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Cara di Castelnuovo di Porto - Il Governo affossa i diritti delle persone

La campagna LasciateCIEntrare al Cara in difesa dei diritti e della dignità delle persone messe alla porta

24 gennaio 2019

Per la campagna LasciateCIEntrare il centro è sempre stato “modello di mal accoglienza”, ma lo "svuotamento" sta avvenendo senza alcun preavviso, e senza una realistica pianificazione di nuovi percorsi di inclusione nei luoghi di destinazione dei trasferimenti (per altro sconosciuti). Il tutto senza minimamente prendere in considerazione la storia di ogni singola persona, il suo percorso e le sue vulnerabilità. Per questo LasciateCIEntrare si è attivata assieme ad ASGI per sostenere i diritti e la dignità delle persone inviando una lettera al Prefetto nella quale si ricorda che il decreto Sicurezza non è retroattivo e non può mettere in strada i titolari di protezione umanitaria, così come sta avvenendo in giro per l’Italia.

Siamo all’ennesima ruspa a beneficio della propaganda elettorale e sulla pelle di uomini, donne e minori. Stavolta “quelli” del CARA di Castelnuovo di Porto.

Delle indegne condizioni di vita e di “ospitalità” all’interno di un mega centro come quello di Castelnuovo, la campagna se n’è occupata spesso negli ultimi anni. Con delegazioni di parlamentari, giornalisti ed associazioni lo abbiamo più volte visitato e descritto come un centro dove le criticità e carenze erano fin troppo evidenti.

Ci eravamo entrati il 20 giugno 2016, durante la nostra mobilitazione nazionale, che aveva previsto una serie di visite (circa 60 le richieste di accesso presentate alle Prefetture), per monitorare le condizioni dei migranti nelle varie strutture presenti sul territorio italiano. Quando abbiamo chiesto agli “ospiti” se volevano segnalarci particolari problemi, ci avevano risposto: “Dobbiamo andare via da qui”, con, nella loro voce e nei loro occhi, soltanto tanta frustrazione.

La politica di accoglienza nei maxi centri si è da sempre rivelata fallimentare: Cona è stato un esempio “classico”, più volte denunciato. Il punto nodale della questione è un altro: una politica di accoglienza assente o troppo deficitaria, e che, di conseguenza, annulla le persone ed i loro diritti fondamentali. Come nel caso che ora vede coinvolti i richiedenti asilo ospitati nel CARA a Castelnuovo di Porto.

La struttura, lo ricordiamo, un gigantesco blocco di cemento, basso e largo, piazzato nel nulla, è di proprietà dell’Inail, e veniva utilizzata per ospitare personale della Protezione Civile in caso di necessità. Adibita a CARA nel 2008, dal 7 aprile 2014 la sua gestione è in mano alla cooperativa Auxilium, su bando prefettizio. Questo centro è sempre stato “modello di mal accoglienza”.

Stamattina (ieri ndr.) siamo riusciti ad entrare, ancora una volta, insieme alla deputata Rossella Muroni, superando strati di giornalisti accorsi a documentare lo “svuotamento” in atto. E di svuotamento stiamo in effetti parlando: esattamente come se si trattasse di un “banale” trasloco di “cose”. Il tutto senza nessun preavviso, e senza una realistica pianificazione di nuovi percorsi di inclusione nei luoghi di destinazione dei trasferimenti (per altro sconosciuti). Il tutto senza minimamente prendere in considerazione la storia di ogni singola persona, il suo percorso e le sue vulnerabilità. La strada percorsa in autonomia nonostante le carenze dell’accoglienza.

Non è un caso che un sindaco, un parroco e la cittadinanza si stiano opponendo a tutto questo. Il sindaco ha persino annunciato un ricorso al TAR. Ma la politica di questo Governo e di questo Ministro dell’Interno rimuovono abilmente in una sola mossa un mega centro, uomini e donne titolari di permesso umanitario, richiedenti asilo, bambini che avevamo iniziato a frequentare le scuole e lavoratori che erano riusciti a trovare spazio sul territorio, nonostante tutto. Ancora una volta a farne le spese sono le persone ospitate.

Denunciavamo la mal accoglienza per rimuovere i responsabili e garantire i diritti delle persone in arrivo ed invece continuiamo ad assistere ad abusi ai loro danni. Chi continua non aver voce continua a pagare per gli scempi di un sistema che continua a peggiorare e a garantire il malaffare. Una mossa “feroce”, a nostro avviso non solo sbagliata, ma soprattutto disumana, incivile e al limite dell’illegalità. Sì, perché il fatidico decreto Sicurezza e Immigrazione, che non è retroattivo, non potrebbe mettere in strada i titolari di protezione umanitaria, così come sta avvenendo in giro per l’Italia.

Centri chiusi, uomini e donne in mezzo ad una strada. Questo per una politica securitaria che di securitario ha solo forse un ostentato aggettivo e nulla più. Abbiamo parlato con gli ospiti presenti nel centro, disorientati, spaventati, nuove reclute per le mafie e i caporali, o per chi si occupa di tratta di esseri umani. Consegnati direttamente da un Governo che è in una perenne stomachevole campagna elettorale. Uomini, donne e bambini: in una sola parola, persone. Defraudate di ogni diritto. Ma non ci arrenderemo a questo scempio, continueremo a batterci al loro fianco.