondimenti, interviste e appelli

Spagna - Uno studio internazionale smentisce gli slogan del PP, Ciudadanos e Vox su immigrazione e sistema sanitario

Teguayco Pinto, El Diario - 6 dicembre 2018

11 dicembre 2018

- Link all’articolo originale (ESP)

Iscriviti alla newsletter del Progetto Melting Pot Europa

Miti, bufale, fake news. Così è stata definita da un equipe internazionale di ricercatori tutta una serie di frequenti affermazioni sulla popolazione immigrante, secondo le quali i paesi con un alto livello di sbarchi starebbero subendo un invasione, gli immigrati costituirebbero un peso per le economie locali e una minaccia per i sistemi sanitari o che sarebbero portatori di malattie contagiose.

La maggior parte delle argomentazioni che circolano a livello internazionale sono state ripetuti dai tre principali partiti situati a destra nello spettro politico spagnolo: PP, Ciudadanos e Vox, nonostante un numero speciale della rivista medica The Lancet, pubblicato lo scorso giovedì, fornisca le “prove che smentiscono questi luoghi comuni e che evidenziano i benefici della moderna migrazione".

I risultati di questo speciale sono frutto di un progetto durato due anni ed elaborato da una commissione internazionale composta da venti ricercatori di 13 paesi. Nelle conclusioni, la commissione è stata particolarmente critica nei confronti dei dirigenti politici, i quali “continuano a ostacolare o a condannare pubblicamente la migrazione per coltivare i loro propri interessi”, nonostante gli immigrati "sostengano le economie, rafforzino i servizi sociali, e contribuiscano al funzionamento dei servizi sanitari” dei paesi di accoglienza.

Secondo una professoressa dell’Istituto Norvegese di Sanità Pubblica e membro della commissione, Bernadette Kumar, “troppo spesso i politici cedono al razzismo invece di agire energicamente per contrastarlo”. Non soltanto l’estrema destra, con a capo Santiago Abascal, ma anche Pablo Casado, segretario generale del Partito Popolare e persino Albert Rivera, lider di Ciudadanos, hanno contribuito a diffondere idee che non trovano riscontro nei dati.

Il mito dell’“invasione” degli immigrati

Una delle principali strategie dei partiti xenofobi di tutta Europa consiste nello scatenare la paura di “una vera e propria invasione che pretende sostituirci”, così come afferma Vox, che ha utilizzato ripetutamente il termine durante la campagna elettorale andalusa.

Lungi dal condannare le bufale, lo scorso luglio Pablo Casado ha garantito che “la Spagna non può permettersi di accogliere milioni di africani”, mentre Albert Rivera ha viaggiato fino alla barriera di Ceuta per allertare la nazione circa un arrivo “in massa” di migranti.

I dati smentiscono un aumento rilevante delle migrazioni a livello globale. Secondo la commissione, “questa retorica tende a ignorare il fatto che la percentuale di migranti internazionali nel mondo ha subito pochi mutamenti, e che dal 1990 al 2017 è aumentata solo dal 2,9% al 3,4% a livello mondiale”.

Tuttavia, lo studio riconosce che la percentuale dei migranti diretti verso i paesi ad alto livello di sbarchi è aumentata significativamente dal 1990, passando da un 7,6% a un 13,4%. Ciò nonostante sottolineano che in queste percentuali rientra anche l’aumento degli studenti internazionali e di lavoratori qualificati, mentre il numero dei rifugiati è rimasto praticamente costante durante gli ultimi decenni e “le nazioni meno ricche continuano ad essere quelle che accolgono un numero sproporzionatamente maggiore di profughi”.

(Didascalia del grafico): La percentuale dei rifugiati nei paesi ricchi (azzurro) si è mantenuta costante ed è inferiore a quella dei paesi poveri (rosso).

Non rappresentano una minaccia per il sistema sanitario

Un altro dei principali miti propagandati dalla destra afferma che i migranti costituiscono una zavorra per i paesi di accoglienza, in particolar modo per il sistema sanitario. Sulla base di questo mito, il Partito Popolare di Mariano Rajoy ha cancellato l’universalità della sanità spagnola, limitando l’accesso per gli immigrati in situazione irregolare. I popolari hanno giustificato la misura sostenendo di dover diminuire la spesa pubblica a causa della crisi. Tuttavia, non è mai stata presentata una stima dell’eventuale risparmio conseguito e la misura è stata abrogata dall’attuale governo di Pedro Sánchez.

L’eliminazione del diritto alla sanità pubblica per i migranti in situazione irregolare è prevista anche nel programma elettorale di Vox. Anche dalle fila di Ciudadanos è stata proposta una sanità limitata e lo stesso Albert Rivera ha difeso l’esclusione sanitaria.

Ciò nonostante, il presidente della commissione che ha elaborato il nuovo studio, il professore di epidemiologia dell’University College di Londra, Ibrahim Abubakaro, assicura che “non esistono prove che i migranti rappresentino una zavorra per i sistemi sanitari nazionali”, e afferma che la suddetta esclusione è una “decisione politica” che “non si basa su delle prove”.

Abubakaro sottolinea l’importanza di integrare le popolazioni migranti, poiché i dati dimostrano che “non farlo potrebbe comportare un costo maggiore per le economie nazionali”, dal momento che gli investimenti necessari per tutelare la loro salute sono modesti in confronto agli introiti ottenuti nel momento in cui i migranti divengono “membri produttivi della società”.

La commissione sottolinea inoltre che, lungi dall’essere un peso, “gli immigrati costituiscono una parte considerevole della forza lavoro nel settore sanitario, prestando cure mediche, assistenza agli anziani e servizi in ambiti altrimenti carenti di personale”, pertanto chiede ai governi di “migliorare l’accesso dei migranti ai servizi e di tutelarne il diritto alla salute”.

Non portano nuove malattie contagiose

Secondo i ricercatori, l’immagine dei migranti come portatori di malattie ha rappresentato nella storia il “mito più diffuso e radicato su migrazione e salute”. Tuttavia affermano che “non esiste alcuna correlazione sistematica tra la migrazione e l’importazione di malattie infettive” e che le prove presentate dimostrano che “il rischio di contagio da parte dei migranti alla popolazione autoctona è generalmente basso”.

Difatti, più che alla migrazione, i casi recenti di diffusione di patogeni resistenti sono dovuti principalmente ai viaggi internazionali, al turismo e al trasferimento di bestiame; per questo la commissione critica l’invocazione della sicurezza pubblica come motivo per trattenere e deportare i migranti, o addirittura negare loro l’entrata nei paesi, “si tratta di atti ingiustificati che finiscono per peggiorare le loro condizioni di salute”.

Eppure, sia il Partito Popolare sia Vox hanno ricorso a questo mito in molte occasioni durante gli ultimi anni. Nel 2011, Alicia Sánchez Camacho, l’allora presidente del PP catalano, affermava che “gli immigrati hanno portato malattie da tempo debellate”, e appena qualche mese fa il segretario generale del partito di estrema destra affermava riguardo ai migranti che “li portiamo sulle nostre coste senza far loro controlli al fine di evitare la diffusione di malattie contagiose”, cosa già smentita dalla Croce Rossa spagnola.

Anche il leader andaluso dello stesso schieramento, Francisco Serrano, considerato uno dei trionfatori delle scorse elezioni in Andalusia, ha insistito sulla stessa idea, affermando che la creazione di un centro immigrati nel suo quartiere comporterebbe un rischio per “la nostra salute e quella dei nostri figli” a causa delle malattie contagiose.

Altri discorsi razzisti affermano spesso che i migranti hanno molti più figli rispetto alle popolazioni dei paesi di arrivo. Nonostante il tasso di natalità in molti paesi dell’Africa sia più alto di quello spagnolo, la commissione ha raccolto dati di vari studi che indicano che i tassi di natalità tra i migranti in genere “bastano appena a mantenere stabile il tasso di rimpiazzo della popolazione, e spesso sono addirittura inferiori”. Inoltre, studi realizzati in vari paesi europei, tra cui la Spagna, dimostrano che i tassi di fecondità tra le donne migranti sono in media più bassi rispetto a quelli delle popolazioni dei paesi di arrivo.

In un articolo allegato al dossier elaborato dalla commissione, l’editore di The Lancet asserisce che “in troppi paesi si utilizza il tema della migrazione per dividere la società e promuovere un’agenda populista”, nonostante che “normalmente gli immigrati costino meno all’economia rispetto a quanto producono”. Horton ricorda che la migrazione “non scomparirà” e osserva che il modo in cui adesso trattiamo la salute degli immigrati “finirà per danneggiare le società in cui vivranno le generazioni future”.