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Approccio hotspot e accesso alla protezione internazionale in Puglia

Un rapporto di monitoraggio sulla situazione a cura di ASGI

19 febbraio 2019

Nell’ambito del progetto “Protection and dissemination of human rights”, da aprile ad ottobre 2018 è stata svolta un’attività di ricerca sulla condizione dei richiedenti protezione internazionale ed in particolare sulla diffusione dell’utilizzo dell’“approccio hotspot” nella procedura di richiesta di asilo.

La ricerca, condotta in Puglia e in Sicilia, ha monitorato la condizione dei richiedenti protezione internazionale che, successivamente all’arrivo in Italia, sono stati trasferiti negli hotspot, e le procedure utilizzate al momento dell’arrivo, nella fase di identificazione e quella di accesso alla procedura di domanda della protezione internazionale, evidenziando criticità e prassi illegittime in violazione dei diritti delle persone.

Sono stati monitorati anche alcuni luoghi “sensibili”, cioè dove i richiedenti manifestano la volontà di chiedere protezione e dove possono determinarsi procedure non corrette o illegittime che comportano espulsioni, rimpatri e limitazioni nell’esercizio del diritto a chiedere asilo. Per quanto riguarda la Sicilia, i luoghi analizzati sono stati l’ex “Caserma Gasparro” in località Bisconte di Messina e l’hotspot di Trapani. Per quanto riguarda la Puglia, i luoghi scelti come campi privilegiati per la ricerca, sono stati la questura e il porto di Bari e l’hotspot di Taranto, temporaneamente chiuso nel periodo di avvio della ricerca e riaperto il 19 luglio. Il presente rapporto riguarda l’indagine condotta in Puglia.

Nell’ambito dell’attività di ricerca si è approfondita anche la condizione dei ministri stranieri non accompagnati presenti sul territorio a seguito dell’entrata in vigore della L.47/17 e del d.Lgs 220/17. La scelta metodologica privilegiata nella conduzione del lavoro d’indagine e monitoraggio è stata quella del contatto diretto con i richiedenti/titolari di protezione presenti sul territorio, attraverso diversi incontri individuali (interviste) con coloro che rappresentavano situazioni personali di difficoltà o evidenziavano prassi non conformi o illegittime rispetto a quanto previsto dalla normativa, in un numero congruo tale da considerare le problematiche emerse come una prassi diffusa e non casi isolati.

In particolare, gli incontri sono avvenuti con coloro i quali hanno rappresentato difficoltà di accesso alla procedura di richiesta della protezione internazionale, migranti che erano stati precedentemente respinti alla frontiera o che erano transitati negli hotspot di Taranto e Trapani, minori soli.

Gli incontri sono avvenuti alla presenza di mediatori e, in caso di minori, previo loro consenso e consenso del tutore. Oltre alle informazioni e i dati raccolti direttamente dai richiedenti/titolari di protezione internazionale o umanitaria, si è provveduto a raccogliere informazioni anche attraverso le associazioni e gli enti di tutela, i referenti istituzionali, gli operatori e la rete informale.

- Leggi il rapporto completo

Per quanto riguarda i dati e l’analisi della situazione negli hotspot in Sicilia si rimanda al report In Limine